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Corsa e mal di schiena: quali strategie di prevenzione?

Foto 123rf

Il mal di schiena è uno dei problemi più frequenti sia per i sedentari che per gli sportivi amatoriali e agonistici. Anche chi corre è spesso soggetto a dolori lombari invalidanti. Ma qual è il legame tra corsa e mal di schiena? E quando i sintomi devono iniziare a preoccupare? Scopriamolo insieme all’ortopedico degli sportivi Dott. Luca De Ponti.

Per prima cosa è importante ribadire quanto sia fondamentale, per un runner abituale mantenere sempre una corretta elasticità della colonna vertebrale, sia prima che dopo il gesto atletico. Ciò significa dedicarsi regolarmente ad esercizi per il mantenimento della mobilità articolare in generale (compresa quella dell’articolazione dell’anca) oltre a esercizi di allungamento di tutti i gruppi muscolari degli arti inferiori, con particolare riguardo al comparto dei muscoli posteriori della coscia.

La sollecitazione della schiena in chi corre è infatti continua e per non accusare problemi occorre prestare attenzione ad alcuni particolari che rientrano in un buon programma di preparazione atletica generale.

Corsa e mal di schiena: evitare i traumi

Durante la corsa il sistema corpo è in continua proiezione verso il suolo e successivamente verso l’alto ed in avanti. L’impatto con il terreno costituisce un momento di potenziale trauma dove la muscolatura in generale funge da sistema ammortizzante. Piede, gamba, coscia, anca si oppongono al trauma meccanico con la loro muscolatura che si contrae nei giusti tempi. Questo buon funzionamento è determinante per evitare traumi e per buono si intende una valida sinergia delle contrazioni con il rispetto della tempistica.

Le sollecitazioni della schiena

Nonostante il buon funzionamento del sistema, la sollecitazione delle cartilagini articolari e dei dischi intervertebrali avviene comunque  con delle forze che sono tanto più sopportabili quanto più l’anatomia delle articolazioni corrisponde ai canoni della normalità. Per essere più precisi situazioni di alterazione anatomica come  scoliosi, cifosi, lordosi sono foriere di sollecitazione ulteriore proprio perché la distribuzione anomala delle forze porta ad una usura precoce dei dischi con le conseguenze che ora cercheremo di descrivere.

Corsa e mal di schiena: l’usura dei dischi intervertebrali

I dischi che sono posizionati tra una vertebra e l’altra sono formati da un nucleo cosiddetto polposo a ricca componente liquida ed un anello fibroso esterno di tessuto più consistente. Una anomala compressione del disco può causare nel tempo una degenerazione dello stesso con la fuoriuscita di parte del nucleo polposo attraverso il pur consistente anello fibroso. Di qui il formarsi di protrusioni discali o vere e proprie ernie che possono comprimere le radici nervose. Ecco quindi quella tipica sofferenza di carattere nevritico localizzata alla schiena ma anche spesso irradiantesi  lungo l’arto inferiore. In tali casi si parla allora di sciatalgia o lombosciatalgia.

Mal di schiena e dolore muscolare

Il dolore muscolare è prevalentemente da spasmo della stessa muscolatura quando la trasmissione dell’impulso nervoso risulta alterato da una sofferenza dello stesso nervo interessato. I muscoli interessati possono essere quelli paravertebrali o quelli della gamba ed in funzione della radice nervosa interessata possono coinvolgere gamba o coscia. Il continuo spasmo può amplificare il dolore ed in alcuni casi l’unica posizione praticabile risulta quella orizzontale  per la diminuzione della compressione dell’ernia sulla radice

Ernie e corsa: come si manifesta il dolore?

Quando si tratta di schiena e corsa non si può evitare di parlare delle ernie. Le ernie discali si possono manifestare in modo acuto ma anche in modo più subdolo con dolori che emergono solo in relazione a sollecitazioni specifiche come una seduta di corsa particolarmente prolungata o intensa. La compressione sulla radice nervosa causa il dolore per una vera e propria sofferenza del nervo. La sintomatologia può durare del tempo, anche mesi. Al contrario di quanto si può erroneamente sentire le ernie non rientrano nella loro sede. L’affievolimento progressivo dei sintomi dipende dalla diminuzione progressiva del volume dell’ernia a causa della sua disidratazione. Tale processo è solitamente lungo. Le ernie possono recidivare perché dalla stessa via può uscire altro materiale in un momento successivo.

L’importanza della mobilità articolare

La distribuzione delle forze a livello intervertebrale dipende anche dalla mobilità delle articolazioni che compensano spesso quelle situazioni anatomiche non ottimali. E’ quindi opportuno praticare esercitazioni volte a mobilizzare  la schiena a livello lombare ed allo stesso tempo stimolare la muscolatura paravertebrale che deve sorreggere la struttura scheletrica. In tal senso anche la pratica sistematica dello stretching risulta essere proficua.

Corsa e mal di schiena: quando operare?

L’intervento chirurgico per le ernie discali lombari ha subito negli ultimi anni una flessione in relazione soprattutto alle possibili recidive mentre rimane comunque una terapia indispensabile là dove la sofferenza del nervo è importante, condizionando di conseguenza la funzionalità muscolare. L’esame clinico ed eventuali deficit periferici possono risultare decisivi quando per una eventuale indicazione chirurgica.

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