fbpx

Il Monte Bianco della discordia: Kilian, il sindaco e le regole della montagna

19 Agosto, 2017

L’ordinanza del sindaco di Saint Gervais-Les Bains che codifica l’attrezzatura minima per salire sul Monte Bianco ha scatenato il fastidio del più grande trail runner di tutti i tempi, Kilian Jornet Burgada, che sul proprio profilo Twitter ha rispolverato una foto di qualche anno fa in cui si era fatto riprendere nudo sulla cima del tetto d’Europa.
Kilian è sempre stato molto deciso nel prendere posizione contro tutti coloro che volevano “normare” l’andare in montagna, reclamando il proprio diritto a scegliere in piena autonomia tempi e modi del proprio correre sui monti. Assumendosi anche tutti i rischi e le responsabilità di tali scelte.

La polemica divampata in queste ore sul web tra chi sostiene la posizione di Kilian e chi invece prende le parti di Jean-Marc Peillex (il sindaco di Saint Gervais) ricalca due concezioni opposte del nostro sport: da un lato c’è chi vuole regolamentarlo al fine di ridurre la possibilità di incidenti, dall’altro chi non si rassegna a veder limitata la propria autonomia di scelta e in ultimo la propria libertà.
Senza dubbio Kilian ha pienamente ragione quando afferma che più che l’equipaggiamento contano l’esperienza di ognuno e la conoscenza sull’utilizzo dei materiali: e come dare torto ad un uomo che sarà salito centinaia di volte in cima al Monte Bianco, in tutte le stagioni, con le scarpe da corsa o gli sci, con il sole o il cattivo tempo?

Sicuramente lui può permettersi di farlo, ha una conoscenza della montagna in generale e di questa montagna in particolare, che gli permette di ridurre al minimo i rischi anche con un’attrezzatura minimale. Ma tutti quelli che si ispirano alle sue gesta? Non finirebbero per esporsi a rischi inutili solo perché abbagliati dall’esempio del loro campione preferito?

E ancora: va bene l’autodeterminazione e responsabilità personali, ma è giusto che un elicottero del Soccorso Alpino debba essere impegnato per recuperare trailer sprovveduti che si sono avventurati verso la cima in scarpette e pantaloncini, non potendo decollare per risolvere emergenze ben più gravi?

In tutto questo clamore, mi sorprende come pochi si siano presi la briga di andare a leggere l’ordinanza del sindaco: di fatto ha solo imposto che per salire in vetta occorre avere piccozza, pantaloni lunghi e sovrapantaloni, giacca a vento, imbrago, scarpe adatte ai ramponi e ramponi della misura giusta. Insomma è proprio il minimo dell’attrezzatura per un alpinista!

E anche per un trailer ormai i micro-ramponi sono diventati un equipaggiamento che viene richiesto da tutte le gare in cui ci siano tratti ghiacciati da superare.

Articoli correlati

Record 24 ore in pista: Kilian ci riprova

28 Dicembre, 2020

Dal freddo della Norvegia alle temperature più piacevoli di Vilanova, città della Catalogna a una quarantina di chilolemetri da Barcellona. E’ qui che Kilian Jornet ha scelto di provare, per la seconda volta, di battere il record delle 24 ore in pista. Nel mirino c’è il primato del greco Yannis Kouros che nel 1997 riuscì a coprire […]

Phantasm 24: l’analisi del tentativo di record del mondo

29 Novembre, 2020

Fallisce il tentativo di record del mondo della 24 ore su pista dell’ultrarunner Kilian Jornet. Vince la Phantasm 24 il norvegese Harald Bjerke con 232,2 km. Ci ha provato. Con la dedizione che lo contraddistingue, era da oltre un anno che Kilian Jornet stava preparandosi per la #KilianPhantasm24, l’assalto al record del mondo della 24 […]

Maratona, nuova sfida per Kilian Jornet

29 Settembre, 2020

Il re del trail running correrà la prima gara piatta su strada in Norvegia. Potrebbe essere al via fra i top runner di Valencia. Nuova impresa per Kilian Jornet che parteciperà alla prima gara piatta su strada il prossimo 17 ottobre, una corsa di 10 km a Hytteplanmila, in Norvegia. Il campione della corsa in montagna […]