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Terzo oro! Massimo Stano vince la 20km marcia

05 Agosto, 2021
Foto World Athletics

Per la spedizione azzurra dell’atletica arriva il terzo oro: lo firma Massimo Stano che si laurea campione olimpico della 20 km di marcia sulle strade di Sapporo, mille km a nord di Tokyo.

Si fa fatica a trattenere le lacrime. Un altro oro per gli azzurri che dimostra che l’Italia è veloce e resistente. Dopo Marcell e “Gimbo” è la volta di Massimo Stano. Pugliese, 29 anni, di Palo del Colle (Bari) ha vinto nella mattinata italiana la gara di marcia dei 20 km che si è disputata a Sapporo, nell’isola di Hokkaido, dove saranno confinate le prove di marcia e maratona.

L’Italia della fatica, del tacco e punta, dei grandi interpreti della disciplina non si smentisce mai. Dordoni, Pamich, Maurizio Damilano, Brugnetti, Schwazer (al quale l’oro di Pechino non è stato tolto) sono passati alla storia. Oggi tocca a Massimo Stano autore di una prova maiuscola, dominata in lungo e in largo a dimostrazione di grande autorevolezza, classe determinazione. Un atleta sul quale si era sempre puntato, già quarto, poi terzo in seguito a una squalifica agli under 23 di Tampere, nel 2103, si era trasferito a Sesto S. Giovanni, vero e proprio, luogo cult della marcia italiana.

La fortuna non è mai stata dalla sua parte, infortuni assortiti, come microfratture alle tibie, destra e sinistra, lo tengono lontano dalle gare. Ora è seguito da un altro “guru”della marcia Patrizio Parcesepe (bello l’abbraccio finale tra i due).

Massimo Stano nella sua carriera ha dovuto combattere più che altro con la sfortuna, quando è stato nelle condizioni – come oggi – ha mostrato tutto il suo valore.

C’era gente lungo il tracciato di Odori Park (da ripetere più volte) e sin dalle prime battute si capisce che Massimo Stano è in grandi condizioni, basta vedere come marcia. L’Italia presenta un bel trio: oltre a Stano, Fortunato (pugliese pure lui) e Tontodonati. La scuola giapponese della disciplina presenta il campione mondiale Yamanishi e Ikeda poi ci sono i cinesi che hanno dominato negli ultimi anni guidati da Wang. Quest’ultimo parte subito all’attacco guadagnando oltre una decina di secondi abbondanti. Passaggio ai 10 km 40’55”. Alle sue spalle Stano viaggia con un folto gruppetto di inseguitori. E’ proprio l’azzurro che si accolla tutto il lavoro per riportarsi su Wang. Sono sette marciatori con i due giapponesi in grande evidenza al comando della competizione. Massimo Stano piazza un parziale di 4’042 al 17º km mettendo in croce tutti. Restano in tre, due nipponici e un pugliese. Massimo lo si vede benissimo che è il più forte, i due giapponesi stringono i denti, ma il ragazzo di Palo del Colle s’invola verso il traguardo chiudendo in 1h21’05”, Ikeda (1h21’14”), Yamanisghi (1h21’28”). E’ oro ed è il terzo per l’atletica azzurra.
E non è finita, domani tocca al trio delle meraviglie rosa: Palmisano, Giorgi e Trapletti. Ah, scordavamo Massimo Stano pare sia appassionato di cultura giapponese…

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La giornata degli azzurri si era aperta con un altro importante traguardo, l’accesso alla finale per la 4×100: Staffette azzurre in finale con il nuovo record italiano

La cronaca della settima giornata
(Diego Sampaolo)

Massimo Stano ha vinto la terza medaglia d’oro per l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo trionfando nella 20 km di marcia sul percorso dell’Odori Park di Sapporo in 1h21’05” davanti ai giapponesi Koki Ikeda (1h21’14) e Toshikazu Yamanishi (1h21’28”).

Stano è il terzo italiano della storia a vincere la 20 km di marcia olimpica dopo due grandi come Maurizio Damilano (Mosca 1980) e Ivano Brugnetti (Atene 2004). In terra giapponese la marcia italiana vinse l’oro olimpico della 50 km con Abdon Pamich a Tokyo nel 1964 e il titolo mondiale di Maurizio Damilano ancora a Tokyo nella rassegna iridata del 1991.

Primati italiani per le staffette 4×100

La staffetta italiana formata da Lorenzo Patta, dal campione olimpico dei 100 metri Marcell Jacobs, da Eseosa Desalu e da Filippo Tortu si è qualificata per la finale della staffetta 4×100 stabilendo il record italiano con il tempo di 37”95. Gli azzurri si sono classificati al terzo posto nella batteria dietro alla Cina e al Canada del campione olimpico dei 200 metri André De Grasse, che hanno corso lo stesso tempo di 37”92. La Giamaica ha realizzato il miglior tempo delle batterie con 37”82 davanti alla Gran Bretagna (38”02) e al Giappone (38”16). Gli Stati Uniti sono stati estromessi dalla finale con 38”10.

La staffetta italiana con Irene Siragusa, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Vittoria Fontana ha migliorato il primato italiano di sei centesimi di secondo con 42”84 ma non è bastato per andare in finale.

La Gran Bretagna ha vinto la batteria con il record nazionale di 41”55 battendo gli Stati Uniti (41”90) e la Giamaica senza le stelle Shelly Ann Fraser Pryce e Elaine Thompson Herah (42”15). La Germania ha vinto la seconda batteria in 41”90 davanti alla Svizzera )con le due finaliste olimpiche dei 100 metri Ajla Del Ponte e Mujinga Kambundji), che ha stabilito il record nazionale con 42”05.

Le azzurre Maria Benedicta Chigbolu, Alice Mangione, Petra Nardelli e Rebecca Borga si sono battute bene correndo in 3’27”74 migliorando il primato stagionale di 3’29”05 realizzato al Campionato Europeo per nazioni di Chorzow. Gli Stati Uniti hanno vinto la batteria delle azzurre con un ottimo 3’20”86 davanti alla Giamaica (3’21”95) e alla Gran Bretagna (3’23”99).

Tempi veloci nelle semifinali dei 1500 metri

Il britannico Jake Wightman ha vinto la prima semifinale in 3’33”46 davanti a Cole Hooker, che ha migliorato il suo personale con 3’33”87, e Timothy Cheruiyot (3’33”95).

Abel Kipsang si è imposto nella seconda semifinale con 3’31”65 battendo il campione e primatista europeo Jakob Ingebrigtsen (3’32”13) e Josh Kerr (3’32”18).

Le finali della settima giornata

400 metri maschili: Steven Gardiner ha bissato la vittoria ai Mondiali di Doha vincendo anche il titolo olimpico nella finale dei 400 metri con 43”85. Gardiner è diventato il primo bahamense a livello maschile a vincere l’oro olimpico individuale in ogni sport.

Il colombiano Anthony Zambrano ha vinto la medaglia d’argento in 44”08 superando per cinque centesimi di secondo il grenadino Kirani James, terzo in 44”13. James e Zambrano sono scesi sotto i 44 secondi in semifinale con 43”88 e 43”93.

Getto del peso maschile: Il fuoriclasse statunitense Ryan Crouser ha conquistato il secondo titolo olimpico consecutivo del getto del peso migliorando il primato delle Olimpiadi con la strepitosa misura di 23.30m (a sette centimetri dal suo recente primato del mondo). La finale di Tokyo ha ripetuto lo stesso podio di Rio con il secondo posto di Joe Kovacs (22.65m) e il terzo posto di Tom Walsh (22.47m). L’azzurro Zane Weir ha migliorato due volte il personale con 21.40m e 21.41m chiudendo in un eccellente quinto posto.

Decathlon: Damian Warner ha trionfato nel decathlon con 9018 punti battendo il francese Kevin Mayer (8726 punti) e l’australiano Ashleigh Moloney (8649 punti).

Eptathlon: La belga Nafissatou Thiam ha bissato il successo di Rio 2016 vincendo l’eptathlon con 6791 punti davanti alle olandesi Anouk Vetter (6689 punti) e Emma Oosterwegel (6590 punti).

Asta femminile: La statunitense Katie Nageotte ha vinto l’oro del salto con l’asta femminile con 4.90m battendo Anzhelika Sidorova e Holly Bradshaw, seconda e tezra con 4.85m.

Salto triplo maschile: Pedro Pablo Pichardo ha conquistato il successo nel salto triplo maschile stabilendo il record portoghese con 17.98m, la seconda miglior misura nella storia delle Olimpiadi.

Il cinese Zu Yaming si è aggiudicato  la medaglia d’argento con 17.57m al penultimo tentativo superando Fabrice Zango, che ha vinto il bronzo con 17.47m regalando il primo podio olimpico della storia al Burkina Faso.

Andrea Dallavalle è stato il migliore degli italiani in nona posizione con 16.85m. Emmanuel Ihemeje ha concluso la sua prima esperienza olimpica all’undicesimo posto con 16.52m.

110 ostacoli maschili: Il giamaicano Hansle Parchment ha trionfato a sorpresa nella finale dei 110 ostacoli maschili in 13”04 precedendo lo statunitense Grant Holloway (13”09) e l’altro giamaicano Ronald Levy.

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