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Da Marte alla Terra: la risonanza quantica molecolare

Si chiama risonanza quantica molecolare ed è l’ultima frontiera in campo riabilitativo con un’interessante applicazione nell’ambito dello sport dove lesioni e traumi sono frequenti.
Per risonanza quantica molecolare si intende un innovativo metodo di trattamento delle patologie muscolo scheletriche che utilizza correnti con frequenze alte ma potenze basse allo scopo di indurre una stimolazione del metabolismo cellulare e rigenerazione dei tessuti, in particolare quelli ricchi di collagene come i tendini.

E’ una potentissima radiofrequenza che rigenera i tessuti a livello cutaneo e muscolo-tendineo. L’idea nasce da un genio tutto italiano, ovvero dall’intuizione dell’ingegnere Gianantonio Pozzato.

Su Correre di aprile è il dottor Maurizio Lopresti dirigente medico fisiatra del Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano a spiegarci quali sono i principali aspetti pratici e per quali patologie è indicata questa terapia.

“Si tratta di una terapia di rigenerazione, in particolare dei tendini, in quanto stimola la produzione di collagene ed elastina, componenti principali di questo tipo di tessuto. Per questo, oltre che in via terapeutica, viene usata anche in via preventiva per tessuti che possono essere usurati dopo molti anni di corsa. Altra innovazione è che, non producendo calore, si può applicare subito dopo il trauma. Ad esempio nel caso di un strappo muscolare con stravaso ematico”.

“È particolarmente indicata in caso di lesioni muscolari, lesioni dei tendini, edemi (gonfiori) post- traumatici o ematomi grazie al potente effetto di linfodrenaggio che si ottiene”.

Maggiori dettagli sul numero di Correre in edicola.

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