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Stress e invecchiamento, binomio vincente?

Walter Fagnani ha 91 anni e quando comincia a raccontarti qualche pezzo della sua vita, ci trovi dentro tutta la storia d’Italia dell’ultimo secolo.
Tuttavia Walter non è solo un lucido e arzillo vecchietto, pronto alla battuta e ai racconti del passato. Ha una caratteristica che lo rende ancora più straordinario: è un ultramaratoneta. Un atleta che può vantare 42 (quarantadue!) partecipazioni alla cento chilometri del Passatore.
Viene da sorridere pensando a quei medici che qualche anno fa profetavano, proprio dalle pagine di questa rivista, vita breve a chi si sottoponeva agli sforzi dell’endurance prolungata.

Walter è una specie di patrimonio dell’umanità. È prezioso per tutti noi comprendere quale siano i fattori che gli hanno permesso di arrivare alle novantuno primavere in questo stato di grazia: un mix legato all’interazione tra genetica, stile di vita e fattori di personalità. Per questo motivo l’Università di Verona ha pensato di “studiarlo”, monitorandolo anche durante l’ultimo Passatore che Walter ha ultimato in 18 ore.

Interessanti sono i dati che riguardano l’aspetto psicologico e cognitivo. In particolare, le capacità cognitive di Walter sono state testate in sei punti lungo il percorso. Il risultato sorprendente è che il cervello di Walter riesce a rimanere efficiente e lucido a dispetto della progressiva stanchezza e dell’età.

Un cervello allenato a gestire lo stress è meno vincolato all’età anagrafica, fattore che invece incide molto di più su un cervello poco stimolato da interessi, esercizio fisico e auto-disciplina.

«Fagnani ha fatto della corsa, prima, e della corsa alternata al cammino, ora, un vero e proprio stile di vita che lo ha accompagnato per tutti questi anni e che gli ha permesso di non perdere nessuna delle ultime quarantadue edizioni del Passatore» spiega il dott. Tarperi, coordinatore del Centro per la preparazione alla maratona dell’Università di Verona.

Dati e curiosità sono stati raccolti da Pietro Trabucchi che su Correre di agosto, attraverso l’esempio concreto di Fagnani, ci parla di invecchiamento e resilienza, attitudini e personalità, interazione tra genetica e stili di vita.

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