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Qualità del sonno e prestazione sportiva

24 Maggio, 2016

Essere sportivi rappresenta uno stile di vita e, come tutti gli stili di vita che si rispettino, va osservato per 24 ore su 24. Anche la fase del sonno risulta quindi importante, guai a trascurarla! Che tra le abitudini di uno sportivo debbano esserci imprescindibili fattori quali l’apporto proteico, l’apporto calorico per bilanciare il dispendio energetico, l’idratazione e la reintegrazione, la qualità dell’alimentazione e la corretta distribuzione dei pasti è un fatto ormai assodato. Ma il sonno? Ci siamo mai chiesti perché è importante riposare bene prima di una competizione sportiva?

Al termine di una giornata di allenamento o dopo una gara, dormire è un vero e proprio ricostituente: quelle ore di stand-by notturno assicurano al corpo dello sportivo il recupero fisico, mediante la riparazione dei muscoli e delle articolazioni costantemente sotto sforzo, riparazioni indispensabili per prodursi in performance successive di pari livello. Dormire poco e male comporta infatti delle alterazioni ormonali importanti, che si ripercuotono sull’assetto metabolico.

Innanzi tutto si ha una riduzione della leptina che, in condizioni normali, durante la notte raggiunge livelli elevati. Al contrario, in condizioni di deprivazione di sonno i livelli di questo ormone si riducono notevolmente, portando a un accumulo di acqua di ritenzione, un’inibizione della crescita muscolare per mancata attivazione del GH, un aumento della massa grassa e un crollo delle difese immunitarie. Superfluo ribadire che si tratta di effetti assai deleteri per la forma fisica degli sportivi.

Si incorre inoltre in un aumento dei livelli di grelina, di cortisolo e di insulina, sovvertendo il corretto comportamento alimentare e il metabolismo energetico, col rischio concreto di incappare in un calo della prestazione. Dormire bene risulta quindi di importanza vitale, esattamente al pari di mangiare sano: sportivi, non dimenticatevi che la vostra preparazione non si esaurisce con l’allenamento!

Tratto da: “Qualità del sonno e prestazione”, di Francesco Garritano, pubblicato su Correre, n. 380, giugno 2016

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