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Foto Giancarlo Colombo

Zona mista – Vietato distrarsi

Mai distrarsi. Il mondo della velocità è sempre in fermento. Un esempio? Nel corso dei campionati Ncaa a Eugene nell’Oregon dal nulla è spuntato tale Andrè de Grasse, canadese di 20 anni, dell’Ontario che pur aiutato da un vento superiore alla norma (pertanto i primati non verranno omologati) ha fatto mirabilie. Leggere: 100 m (v.+2,7) in 9”75; 200 m (v. + 2,1) in 19”58! Avrei voluto mettere qualche punto esclamativo in più…

Pur prendendo il responso cronometrico con le molle, sta di fatto che un risultato del genere non può passare sotto silenzio. E qui arriva una certa invidia per questi paesi che sfornano atleti a getto continuo. Pensate a un’isoletta come S. Kitt & Nevis capace di sfornare quattro velocisti che a Daegu nel 2011 (Mondiali) riuscirono a prendersi il bronzo nella 4×100 composta da Jason Rogers, Antoine Adams e Brijesh Lawrence e Kim Collins, quest’ultimo campione del mondo a Parigi 2003 e ancora lo scorso fine settimana capace di scendere a 38 anni sotto i 10” nei 100.

Nel fine settimana scorso si è rivisto anche Usain Bolt in quel di New York. Fastest man è tornato sul luogo del delitto, sulla pista yankee che vide il suo primo record mondiale con 9”72 nel 2008. Di acqua sotto i ponti ne è passata e tanta. Usain St. Leo Bolt – questo il suo esatto nome – ha vinto di tutto e di più, è diventato l’uomo simbolo dell’atletica mondiale, ma ora pare che il suo regno cominci a scricchiolare.

Nell’isoletta davanti a New York, in uno stadietto che è poco più di un campo scuola, Bolt ha finito nei 200 in 20”29. Una tristezza vederlo arrancare e cercare di battere un aguillano sconosciuto che gli è arrivato quasi a ridosso. Solo 3 centesimi di secondi hanno diviso i due. La stagione è ancora lunga Bolt si potrà riprendere, intanto chi resta il re della velocità è certamente Justin Gatlin, il grande peccatore, che nei 100 e nei 200 sta facendo sfracelli.

Due parole anche sui “velocisti” italiani. Alcuni di loro si sono trasferiti all’estero, leggi Tumi e Cerutti, tanto per intenderci, ma di miglioramenti non se ne vedono, anzi si aspetta che un certo Filippo Tortu maturi del tutto, intanto perché non schierarlo in Coppa Europa?

Appuntamento succulento del prossimo week end, mentre a Milano sono programmati i campionati italiani allievi. Due parole anche su “Panterita” Grenot definitasi una “guerriera” che ha cominciato a mostrarsi. Ci si aspetta da lei, finalmente un meno 50 sui 400, magari a Pechino. O no?

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