Michele Tusino

Accademia di Scienza dello Sport: gli sportivi hanno la loro medicina

Notevole passo avanti verso le verità utili grazie al Corso voluto dall’Accademia Scienza dello Sport a Milano con i buoni auspici del dottor Luca Speciani. Oggi è andata in scena la prima giornata, domani si prosegue, conclusione a dicembre.

La medicina dello sport da tempo avrebbe dovuto uscire dai confini angusti della pubblicistica di settore, ubriaca di seminari e convegni dove le Scuole di grido, in testa il Coni e le Federazioni, si confrontano, dove i signori docenti vivono perennemente in cattedra e mai scendono nei luoghi deputati allo sport, che a guardar bene è ormai ovunque: negli stadi, nei palazzetti, nelle strade, un tempo anche negli oratori, e poi ancora sulle spiagge e nelle piazze. Dove c’è salute c’è movimento, che poi diviene sport nei tempi e nei modi dovuti. Che lo vogliano o meno il Coni e gli Enti di propaganda.

Prodiga di indici, di statistiche costruite quasi sempre sull’universo dei sedentari, la medicina dello sport sembra volersi dedicare ai soggetti sani nell’intento, lodevole, di mantenerli in salute e in equilibrio. Ma senza mai spiegare loro errori e misfatti, del tutto evitabili (prevenzione, pare che si chiami così), senza suggerire il meglio dello scibile specifico, quello acquisito sino a stamane. Per paradosso, la medicina dello sport non è mai stata per gli sportivi, che pure si muovono, corrono, saltano, sgomitano. Praticano, insomma.

Questo distacco assurdo e fuori luogo ha cominciato a colmarsi oggi, con la prima giornata delle quattro in cui si articola il Corso base di medicina per sportivi, promosso dall’Accademia Scienza dello Sport che fa riferimento alla rivista Scienza & Sport. Se ne è fatto carico Luca Speciani, medico nutrizionista, responsabile della Nazionale di Ultratrail (chi pensa a un insieme di gente super dotata è fuori strada), promuovendo un doppio week end, quello che si conclude domani e il secondo nel mese di dicembre (il 14 e 15). In un luogo ospitale come il milanese Hotel Melìa, con una platea di 41 corsisti provenienti da ogni dove. Un piccolo nucleo da Lecce, Catania, Roma, la gran parte dal Veneto, dalla Lombardia e dal Piemonte. Il più lontano da Ragusa. Uomini e donne con il loro zaino di esperienze in campo medico-riabilitativo, fisioterapico, dietologico, psicologico e psichiatrico, nonché allenatori e semplici adepti della corsa e del triathlon. Curiosi di mettere a punto conoscenze non più raffazzonate, di terza o quarta mano, rimediate in internet. Di andare oltre gli insegnamenti, lodevoli, di Correre, l’ammiraglia della Casa, che pure si spende.

Full immersion gradevole, secondo logica e tempi serrati: oggi sono state fornite le basi nutrizionali, le regole di base dell’alimentazione dello sportivo, si è spiegato perché l’ipocaloricità sia dannosa e la normoproteicità ideale (tutte le proteine necessarie in quantità e qualità), oltre allo schema ormonale “di segnale”. L’importanza della leptina, ormone chiave scoperto ormai da 19 anni, ma ignorato dai più che governa i quattro assi metabolici: tiroide, surrene, ossa/muscoli, gonadi. Come misurare l’ingrassamento/dimagrimento e impostare una strategia alimentare. Come ragionare di rotazione degli alimenti, nella saggezza di mangiare il giusto, quello che l’organismo chiede.

Il tutto con effetti … speciani, visto che il conduttore della mattinata, Luca Speciani, ha tenuto l’attenzione per ben tre ore, fra domande incalzanti. La voglia di saperne di più (e meglio) è contagiosa, fortunati i corsisti davanti a un gestore di attenzione così capace di risposte senza ritrosie e infingimenti. Nel pomeriggio Gabriele Piuri, giovane medico nutrizionista, ha dissertato di infiammazione da cibo nello sportivo, con basi pratiche, ognuno ha portato a casa scienza ed esperienza. La medicina dell’evidenza aiuta. Poi a chiudere, Speciani ha dato un’importante contributo all’alimentazione in gara, suggerendo le dritte utili per il consumo di zuccheri e proteine oltre agli additivi (leciti).

Domani si prosegue, identici gli orari (9.30-12.30 e 14-17.30). Si parlerà di esami del sangue dello sportivo, per fare chiarezza. Soprattutto ad evitare gli esami inutili, e sempre costosi, nella logica della Medicina Difensiva, odiosa a chi crede nella diagnostica medica del passato, che imponeva cognizione ed esperienza, non solo esami commissionati a raffica. Si parlerà anche di infortuni dello sportivo e di doping, tema ineludibile di questi tempi (e dei prossimi).

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