Alluce valgo e corsa: cause, sintomi e prevenzione

Di: Luca De Ponti

L’alluce valgo, è una deformità in corrispondenza del primo metatarso spesso definita “cipolla” o più semplicemente “nodo”, con termini impropri. Quando insorge significa che è avvenuta un’alterazione della porzione terminale del primo metatarso, detta “testa” del metatarso per la sua forma arrotondata. E’ proprio la testa che si deforma, perde i giusti rapporti con la prima falange e l’alluce tende a orientarsi in modo anomalo verso l’interno, portandosi in una posizione di valgismo.

LE CAUSE

Da un punto di vista biomeccanico il piede predisposto all’alluce valgo sopporta un eccessivo carico mediale in fase dinamica, carico che, nella corsa, risulta quantomeno triplicato. Nella fase di spinta l’impegno dei cinque metatarsi non è ottimale, perché eccessivamente concentrato nell’area interna. Questo meccanismo fa sì che il primo metatarso varizzi, ovvero tenda ad allargarsi verso l’interno, per una forma di compenso, mentre abbiamo di riflesso una valgizzazione dell’alluce. A questo punto può cominciare il danno articolare che arriva, nei casi estremi, a una perdita dei rapporti tra i due capi articolari, una vera e propria lussazione.

I SINTOMI

L’alluce valgo, almeno in una prima fase, può non essere doloroso. La sindrome infiammatoria si scatena in modo acuto quando la borsa sierosa sita medialmente in corrispondenza della testa metatarsale si gonfia. In questi casi la cute si arrossa, con turgore e calore locale: il semplice contatto con la tomaia della calzatura può scatenare un dolore violento. Il valgismo condiziona poi negativamente le altre dita del piede, creando problemi di ingombro anatomico, per una sorta di affollamento centrale. Il secondo dito può non avere più il suo naturale spazio di appoggio, ritrovandosi sollevato; nel tempo può deformarsi (dito a martello) e costituire a sua volta un elemento doloroso.

LA TERAPIA

La correzione dell’alluce valgo è selettivamente chirurgica, perché la deformità anatomica si può togliere solo ripristinando i giusti rapporti articolari tra le componenti ossee ed eliminando l’esuberanza in corrispondenza della prima testa metatarsale. Gli interventi attuati per tempo e con le tecniche moderne hanno migliorato di molto l’iter postoperatorio: non comportano situazioni dolorose e la ripresa è molto rapida. Eseguendo infatti una correzione del varismo del metatarso extra articolare e un’eliminazione della deformità del primo metatarso, la ripresa funzionale è pressoché immediata: già il giorno successivo al trattamento l’atleta può camminare con una scarpa speciale e a distanza di cinquanta giorni può riprendere l’attività fisica e sportiva.

LA PREVENZIONE

Quello della prevenzione è un capitolo molto importante per lo sportivo che corre: la messa a punto dell’assetto del piede è in grado di evitare guai anatomici importanti. Una volta evidenziata una situazione a rischio, il giusto plantare può fare in modo che una predisposizione anatomica alla deformità non faccia il suo corso. I moderni sistemi realizzativi che utilizzano i sistemi Cad-Cam e l’uso di materiali in Eva, gli stessi impiegati per le intersuole delle calzature, possono dare il miglior contributo con la confezione del prodotto più adatto in relazione all’attività sportiva.

Il sesso femminile è statisticamente più esposto a questa alterazione anatomica: ciò avviene principalmente per situazioni ormonali che condizionano il trofismo osseo della donna, in particolare dopo i quarant’anni.

Chi ha un alluce valgo deve prestare cura nella scelta della calzatura, con particolare riferimento alla forma dell’avampiede e all’elasticità della tomaia. Per evitare attriti anomali a livello dell’articolazione metatarsofalangea, è opportuno verificare che non ci siano cuciture in quel punto e che la tomaia possa deformarsi per assecondare l’alterazione della testa metatarsale.

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