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Gli infortuni del runner: impara a gestirli

Foto 123rf

Un periodo di stop può diventare un’occasione per diventare un runner migliore. Ecco i consigli dei nostri esperti su come si gestiscono gli infortuni del runner.

Dobbiamo farcene una ragione: l’infortunio può far parte della vita del runner. Escludere che possa accadere è impossibile, ignorarne l’esistenza è inutile. Tutti i consigli degli allenatori sono impostati sull’obiettivo fondamentale di riuscire a correre senza farsi male, godendosi gli allenamenti e riuscendo a raggiungere i propri obiettivi. Proprio per questo è utile affrontare il tema della gestione dell’infortunio, perché, se ben gestito, lo stop per un problema fisico può diventare un’occasione per diventare un runner migliore.

Mantenimento attivo durante lo stop

«Il periodo di stop non deve mai essere vissuto come periodo di inattività totale.» Ne è convinto Fulvio Massa, allenatore di trail running e fisioterapista, oltre che collaboratore di Correre. «Gli infortuni del runner vanno previsti e gestiti, per non rischiare di mandare all’aria tutta la preparazione. A meno che non si tratti di traumi significativi – precisa Massa – bisogna saper strutturare tabelle di allenamento sostitutive in funzione dei problemi dei nostri atleti». Un allenamento, in pratica, che «funzioni come minimo mantenimento della condizione durante il periodo dei trattamenti fisioterapici e riabilitativi».

In sintesi: se abbiamo subito, ad esempio, un infortunio a una caviglia, questo non ci impedisce di eseguire esercizi per i muscoli addominali o più in generale di rinforzare l’area “core”, il che renderà più efficace l’azione della corsa alla ripresa dopo l’infortunio.   

Riorganizzare l’alimentazione per non ingrassare

Gli infortuni del runner sono spesso collegati all’ingrassamento. Un po’ per l’inattività improvvisa, un po’ per lo stress generato dall’interruzione della preparazione, che ci porta ad aprire il frigorifero con più frequenza del solito, in cerca di dolci, bibite o cibi che appaghino comunque il maggior bisogno di zucchero e di sale generato dallo stress.

Con il programma di allenamento fermo, concentrarsi a seguire un regime alimentare corretto deve diventare l’obiettivo principale. Un vero “secondo programma di allenamento” o “programma alternativo”, da seguire con lo stesso rispetto che riserviamo alle terapie prescritte per la guarigione.

Il runner “in officina”, fermo per stop, deve continuare a mangiare da runner.

«Nel periodo di attesa concentratevi su quello che potrà non solo aiutarvi a guarire, ma anche a diventare atleti migliori. Il riposo notturno e l’alimentazione sono due semplici suggerimenti alla portata di tutti» suggerisce Julia Jones, allenatrice, inventrice dei “corsi di corsa” e collaboratrice di Correre.

Non buttarsi giù di morale

Un altro effetto collaterale è il calo del tono dell’umore, effetto della delusione per la gara sfumata e dell’astinenza del nostro cervello dalle endorfine prodotte con la corsa. Nervosismo e cattivo umore fanno spesso compagnia al runner fermo per infortunio. In più di un caso, il calo della motivazione ha fatto sì che, anche una volta guarito, il runner non sia più riuscito a ripartire con gli allenamenti. Lo stop per infortunio diventa così stop definitivo della carriera sportiva.

Occorre reagire subito alla delusione per l’interruzione. La crisi di motivazione, ad esempio, può essere superata spostando subito in avanti l’obiettivo-gara. A livello motivazionale, inoltre, è utile tornare appena possibile a svolgere attività outdoor non in conflitto con il trauma e la riabilitazione. In molti casi, durante un infortunio è possibile, ad esempio, praticare nuoto, bici o camminata.

LEGGI ANCHE: Evitare gli infortuni e ricominciare (Luca De Ponti)

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