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Chi cura e chi si prende cura del runner?

I runner possono a volte essere disorientati dai vari professionisti a disposizione per patologie da sovraccarico. Ortopedici, fisiatri, medici dello sport. E poi fisioterapisti, osteopati, chiropratici. Su Correre di aprile è Luca De Ponti ad invitarci ad analizzare la questione secondo logica e ragione.

Iniziamo dalla diagnosi: non è corretto darla per scontata -come spesso succede – perché l’ha suggerita il compagno di corsa o perché la si è riconosciuta in un articolo pubblicato in rete. È normale parlare con gli amici e ascoltarli, ma non va fatta propria ogni loro esperienza di carattere medico, in particolare quando si tratta di diagnosi, terapie, esami, eccetera.

Per quanto riguarda il capitolo internet invece, lì possiamo essere sicuri di trovare di tutto e di più e questo vuol dire anche un buon 50% di spazzatura. Districarsi in un tale labirinto, soppesare l’attendibilità delle fonti, vuol dire spesso perdere molto tempo e in alcuni casi denaro.

Passiamo ora ai professionisti citati non appartenenti alla classe dei medici. Il problema di fondo è che non possono in alcun modo prescrivere esami diagnostici, non possono certificare una diagnosi, non possono stilare una prognosi, né prescrivere una terapia, perché la loro professionalità è legata alla cura sulla base di un’indicazione medica. Quindi fare una diagnosi è a tutti gli effetti una assunzione di responsabilità, che coinvolge spesso anche una spesa pubblica, per quanto riguarda esami e terapie relative. È opportuno che venga fatta da un medico: è il suo lavoro e non è quello dell’osteopata o del fisioterapista. Questo deve rimanere un punto fermo e la diagnosi è il punto di partenza per la miglior cura.

Il bravo medico non è colui che promette la risoluzione del problema in breve tempo, ma colui che indica la strada per una guarigione duratura spiegando perché si è arrivati a quella situazione.
E’ importante ricordare – sottolinea ancora De Ponti – che tutte le guarigioni secondo natura hanno tempi biologici che vanno rispettati e le cure sono solitamente efficaci quando consentono la migliore risposta da parte del corpo: questo può voler dire anche un corretto tempo di riposo e un piano di ripresa oculato.

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