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Kipchoge nella leggenda

Kipchoge nella leggenda

08 Agosto, 2021
Foto: Eliud Kipchoge Official
Nella storia dei Giochi olimpici solo altri due atleti sono riusciti a “doppiare” il successo in maratona: Waldemar Cierpinski (1976 e 1980) e prima ancora il leggendario Abebe Bikila (1960 e 1964). Gli azzurri: Eyob Faniel è 20° in 2:15’11”, Yassine El Fatahoui 47º in 2:19’44”. Rachick si è ritirato. Si chiude così, con un bottino cospicuo, la spedizione azzurra a Tokyo 2020: 5 ori, mai successo.

Il leone ha ruggito. Senza problema, quando ha deciso, ha lasciato la compagnia degli altri nella “savana” di Sapporo e se n’è andato a caccia. Doveva agguantare una preda prestigiosa, che in maratona significa la medaglia d’oro. 

Stanotte la… “parte del leone”, appunto, l’ha fatta ancora una volta Eliud Kipchoge (keniano nato, dicono i sacri testi, nel 1984) andando a bissare il successo ottenuto quattro anni fa nella maratona olimpica di Rio de Janeiro. A Sapporo ha chiuso in 2:08’38”. Mai in nessun momento della gara si è avuta l’impressione che Kipchoge potesse essere sconfitto. 

Nella storia dei Giochi olimpici solo altri due atleti sono riusciti a “doppiare” il successo in maratona: Waldemar Cierpinski (tedesco Est), a Montreal ’76 e Mosca ’80, e prima ancora il leggendario Abebe Bikila a Roma ’60 e Tokyo ’64. 

Il keniano, primatista del mondo con 2:01”39, ha condotto la gara a suo piacimento sconfiggendo i demoni che gli si erano presentati a Londra lo scorso anno, quando, pur favorito, chiuse inaspettatamente all’ottavo posto adducendo un problema a un orecchio che nel finale lo avrebbe disturbato in modo importante. Quest’anno aveva dato segnali di ripresa vincendo a Enschede. ma nella notte olimpica ha mostrato che lui è sempre il re dei fatidici 42,195 km. La gara è partita con 26 gradi e 80% di umidità e subito il plotone di 106 maratoneti, sotto la spinta dei migliori, ha cominciato a perdere parecchi elementi già nei primi 15 km. Kipchoge davanti scherzava con il brasiliano Do Nascimento, insomma giocava correndo, non faceva nessuna fatica. A metà gara transitava in 1:05”13. Nelle prime posizioni tre keniani, poi Rupp, Petros e anche il nostro Faniel, mentre l’altro azzurro Rachik ben presto aveva lasciato la compagnia dei migliori ed El Fatahoui era più staccato. 

Eliud Kipchoge
Foto: Eliud Kipchoge Official

Subito dopo il 30º chilometro abbiamo assistito a una sorta di summit in corso: Kipchoge visibilmente ha conferito con i compagni di squadra Cherono e Kipruto, avvisandoli che stava per togliere il disturbo: ha preso il largo con il suo passo, mostrando una forma strepitosa, assolutamente lucido e convinto di ciò che stava facendo. Sarà bene ricordare che Eliud è stato il primo uomo a scendere a Vienna sotto il muto delle 2 ore in una maratona non ufficiale per molteplici motivi, che vanta pure un oro Mondiale nei 5.000 nel 2003 a Parigi e uno nel cross nello stesso anno. Il keniano ha chiuso staccando nettamente tutti gli avversari: il secondo classificato, Abdi Nageeye (Olanda) ha accusato un ritardo di 1’20” (2:09’58”), e ha preceduto in volata, nell’ordine, Bashir Abdi (Belgio, 2:10’00”) e il keniano Cherono (2:10’02”). Quinto lo spagnolo Landassem (a 2:10’16”). Lontano Eyob Faniel, il primo degli azzurri, che ha chiuso in ventesima posizione in 2:15’11”, secondo italiano si è classificato Yassine El Fathaoui, 47º in 2:19’44”. Yassine Rachick si è ritirato. 

Si chiude così, con un bottino cospicuo, la spedizione azzurra a Tokyo: 5 ori, mai successo. Unico cruccio: nulla dal mezzofondo veloce, né da quello prolungato né dalla maratona. Sipario.

La cronaca della maratona maschile

(Diego Sampaolo)

Eliud Kipchoge ha vinto la maratona olimpica di Sapporo in 2:08’28” diventando il terzo atleta della storia a vincere per due volte consecutive la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici, dopo l’etiope Abebe Bikila (vincitore a Roma 1960 e a Tokyo 1964) e il tedesco dell’est Waldemar Cierpinski (primo a Montreal 1976 e a Mosca 1980). La gara è stata decisa al 31° chilometro, quando Kipchoge, con un cambio deciso, ha accumulato in breve un vantaggio di oltre un minuto sugli avversari. 

Al via – Partenza a un’andatura lenta a causa del caldo.

5 km – Passaggio in 15’17”;

10 km – Passaggio in 30’53” (proiezione da 2:10’);

21,097 km – Dopo un passaggio alla mezza maratona in 1:05’13”,rimangono in otto a giocarsi la vittoria finale al 30 km (passaggio in 1h32’31”);

30 km – Passaggio in 1:32’31”;

31 km – Dopo un breve “meeting” in corsa con i compagni di squadra Kipruto e Cherono, Kipchoge ha preso l’iniziativaallungando decisamente rispetto ai più immediati avversari;

33 km – il vantaggio di Kipchoge arriva già a 15 secondi. 

35 km – Kipchoge ha percorso il tratto di 5 km tra il 30° e il 35°chilometro in 14’28”. In questa fase della corsa la temperatura è di 28° e il tasso di umidità è del 73%. 

40 km – Kipchoge ha raggiunto il 40° chilometro in solitaria in 2:01’55” con un vantaggio ormai incolmabile di 1’17” su un quartetto formato dal keniano Lawrence Cherono, dallo spagnolo Ayad Lamdassem, dal belga Bashrir Abdi e dall’olandese Abdi Nageeye.  La lotta per le medaglie d’argento e di bronzo si è così accesa alle spalle di Kipchoge. 

Al traguardo – Al termine della prova, chiusa da Kipchoge, come già ricordato, in 2:08’28”, il margine guadagnato sugli avversari è risultato essere il più ampio per una maratona olimpica dai tempi di Frank Shorter ai Giochi di Monaco di Baviera 1972

«Ho realizzato l’obiettivo di vincere la maratona olimpica per la seconda volta consecutiva. Spero di ispirare la nuova generazione. Significa molto per me specialmente in questo periodo difficile di pandemia» ha dichiarato il vincitore.

Sprint a tre per i due rimanenti posti sul podio: Nageeye l’ha spuntata per il secondo posto in 2:09’58” battendo per due secondi il compagno di allenamenti Abdi. Sono compagni di allenamento e hanno in comune la stessa origine somala. Nageeye ha un personale di 2:06’17” realizzato a Rotterdam nel 2019. Abdi ha battuto il record personale di 2:04’49” proprio in Giappone alla maratona di Tokyo nel Marzo 2020. 

Lawrence Cherono si è piazzato al quarto posto in 2:10’16” davanti al giapponese Suguru Osako (2:10’41”), al tanzaniano Alphonce Simbu (2:11’35”) e allo statunitense Galen Rupp(2:11’41”).

Il primo degli italiani è risultato il primatista nazionale EyobFaniel Ghebrehiwet, 20° in 2:15’11”; 47° si è classificato Yassine El Fathaoui (2:19’44”). Yassine Rachik si è ritirato poco prima del 30° chilometro.

La cronaca dell’ultima giornata olimpica

(Diego Sampaolo)

Jakob Ingebrigtsen e Sifan Hassan sono stati i grandi protagonisti dell’ultima giornata delle gare di atletica in pista dei Giochi olimpici.

1.500 m, Strepitoso Ingebrigtsen

Il norvegese ha trionfato nella finale dei 1.500 m in uno strepitoso 3’28”28, tempo con cui ha demolito il record olimpico (oltre al primato europeo da lui stesso stabilito a Montecarlo nel 2020 con 3’28”68) e ha preceduto il campione del mondo, Timothy Cheruiyot, che ha realizzato il suo secondo miglior tempo stagionale con 3’29”01 precedendo il britannico Josh Kerr di quattro centesimi. Kerr è diventato il primo britannico a salire sul podio olimpico sui 1.500 metri dal 1988, quando Peter Elliott conquistò la medaglia d’argento.

Il keniano Abel Kipsang è sceso sotto i 3’30” per la prima volta in carriera con 3’29”56 classificandosi al quarto posto davanti allo spagnolo Adel Mechaal (3’30”77, primato personale), al giovane talento universitario statunitense Cole Hocker (3’31”40), al primatista australiano Stewart McSweyn (3’31”91) e al polacco Michal Rozmys (3’32”67)

10.000 m, doppietta di Hassan

Sifan Hassan è diventata la seconda atleta a vincere 5.000 e 10.000 m nella stessa edizione dei Giochi olimpici dopo Tirunesh Dibaba, che centrò questa doppietta a Pechino 2008.

Hassan lascia Tokyo con tre medaglie avendo conquistato anche il bronzo sui 1.500 m. L’olandese di origini etiopi ha trionfato in 29’55”32 superando in volata la rappresentante del Barhein, Kalkidan Gezhegne (29’56”18) e la primatista mondiale Letesenbet Gidey (30’01”72).

Hellen Obiri si è classificata al quarto posto stabilendo il primato personale con 30’24”27. L’ex ottocentista del Burundi Francine Nyonsaba si è migliorata con 30’41”93 precedendo la keniana Irene Cheptai (30’44”00), la giapponese Ririka Hironaka (31’00”07), la tedesca Konstanze Klosterhalfen (31’01”97) e la figlia d’arte britannica Eilish McColgan (31’04”68).

4×400 maschile, record italiano

Davide Re, Vladimir Aceti, Edoardo Scotti e Alessando Sibilio hanno migliorato per la seconda volta in questi Giochi olimpici il primato italiano con 2’58”81 chiudendo la gara al settimo posto.

Michael Cherry, Michael Norman, Bryce Deadmon e Raj Benjamin hanno conquistato per gli Sati Uniti il successo in 2’55”70 (quarto miglior tempo di sempre) battendo l’Olanda (2’57”18) e il Botswana di Isaac Makwala (2’57”27).
Il Belgio dei fratelli Kevin e Dylan Borlée e Jonathan Sacoor si è piazzato al quarto posto stabilendo il primato nazionale con 2’57”98 e battendo la Polonia (2’58”46) e la Giamaica (2’58”76).

4×400 femminile, trionfo USA

Le statunitensi Sydney McLaughlin, Allyson Felix, Dalilah Muhammad e Athng Mu hanno vinto l’oro olimpico in 3’16”55 davanti alla Polonia (3’20”53) e alla Giamaica (3’21”24).

Allyson Felix: 11 medaglie olimpiche

Allyson Felix ha così vinto l’undicesima medaglia olimpica della sua carriera nella sua quinta e ultima partecipazione a questa manifestazione. La californiana ha portato a sette il numero di medaglie d’oro vinte, comprese le quattro con la staffetta 4×400, che le hanno permesso di eguagliare il record di quattro vittorie consecutive nella stessa specialità dopo Al Oerter nel lancio del disco e Carl Lewis nel salto in lungo.

Alto, oro alla Lasitskene

La tre volte campionessa mondiale Mariya Lasitskene ha vinto finalmente la medaglia d’oro olimpica del salto in alto femminile con 2,04 m battendo l’australiana Nicola McDermott (2,02 m) e l’ucraina Yaroslava Mahuchik (2,00 m).

Oro indiano nel giavellotto

Neeraj Chopra è il primo atleta indiano a vincere la medaglia d’oro olimpica di atletica con 87,58 m. Jakub Vadlejch (Repubblica Ceca) ha conquistato la medaglia d’argento con 86,67 m battendo il connazionale Viteslav Vesely (85,44 m).

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