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Copertina libro

Orizzonti perduti

Di: Saverio Fattori

È un gioco di specchi, fughe e depistaggi questo libro. Un gran bel viaggio nel passato. Le pagine di Orizzonti perduti non sono però informazioni e ricordi in un elenco logico e cronologico. I fatti hanno un’anima e Paolo Benini riesce a dare un senso di gioiosa malinconia a un tempo davvero lontano e del tutto diverso da quello di oggi. Ci si perde tra le vecchie locandine ciclostilate in proprio e scritte a pennarello, in gare ormai dimenticate e dalle bizzarre denominazioni. Il tutto, però, con atleti di nobile lignaggio nell’albo d’oro.

Le vie del podismo nella storia

Ma quali sono le vie di fuga, lo straniamento? Benini non è stato solo un discreto agonista (15’ nei 5.000 m, 31’14” nei 10.000 m, 1:08’40”sui 21 km), ma può vantare cultura umanistica e interessi in vari ambiti. Lo stesso titolo del libro è un rimando a un disco storico di Franco Battiato, di cui Benini è un vero esperto. La quarta di copertina di Orizzonti perduti cita Gurdieff, filosofo tra i riferimenti del cantautore siciliano, è quindi un gioco tra riferimenti alti e bassi. Ammesso che tali possiamo definire gli umani affanni podistici di generazioni che non hanno mai conosciuto i tessuti tecnici e i satellitari. Un tempo nel quale “atleta” e “podista” erano due termini mai in conflitto, ma ben definiti nelle differenze.

Leggerezza in salsa romagnola

In Romagna regnano la leggerezza e una certa ironia, troverete gare dai nomi incredibili, in un dialetto che mette allegria, come La cursa di ghalet (la corsa dei galletti), ma per stare là davanti in quelle zone dovevi essere uno sotto la mezz’ora nei 10.000 m e pure a livello femminile non si scherzava affatto. La Romagna può vantare anche molte classiche che hanno resistito al tempo, la più famosa è il Giro dei tre monti, che pur si corre a Imola (BO) ma in territorio idealmente annesso alla Romagna. C’è poi la seconda maratona più longeva in Italia, quella del Lamone, che il comune di Russi si tiene ben stretta dai primi anni ʼ70. A scorrere le antiche classifiche contenute in Orizzonti perduti è curioso trovare le scorribande di forti ferraresi come Massimo Magnani e Luciano Mazzanti, che battagliavano con gli indigeni, gente come Lotti, Fabbri e lo stesso autore di questo prezioso libricino.

Paolo Benini, Orizzonti perduti. Frammenti di corse lontanissime, gli albori del podismo in Romagna, Armenio Editore, 15 euro

Leggi anche: Storia dell’ultramaratona italiana

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