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Foto Benini

Pizzolato: l’importanza della resistenza di base

È necessario trovare ogni tanto un periodo di tempo da riservare solo agli allenamenti aerobici, rimanendo a digiuno di gare, così da recuperare l’efficienza indispensabile per correre velocemente e a lungo.
Ce lo spiega Orlando Pizzolato che su Correre di agosto dispensa una serie di consigli utili alla programmazione.
Una prestazione sportiva, infatti, è determinata da una serie di elementi fisiologici che nell’insieme concorrono a ottimizzare il rendimento. Per essere quindi nella miglior forma possibile, ogni apparato del corpo deve essere in grado di esprimere al meglio la relativa potenzialità. Ciò è possibile proprio programmando specifici cicli di allenamento che si ripetono nel corso delle stagioni.

Nel corso della preparazione di base non è previsto che si gareggi e di questi tempi è davvero impensabile che un amatore possa fare un digiuno agonistico di qualche settimana, ma questo non voler rinunciare a corse e corsette si traduce inevitabilmente in un mancato rendimento, nel senso che è praticamente impossibile ottimizzare il proprio potenziale, perché vengono a mancare, appunto, gli elementi fisiologici basilari delle prestazioni aerobiche.
Un atleta d’élite che partecipa ad una decina di gare all’anno ha il tempo adeguato per lavorare con grande efficacia sulla resistenza di base. Un amatore che partecipa a 30 e più gare all’anno si trova in difficoltà a trovare lo spazio da dedicare agli allenamenti aerobici. Non ci si deve quindi sorprendere se il rendimento nel corso dell’anno è alterato e irregolare: con resistenza di base ridotta e limitata, la qualità delle prestazioni rimarrà bassa rispetto a quelle che ognuno di noi potrebbe produrre.

È quindi necessario trovare ogni tanto un periodo di tempo da riservare solo agli allenamenti aerobici. Un amatore dovrebbe programmare un micro-ciclo aerobico ogni tre-quattro mesi, in modo da recuperare l’efficienza che sta alla base degli allenamenti specifici per correre velocemente e a lungo.

Fortunati i podisti che trascorrono le vacanze in montagna e possono quindi sfruttare il soggiorno al fresco per correre a lungo. C’è anche il vantaggio che l’allenamento in quota amplifica i benefici aerobici.
Chi invece è in vacanza al mare, trova maggiori difficoltà a correre a lungo, ma il disagio organico delle sedute aerobiche è meno elevato rispetto ad un ciclo di allenamenti di potenza e capacità aerobica, che richiedono un impegno organico e muscolare ben più elevato. Anche se si corre in condizioni ambientali non favorevoli, si tollera meglio lo stress del carico chilometrico.

A cura di Orlando Pizzolato, su Correre di agosto è pubblicata una programmazione di un ciclo aerobico in relazione alle settimane che si hanno a disposizione. Un ciclo completo di un mese consente di sviluppare adattamenti più sostanziali ed efficaci della resistenza di base.

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