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Pierluigi Benini

Running e invecchiamento cellulare

E se un po’ di attività fisica costante e regolare contribuisse al rallentamento dell’invecchiamento? Naturalmente il tempo non si può fermare, ma quante volte vediamo persone la cui età apparente è molto inferiore rispetto a quella anagrafica? Quasi sempre si tratta di sportivi, o quantomeno di persone che nella loro vita hanno praticato sport.

Alcuni lavori scientifici hanno evidenziato come un’attività fisica regolare possa rallentare l’accorciamento dei telomeri (la parte finale del DNA di una cellula) che subiscono una lieve riduzione ogni volta che si replicano. Ci sono tuttavia motivi molto più elementari attraverso cui la corsa allunga la vita, come la maggiore capacità delle arterie di dilatarsi o contrarsi, rendendo più elastiche le pareti arteriose. Questa maggiore elasticità, insieme all’eliminazione di sali e tossine con il sudore, riduce la pressione arteriosa, prolungando la vita e la salute delle arterie stesse, che saranno meno soggette a potenziali danni cardiovascolari.

Il più forte effetto protettivo dell’attività fisica si esplica però attraverso il controllo della glicemia. Se i muscoli, che sono il maggior contenitore di glucosio nell’organismo (sotto forma di glicogeno), si svuotano periodicamente con lo sport, il nostro livello di zuccheri nel sangue ne risentirà positivamente. Sovrappeso e iperglicemia sono all’origine di decine di patologie infiammatorie, di diversi tipi di cancro e di alcuni disturbi psichiatrici e dell’umore, tra cui la demenza senile. Un motivo in più per infilarci ancora una volta le scarpette.

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