fbpx

Rudisha si frattura la caviglia sinistra camminando: quattro mesi di stop

29 Maggio, 2020
Il due volte campione olimpico e primatista mondiale degli 800 m stava passeggiando attorno alla propria casa, a Kilgoris, in Kenya, quando ha appoggiato il piede in un avvallamento del terreno, probabilmente una buca. Ne avrà per 16 settimane.  


“Capita anche ai migliori”, verrebbe da commentare, oppure “anche i ricchi piangono”.

Se un appassionato di running pensa a uno come David Rudisha, per due volte consecutive campione olimpico degli 800 m a Londra 2012 e Rio 2016, nonché primatista del mondo con il tempo di 1’40”91 ottenuto proprio nella prima delle due vittorie olimpiche, il pensiero va con benevola invidia a una serie di qualità sue che ogni corridore vorrebbe possedere, compresi i piedi reattivi e le caviglie forti. 

Il fatto

La caviglia sinistra del campione keniano, invece, ha ceduto in appoggio su un terreno irregolare, non durante un allenamento, ma mentre camminava nei pressi della propria casa di Kilgoris, nella contea rurale di Narok, in Kenya. È accaduto la scorsa settimana. Lo ha riferito il manager del grande mezzofondista, Michel Boeting, che ha precisato come la frattura sia stata causata «da una extra-rotazione esterna non controllata, in fase di supinazione dell’appoggio del piede». Sulle prime, l’atleta avrebbe sottovalutato l’accaduto: «Ha continuato a camminare dopo essersi massaggiato la caviglia. Durante il fine settimana ha notato che la situazione non migliorava e si è sottoposto a una radiografia all’ospedale St. Luke di Eldoret, dove gli è stata diagnosticata la frattura. L’intervento è stato eseguito dal medico della nazionale keniana e chirurgo ortopedico, il dottor Victor Bargoria», ha riferito ancora il manager.

12-16 settimane di stop 

Rudisha dovrà rimanere fermo, lontano dagli allenamenti, per un periodo attualmente stimato in 12-16 settimane, in base a come andrà la riabilitazione. Provvidenziale, per lui, a questo punto, il rinvio al 2021 dei Giochi olimpici di Tokyo, ai quali ancora aveva dichiarato di voler partecipare, anche se l’assenza prolungata dalle gare stava già alimentando dubbi sull’effettiva condizione del trentaduenne fuoriclasse del mezzofondo. Le ultime presenze in pista di Rudisha, infatti, risalgono al 2017, stagione in cui gareggiò quattro volte, ottenendo come risultato migliore il tempo di 1’44”90 a Kingston (JAM), dove fu preceduto allo sprint del connazionale Willy Kiplimo Tarbei e si ritrovò in ventitreesima posizione nelle liste mondiali di fine stagione. Nessuna apparizione in pista dal 2018 in poi. 

Articoli correlati

Guarigione da un infortunio, la fretta non paga

26 Novembre, 2020

Ci troviamo in un momento storico in cui alcuni punti fermi della medicina sembrano vacillare. Diventa allora più che mai importante rifarci ai capisaldi della scienza per curare bene l’atleta. E curare significa anche fare capire quanto sia opportuno a volte saper aspettare. Senza essere impazienti e scalpitare per riprendere a correre anzitempo. Perché la […]

Zanardi trasferito al San Raffaele di Milano: “condizioni instabili”

24 Luglio, 2020

Tornano ad aggravarsi le condizioni di Alex Zanardi. Lo comunica la direzione sanitaria dell’Ospedale Valduce. Alex Zanardi è stato trasferito al San Raffaele di Milano e ricoverato in terapia intensiva. «In data odierna a fronte di intercorsa instabilità delle condizioni cliniche del paziente Alex Zanardi, dopo opportune consultazioni con il Dr. Franco Molteni, Responsabile del Dipartimento di Riabilitazione Specialistica Villa Beretta, […]

Natural born runner

11 Agosto, 2015

L’essere umano si è evoluto per correre. Noi siamo nati per correre. Eppure, sempre più corridori vivono il dolore come parte integrante dei loro allenamenti. L’infortunio è talmente scontato da rientrare nei dialoghi quotidiani dei runner a tutti i livelli, limitando le performance e non permettendo di godere appieno del piacere che la corsa può […]

De Ponti e gli infortuni: semaforo verde o rosso?

15 Luglio, 2015

La gestione dei segnali forniti dal corpo è parte del bagaglio tecnico dell’atleta, ma alcune indicazioni di massima possono essere tenute presenti da tutti per interpretare al meglio la propria condizione fisica. Nell’ampia panoramica dell’infortunistica e dei sintomi che possono anticiparla, ci sono delle situazioni per le quali è opportuno concedersi una pausa più o […]