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Il motore del runner prima parte: cosa abbiamo in comune con le automobili?

Foto: Francesca Apruzzi
Di: Huber Rossi

(Prima parte)

Quante volte abbiamo sentito dire che «Quell’atleta ha un motore pazzesco»? O che quel nostro amico si è ritirato in una corsa, perché «A un certo punto ha finito la benzina». 

Senza che ce ne accorgiamo, ci viene spontaneo spiegare le cose della corsa usando le parole e i concetti che regolano il funzionamento del motore. In queste intuizioni c’è un fondo di verità. Ne abbiamo parlato anche su Correre di aprile, nei testi che accompagnano lo speciale abbigliamento primavera-estate composto da immagini di runner ambientate al Museo storico dell’Alfa Romeo di Arese. 

La potenza: cavalli e massimo consumo di ossigeno (VO2max)

Nelle automobili le prestazioni vengono spesso collegate alla cilindrata e ai “cavalli”. Motori con cilindrata 2.000 cc (centimetri cubi) e 150 HP (o corrispondente valore espresso in CV o in Kilowatts) hanno prestazioni migliori (a parità di peso) di auto con 1.500 cc di cilindrata e 100 cavalli di potenza.

In questo caso il paragone tra l’automobile e il corpo umano è valido: anche nel corpo del runner possiamo misurare una cilindrata e una potenza: il massimo consumo di ossigeno (VO2max) viene usato proprio per indentificare la potenza del nostro motore da corsa che può essere tenuta nel tempo. Il parametro del massimo consumo di ossigeno, infatti, misura la capacità di utilizzare l’ossigeno (insieme ai substrati energetici) per ricostituire l’ATP (adenosintrifosfato) nell’unità di tempo; più è alto il consumo di ossigeno e maggiore è la velocità di ricostituzione di questa molecola. L’ATP permette la contrazione muscolare, per cui se la sua ricostituzione è veloce il muscolo può contrarsi per lungo tempo a intensità più elevate.

I valori del massimo consumo di ossigeno

Il massimo consumo di ossigeno è indicato sia in valore assoluto (litri/minuto), sia in valore relativo al peso corporeo (ml*kg-1*min-1,, dove l’asterisco “*” indica la moltiplicazione): poiché la corsa è uno sport “antigravitario”, in cui si deve sollevare il proprio corpo a ogni passo, è più importante possedere un elevato valore relativo rispetto a un elevato valore assoluto.

Alcuni esempi: nei sedentari il “VO2max pro-kilo” si attesta nei maschi sotto i “40 ml*kg-1*min-1”e nelle femmine sotto i “30 ml*kg-1*min-1”. Questi valori sono molto bassi e rendono quasi tutte le attività aerobiche (fare le scale, correre anche lentamente, camminare in salita) molto faticose. Se quel sedentario e quella donna degli esempi fossero automobili avrebbero difficoltà a effettuare qualsiasi sorpasso e in salita la loro velocità sarebbe molto bassa.

Il VO2max delle “Ferrari umane” 

Nei soggetti mediamente allenati i valori pro-kilo di VO2max  si attestano intorno ai 45/55 ml*kg-1*min-1 nei maschi e 35/45 ml*kg-1*min-1 nelle femmine. Con questi valori si possono effettuare attività aerobiche come correre, fare le scale, correre e pedalare in salita a una buona velocità.

Le “Ferrari degli sport di endurance”, come ad esempio gli atleti africani in maratona, raggiungono valori elevati di VO2max) (maschi sopra gli 80 ml*kg-1*min-1 e donne superiori ai 65 ml*kg-1*min-1), in questo caso la potenza è molto elevata (simile a quella di un auto con molti cavalli e con la cosiddetta “grossa cilindrata”) e permette di primeggiare a livello mondiale negli eventi di media e lunga durata.

La cilindrata

A parità di cilindrata le auto che hanno più cavalli e un peso inferiore rendono di più; per un runner a parità di massimo consumo di ossigeno possedere un peso corporeo ridotto per la propria statura (BMI = body mass index) e un’elevata soglia anaerobica (massima intensità di equilibrio tra produzione e rimozione dell’acido lattico ematico) permette di correre più forte e per più tempo negli eventi di mezzofondo prolungato e fondo.

Nota: Questo testo affronta il tema delle analogie tra corridore e automobile, che è stato trattato da altri autori anche su Correre di aprile, a compendio del servizio sull’abbigliamento, che presenta le collezioni primavera-estate di 21 brand (pagine 89-113).

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