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Benessere e performance

09 Giugno, 2021
“Il Manuale del running”, il libro scritto da Huber Rossi per la nostra casa editrice è dedicato a un nuovo approccio all’allenamento sia per cominciare sia per migliorare.

Se davvero sapessimo quali e quanti meccanismi mette in moto la corsa nel nostro corpo, e quanti benefici questa “messa in moto” procura, forse saremmo ancora più attivi, orgogliosi e felici del nostro correre.

È questa la sensazione scaturita dalla lettura de “Il manuale del runnign – dal benessere alla performance”, scritto da Huber Rossi, firma conosciuta agli appassionati di corsa, di triathlon e di mountain bike.

Il lavoro è appena stato pubblicato da Editoriale Sport Italia (casa editrice di Correre).

Quello che qui vi proponiamo è una sintesi della parte preliminare, già idonea a stimolare un vero appassionato su quante cose è giusto e piacevole conoscere, per allenarsi meglio, ma anche solo per apprezzare di più la ricchezza e la fortuna di essere runner, in questa visione, che Rossi propone, tesa a fondere in un’unica grande famiglia tutti gli obiettivi che chi corre si può proporre: “dal benessere alla performance” come recita il sottotitolo del libro.

Tutti runner in origine

In passato il movimento (o esercizio fisico) era parte integrante della vita di tutti i giorni, lo stile di vita prevedeva uno sforzo fisico quotidiano per lavorare i campi, spostare oggetti o solo muoversi da un luogo ad un altro; in questa condizione era difficile anche solo poter pensare a fine giornata di svolgere attività fisica, lo sport era relegato solo ad una piccola fetta di popolazione di giovane età come passatempo o per motivi economici (sport semiprofessionistico).

Facendo un ulteriore passo indietro di qualche migliaio di anni si può notare come il movimento rivestisse per l’essere umano un’importanza fondamentale, oltre alla ricerca del cibo, alla fuga e alla difesa (tutte funzioni che hanno portato all’evoluzione e alla sopravvivenza della nostra specie) era fondamentale per conoscere l’ambiente, toccare oggetti, sollevarli, percepire lo spazio e la relazione con il tempo e tanti altri comportamenti che hanno permesso al nostro cervello di svilupparsi ed evolvere allo stato attuale.

La costante relazione tra il movimento e la sua interazione con l’ambiente ha permesso di incrementare esperienze cognitive e comportamentali che hanno sviluppato a pieno corpo e mente, due “entità” indivisibili.”

Una macchina pensata per essere perfetta

Senza entrare in approfondimenti neurofisiologici profondi colpiscono le migliaia di interazioni anatomiche e funzionali esistenti tra gli apparati corporei legati al movimento (muscoli, scheletro, vasi sanguigni, cuore, tessuto connettivo), il sistema endocrino (ormoni con funzioni molto differenti) e il sistema nervoso centrale (cervello, tronco encefalico, cervelletto e midollo spinale) e periferico (neuroni sensitivi e motori).

Anche le interazioni tra parti diverse del cervello che controllano le emozioni e i processi di apprendimento con l’apparato muscolo-scheletrico e ormonale fanno intuire l’importanza del movimento nello sviluppo delle capacità intellettive ed emozionali.

Anche la forma del corpo ha subito delle modificazioni legate alle esigenze di sopravvivenza.”

Allarme inattività e insorgenza patologie

“Ai giorni d’oggi si può capire l’importanza dell’esercizio fisico dal fatto che progressivamente è stato perso.

Attualmente nei paesi ad alto reddito, tra cui l’Italia, più del 50% della popolazione non svolge il minimo livello di esercizio fisico utile a mantenere la salute psicofisica.

Questo stile di vita va contro il codice genetico umano che si è evoluto nei millenni per sopravvivere nell’ambiente. La riduzione drastica dell’esercizio fisico ha aumentato esponenzialmente l’insorgenza di diverse patologie metaboliche, tumorali e anche neurologiche.

Le patologie che sono maggiormente correlate ad uno stile di vita sedentario sono:

• diabete mellito tipo 2;

• patologie cardiovascolari tra cui infarto e ictus;

• patologie di riduzione della densità ossea (osteopenia/osteoporosi);

• ipertensione;

• alcune patologie tumorali (colon e mammella);

• dislipidemie (elevati livelli di lipidi nel sangue);

• ansia e depressione;

• riduzione delle capacità cognitive (memoria a breve termine, risoluzione dei problemi).”

L’eccesso di peso

“Le cause di insorgenza possono essere diverse e molto complesse, in generale la riduzione dell’esercizio fisico viene percepita dal corpo come uno stato di pericolo, in passato l’unico motivo per cui un individuo potesse ridurre drasticamente il tempo speso in movimento era legato a stati di malattia o ferite gravi, in queste condizioni le reazioni infiammatorie attuate contro le possibili infezioni aumentavano la probabilità di sopravvivenza. Al giorno d’oggi invece queste reazioni ancestrali infiammatorie su un corpo sedentario (ma in pseudo-salute) sono una delle cause di degenerazione cardiovascolare e non solo, in condizioni di malattia e impossibilità di movimento l’essere umano doveva sopravvivere riducendo il consumo di energia a causa della difficoltà di reperire cibo, questo comportamento di difesa portava ad una riduzione del metabolismo basale. Il problema è che attualmente il sedentarismo viene vissuto mantenendo lo stesso introito calorico, questa condizione porta quindi ad accumulare energia sottoforma di tessuto adiposo; il tessuto adiposo in condizioni di normalità ha diverse funzioni positive per il corpo:

• rappresenta una fonte energetica quasi illimitata;

• protegge gli organi interni;

• in ambiente freddo aiuta a mantenere la temperatura corporea;

• interviene in molte funzioni importanti nel nostro organismo.”

Huber Rossi: l’imperativo è bruciare, bruciare, bruciare

“Per poter mantenere il corpo in salute, prevenire le varie patologie che riducono la qualità della vita e ridurre il consumo di farmaci bisogna bruciare un buon quantitativo di calorie settimanali.

Nell’era paleolitica (circa 20000 anni fa) l’essere umano svolgeva almeno 12/13000 passi al giorno, inoltre parte di questi passi venivano svolti correndo; a questo impegno fisico si sommavano anche altre situazioni positive per la salute come sollevare oggetti e arrampicarsi. In generale il consumo calorico giornaliero legato all’attività fisica era di 1200/1300 Kcal, a questa quota si sommava un metabolismo basale (la quantità di calorie bruciate in condizioni di riposo per mantenere le funzioni vitali) elevato dovuto alla buona quantità di massa muscolare e alla bassa quantità di tessuto adiposo.

Attualmente una buona fetta della popolazione mondiale non supera i 5000 passi al giorno, inoltre la maggior parte di questi passi viene svolta ad intensità troppo blanda (con un consumo calorico giornaliero di sole 300 Kcal), questa condizione non porta a nessun beneficio legato alla salute psicofisica e non genera adattamenti fisici sufficienti a contrastare le patologie dell’era moderna.

Attualmente solo chi svolge quotidianamente dai 45 minuti all’ora di corsa riesce a pareggiare la spesa energetica dei nostri antenati, per fortuna la condizione di salute può essere mantenuta anche con un’attività fisica più ridotta a patto di avere delle buone abitudini alimentari.”

Funzioni positive dell’esercizio fisico sui sistemi ed apparati corporei

“Poche cose, vi assicuriamo, risultano convincenti sulla necessità di un’attività fisica costante come le note inserite da Huber Rossi nel capitolo intitolato “Funzioni positive dell’esercizio fisico sui sistemi e gli apparati corporei”.

“Il corpo umano – scrive Huber Rossi – è formato da sistemi ed apparati, cioè insiemi di organi che collaborano per una determinata funzione, o insieme di funzioni, utili alla sopravvivenza e al mantenimento della salute.

Nuovo libero Il manuale del running di huber rossi

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Il Manuale del running – Dal benessere alla performance
Huber Rossi
Editoriale Sport Italia
pagine 224

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