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Si fa presto a dire bio

Si parla spesso di regimi alimentari salutistici. Intendimento lodevole, ma che molte volte sfocia in fumose teorie prive di basi scientifiche. Gli esempi si sprecano: dal veganesimo stretto al fruttarianesimo, dal crudismo alle diete iperproteiche, dalla macrobiotica ai digiuni. Fortunatamente la scienza si muove su altri binari e richiede lavori randomizzati in doppio cieco per poter affermare con certezza che un certo effetto sia o meno reale. Ma si sa: l’uomo ha bisogno di credenze e una singola esperienza personale vale nella testa di un individuo più di qualunque lavoro scientifico.

A questo proposito, non basta entrare in un negozio biologico per avere la certezza di comprare alimenti “sicuri”. Le aziende che commercializzano prodotti biologici propongono a catalogo alimenti sani accanto ad alimenti che sani non sono, pur essendo bio. Fate attenzione a leggere le etichette, se non volete rischiare di portare a casa cibi nocivi pagandoli a peso d’oro.

Un esempio: proporre biscotti e prodotti da forno che contengano al posto dello zucchero dei succedanei dello stesso, come lo zucchero di canna, il fruttosio, lo sciroppo di maltitolo o lo sciroppo di riso è ingannevole, oltre che scorretto. L’effetto sulla glicemia è altrettanto dannoso di quello dello zucchero comune.

Imparare a leggere un’etichetta è quindi il primo passo. Va innanzitutto ricordato che gli ingredienti sono indicati in ordine di quantità. In un supermercato biologico possiamo comprare tranquillamente frutta, verdura, latticini, carne, cereali integrali, legumi e semi oleosi, ma quando si tratta di un prodotto industriale, ricordiamoci che, anche se la materia prima è di provenienza biologica, il processo produttivo di trasformazione, preparazione o raffinazione potrebbe averlo reso un prodotto meno sano. Non cadere in simili trappole proteggerà la nostra salute e il nostro portafoglio.

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