Arch. Marco Patucchi

“Popoli in corsa”, ai lettori di Correre piace il libro di Patucchi

Prosegue il buon riscontro di “Popoli in corsa” compilation di brevi e intense storie di chi correndo ha lasciato un segno nel mondo. Nella frequentata presentazione al Marathon village di Roma, venerdì 8 aprile, Marco Patucchi ha spiegato il concetto di Popoli corsa, «una nazione che ha per confini il mondo ed è composta, da chi corre per passione e benessere come di chi corre per scappare dalle guerre e dalla miseria».

Dopo “Maratoneti” (Baldini&Castoldi Dalai, 2010), Marco, (giornalista, vicecaporedattore del servizio Economia del quotidiano La Repubblica e maratoneta) prosegue a setacciare e ricostruire sessanta vicende, di donne e uomini prima ancora che di atlete e atleti.

“Popoli in corsa” abbraccia differenti tipi di corridori: dai campioni alle prese con l’addio alle gare, come Haile Gebrselassie e Paula Radcliffe, agli atleti capaci di eccellere nonostante una vita non facile, come Zola Budd o Kip Keino. Dalla forza della normalità di Giorgio Calcaterra e Yuki Kawauchi all’incrocio di destini che porta un Marco Pantani in allenamento ad affiancare Fabian Roncero in testa nella maratona di Carpi.

E vicende di podisti “sommersi” o “salvati” in quest’epoca di guerre e recessione: gli atleti in fuga sui barconi della disperazione e le prime donne runner in Afghanistan.

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