fbpx

Antinfiammatori nel running: quando sono necessari e quando è meglio evitarli

Foto 123rf

Fare ricorso ai farmaci? A volte è indispensabile per ridurre l’infiammazione, a volte, invece, l’assunzione è inutile o controproducente. Come distinguere queste due situazioni così frequenti nella vita del runner? Ecco i suggerimenti del nostro medico ortopedico, relativi solo all’utilizzo di questo tipo di medicinali nell’ambito della pratica sportiva.

Il dolore fisico può fare compagnia al runner per diversi motivi: come causa di un allenamento o una gara interpretati a un’intensità esagerata per le proprie possibilità di quel momento, oppure in caso di infortunio muscolare. Quando ci ritroviamo in queste condizioni, nemmeno noi che corriamo sappiamo rinunciare all’idea dominante che la salute si identifichi con l’assenza di dolore e siamo fortemente tentati di chiedere aiuto a quei farmaci a disposizione che sappiamo (per4 esperienza o per sentito dire) capaci di attenuare o addirittura sopprimere la sofferenza.

L’utilità del sentire il dolore

Dobbiamo però farci sempre questa domanda: “L’infiammazione con cui il corpo reagisce a uno stimolo abnorme è veramente un evento sempre così negativo?”

Le considerazioni che non dobbiamo dimenticare sono:

• il meccanismo infiammatorio è il sistema endogeno che porta, o cerca di portare attraverso le sue fasi complesse, alla guarigione: è peraltro vero che non sempre ci riesce;

• il dolore è un campanello di allarme fisiologico con lo scopo di limitare un esercizio che potrebbe diventare pericoloso ai fini di un buon esito della guarigione in natura;

• gli antinfiammatori, interferendo appunto sui meccanismi dell’infiammazione, limitano il potenziale di risanamento naturale avviando la patologia verso un processo di possibile cronicizzazione;

• i farmaci di natura cortisonica possono ingenerare dei danni tessutali qualora vengano iniettati localmente, come nelle terapie infiltrative;

• alcuni antinfiammatori, se non giustificati da una terapia mirata in relazione a una precisa patologia, costituiscono una forma di doping, magari non sanzionabile, ma inteso in modo più semplice come alterazione della capacità naturali dello sportivo.

In caso di assunzione di farmaci

Se i naturali processi legati alla risposta infiammatoria vanno rispettati, è altrettanto vero che possono essere gestiti al meglio e che il farmaco può essere utilizzato, a patto di conoscerne bene gli effetti collaterali. Il suo impiego deve essere comunque guidato dal medicocurante, sia per quanto concerne le dosi sia per la durata di assunzione, soprattutto nel caso in cui il runner stia già assumendo altri farmaci o stia comunque affrontando altre patologie.

Articoli correlati

Amnesia glutea: è ora di svegliare il sedere!

Amnesia glutea: sedentarietà ma non solo Come riconoscere la sindrome del sedere morto Esercizi per riattivare i glutei Svegliamo i muscoli del sedere Amnesia glutea. Ne avete mai sentito parlare? No, non si tratta dell’ennesima indicazione di come tonificare i glutei in vista della bella stagione. Parliamo invece di una vera e propria patologia conosciuta […]

Dolore al tendine d’Achille: prevenire e curare l’usura

Il tendine d’Achille nella corsa, ovvero uno dei punti più delicati e a rischio di lesioni e dolore del nostro piede. Quali sono le cause di infortunio? Ecco quando e come intervenire. Dolore al tendine d’Achille: che cosa è successo? La forma del calcagno Corsa e dolore al tendine d’Achille: quando non rimane che operarsi […]

Corsa e mal di schiena: quali strategie di prevenzione?

Il mal di schiena è uno dei problemi più frequenti sia per i sedentari che per gli sportivi amatoriali e agonistici. Anche chi corre è spesso soggetto a dolori lombari invalidanti. Ma qual è il legame tra corsa e mal di schiena? E quando i sintomi devono iniziare a preoccupare? Scopriamolo insieme all’ortopedico degli sportivi […]

La talloniera che protegge il runner

Tallonite, fascite plantare, borsite retro-calcaneare e sperone calcaneare sono termini purtroppo molto conosciuti dai runner, perché rappresentano la possibile conseguenza del ripetuto impatto del tallone sul terreno nella fase iniziale dell’appoggio del piede. A contenimento di questo problema, il tallone dispone già di un cuscinetto adiposo, che però tende a ridursi col tempo.Tra le possibilità […]