Iniziare a correre senza paura

Foto Carlotta Montanera
Di: Giuseppe Tamburino

Avere paura di iniziare a correre è normale. Non averla è preoccupante. Abbiamo paura dell’incertezza, della vita che non prende una direzione, di un mondo fatto di rotonde con mille uscite. Del futuro, del terrorismo, del tempo, delle malattie. paura di cambiare mentre dovremmo cambiare ogni giorno. Il cambiamento è molte volte fonte di ansie e stress, anche se pensiamo possa migliorare la nostra vita.
Tutti vogliamo stare meglio e molti mettono in atto azioni positive, iniziano un percorso non sempre lineare, ma con obiettivi precisi. Prenderci cura di noi, cercare il nostro benessere non è un atteggiamento egoistico, siamo qui per stare bene, noi con gli altri.
La nostra salute è troppo importante per lasciarla in mano solo ai medici”, scriveva Voltaire. Mettere il movimento nella nostra vita, mettere un po’ di corsa nelle giornate, non può che farci bene.

IL SENTIRSI INADEGUATI

Le paure e le incertezze di chi vorrebbe iniziare a correre sono tante. La prima è il senso di inadeguatezza, il pensiero di non farcela, che la corsa sia affare di altri. Niente di meno vero, correre è la cosa più naturale del mondo, solo che ce ne siamo dimenticati. Si tratta di avere costanza e pazienza e il nostro corpo e la nostra mente ritorneranno a correre insieme.
L’inadeguatezza si esprime anche nella paura dei luoghi. Dove andiamo? Da soli? Il campo aperto, il percorso non segnato, il muoversi fra la gente correndo sono cose che ci fanno sentire fuori posto, additati per il passo incerto, l’abbigliamento non consono, la tuta che lascia vedere anni di alimentazione esagerata. Sono ostacoli che minano la volontà. Pensiamo che non potremmo mai farcela, che è troppo tardi per iniziare a correre, che è meglio rifugiarsi in un bar piuttosto che mettersi in gioco nel parco insieme agli altri.

SEMPRE IN COMPAGNIA

La solitudine è la grande paura di chi vuole iniziare a correre.
Correre soli ci mette in uno stato di ansia continua. Per le donne a volte l’ansia è causata anche dalla mancanza di sicurezza, ci sono ancora luoghi e orari pericolosi, scegliere il percorso sicuro non è semplice e per questo problema tutti dovremmo fare molto di più.
Siamo animali sociali, abbiamo bisogno degli altri, della loro approvazione e iniziare da soli è molto più difficile. In questi frangenti il supporto di un amico o di un’amica è fondamentale, la condivisione delle sensazioni, la scelta del dove e del quando alleggeriscono il carico mentale, quella sottile angoscia che ci prende quando apriamo la porta di casa o della palestra (luogo sicuro, il tapis roulant metafora della nostra vita, del correre senza andare da nessuna parte) e dobbiamo scegliere tra destra o sinistra, fino al ponte e poi tornare o fare un giro, ma chissà se non è troppo lontano. Allora pensiamo ci possa venire in aiuto la tecnologia, ci armiamo di smartphone e applicazioni che dicono quanti chilometri, quanti passi, pulsazioni, salite e discese.

OLTRE LE SCUSE

Ecco un altro ostacolo: il timore che la fatica sia troppa, che non riusciremo mai a sopportarla. anche in questo caso l’equilibrio e la progressività ci aiuteranno a reggere quello che è solo un piccolo sforzo che siamo in grado di reggere senza problemi. I benefici saranno molto maggiori, ma chi sta iniziando questo ancora non lo sa.
C’è poi la paura di farsi male, degli infortuni: i piccoli dolori che appaiono dopo le prime uscite sono buone scuse per rimandare, lasciar perdere. Facile rifugiarsi nel passato remoto, ricordarsi che da giovani era tutto più leggero, si praticavano questo e quello sport in contemporanea. Senza farsi male o forse passandoci sopra, senza pensarci.
Abbiamo paura anche del clima, se piove non si può, se fa caldo è troppo caldo. dell’aria inquinata, e questo è un tema importante, ma non si può sempre correre al mare o in montagna. Tanti vivono in città e il parco è l’unica soluzione. Allora proviamo a uscire al mattino presto, se questo ci aiuta a superare il disagio.
Non rinunciamo, cerchiamo nuovi luoghi da visitare correndo, un’ottima motivazione per fare del movimento, per coinvolgere la famiglia e gli amici.

AUTONOMI CON L’AIUTO DEGLI ESPERTI

L’incertezza aumenta se pensiamo di fare tutto da soli. Cerchiamo nel web la soluzione, il programma giusto. Una valanga inarrestabile di suggerimenti ci travolgerà. Il problema è che, per capirci qualcosa, dovremmo già essere in grado di scegliere e valutare e, in quanto neofiti, non lo siamo ancora. Allora affidiamoci a chi ci mette la faccia, a chi scrive assumendosi la responsabilità di quel che dice, a chi ha un’esperienza comprovata, alle associazioni che vivono la corsa con passione senza però farci travolgere, mantenendo un’autonomia di giudizio. Perché in ogni caso cosa vogliamo dal nostro cambiamento lo sappiamo bene solo noi. Una qualità di vita migliore
innanzitutto, riprendere in mano le redini del nostro corpo e farlo correre. La paura e le incertezze
le supereremo poco alla volta, ascoltando, leggendo, uscendo con amici che già corrono, provando
e, a volte, sbagliando. Cadendo nell’infortunio e recuperando senza fretta. Facendosi affiancare da professionisti che ci potranno indicare una strada da seguire.
Senza paura, con calma, con equilibrio e questa è la parola magica. Diffidate sempre dal troppo
facile, dal tutto e subito. Si cresce e si cambia poco per volta. Sempre, anche quando pensiamo di non poter migliorare più. C’è un altro modo per farlo, un’altra modalità per correre. Nuovi stimoli.

Le paure sono dentro e fuori di noi, possiamo superarle o conviverci. Iniziare a correre ci ricorderà che siamo in grado di farlo.

Su Correre di dicembre le tabelle per iniziare a correre la prima mezzora.

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