Momenti di gloria: trent’anni fa la vittoria di Gelindo Bordin a Boston

Momenti di gloria: trent’anni fa la vittoria di Gelindo Bordin a Boston

16 Aprile, 2020
Foto: Giancarlo Colombo
Era il 16 aprile 1990. Gelindo Bordin vinse la Boston marathon, la più antica maratona del mondo. Il suo tempo, 2:08’19”, rimase record italiano fino al 1997. Fu la prima delle 3 vittorie conseguite dal campione in quell’anno, nel quale aggiunse il secondo titolo europeo a una carriera leggendaria. Nell’archivio di Correre abbiamo ritrovato il suo ricordo di quella giornata.

Lunedì 16 aprile 1990 Gelindo Bordin vinse la maratona di Boston, con il tempo di 2:08’19”, dopo aver battuto in rimonta, con uno spettacolare sorpasso sulla Heartbreak Hill, il tanzaniano Juma Ikangaa, che pochi mesi prima (5 novembre 1989) aveva vinto la maratona di New York in 2:08’01” precedendo lo statunitense Ken Martin (2:09’38”) e lo stesso Bordin, che chiuse al terzo posto, stremato, in 2:09’40”.

Quel tempo ottenuto da Bordin a Boston, la più antica maratona del mondo, fu record italiano e tale rimase fino al 1997, quando a Londra, il 13 aprile, Stefano Baldini corse in 2:07’57”.   

Ricordi di un campione

In un’analoga ricorrenza, Gelindo scrisse per i lettori di Correre i suoi ricordi di quella memorabile giornata (Correre n. 192, marzo 2000, pagine 90-95).

“Nel silenzio della baia i pensieri cominciavano a prendere il proprio posto, come le bollicine che salivano alla superficie della pentola che bolliva. Quattro del mattino di un 16 aprile di dieci anni fa, Boston, occhi stropicciati. Penne all’olio d’oliva e Parmigiano Reggiano per tre: Lucio Gigliotti e Tiziano Favaron, all’epoca custode prezioso dei miei muscoli che maneggiava con pazienza. E il sottoscritto, naturalmente. Reduce da un 1989 chiuso sulle ginocchia in Central Park, terzo nella maratona della Grande mela vinta dal mio amico Juma Ikangaa. Quel terribile tanzaniano è stato forse il più forte maratoneta della mia generazione, sicuramente il più veloce assieme a Steve Jones. Aveva vinto, Juma, in 2:08’01”. Sul traguardo di New York mi aveva aspettato facendo il più inutile degli esercizi: saltelli gambe unite-divaricate, giusto per far capire che non era poi così stanco.

Tra qualche ora gli avrei reso la cortesia, aspettandolo sulla linea d’arrivo per chiedergli: «Ehi, Juma, oggi niente saltelli?».

La festa nel bar degli sportivi

Il resto fu gioia e protocollo, l’interminabile cerimoniale del vincitore, un pomeriggio da atleta stanco. Solo verso sera le briglie dello staff cominciarono ad allentarsi. Finimmo nel bar degli sportivi. Mi è rimasto negli occhi questo muro di persone, un mare di teste che si voltano, mi vedono e urlano. Circondarono il gruppetto: con noi tre, a quel punto, c’erano anche Pierfrancesco Parra, mago del laser, e Patrizia Cassard, con cui dividevo e condividevo l’esistenza. Giacomo Crosa, ormai senza voce, seguiva il tutto, divertito.

Mi sollevarono e mi fecero entrare così, alto sulle facce degli appassionati entusiasti. C’erano, in quel locale e in quel momento, le note di una canzone che amo, di un personaggio che adoro: Born to run di Bruce Springsteen.”  

1990: un anno indimenticabile 

La maratona di Boston rappresentò il primo successo internazionale di un anno indimenticabile, nel quale Bordin conquistò anche il secondo titolo europeo di maratona e vinse la Venicemarathon.

La classifica

Uomini

1. Gelindo Bordin, 2:08”19

2. Juma Ikangaa (TAN), 2:09’52”

3. Rolando Vera (ECU), 2:10’46”

4. John Campbell (NZL), 2:11’04”

5. Robert De Castella (AUS), 2:11’28”

6. Isidrio Rico (MEX), 2:13’02”

7. Geoff Smith (GBR), 2:13’38”

8. Salah Ooqaiche (MAR), 2:13’53”

9. Futoshi Shinohara (JPN), 2:14’10”

10. Philip O’Brien (GBR), 2:14’21”

Donne

1. Rosa Mota (POR), 2:25’24”

2. Uta Pippig (GER), 2:28’03”

3. Maria Trujillo (USA), 2:28’53”

4. Kamila Gradus (POL), 2:28’56”

5. Kim Jones (USA), 2:31’01”

6. Veronique Marot (GBR), 2:31’09”

7. Zoya Ivanova (URSS), 2:31’15”

8. Ritva Lemettinen (FIN), 2:38’44”

9. Dimitra Papaspirou (GRE), 2:38’45”

10. Anne Roden (GBR), 2:39’36”

Articoli correlati

Doppietta keniana a Boston, vincono Kipruto e Kipyogei

12 Ottobre, 2021

Benson Kipruto e Diana Kipyogei hanno firmato la doppietta keniana alla 125^ Maratona di Boston.  Kipruto ha tagliato il traguardo in 2h09’51” aggiudicandosi la prima vittoria della sua carriera in una gara del circuito World Marathon Majors. Nella sua carriera il trentenne keniano aveva vinto le maratone di Toronto del 2018 in 2h05’13” e di […]

Edna Kiplagat e Lelisa Desisa tornano a Boston

10 Ottobre, 2021

Lunedì 11 ottobre torna la maratona di Boston. Sfida aperta tra alcuni dei vincitori delle passate edizioni come Lelisa Desisa, Lemi Berhanu, Desirée Linden e Edna Kiplagat oltre ai migliori top runner statunitensi tra cui Jordan Hasay e Abdi Abdirahman. Occhi puntati anche sul keniano Leonard Barsotom e l’etiope Jemal Yimer, per la prima volta a Boston. Per la prima […]

60 anni fa la vittoria di Bikila nella maratona dei Giochi olimpici di Roma

10 Settembre, 2020

Il 10 settembre 1960 i Giochi olimpici romani si conclusero con la maratona, che Abebe Bikila corse a piedi nudi entrando così nella leggenda dello sport. Correre celebra l’anniversario di quell’evento epico riproponendone il ricordo-racconto che un grande cronista dell’atletica, Carlo Monti, scrisse per la nostra rivista.  Quella sua maratona percorsa tutta a piedi nudi […]

Quattro chiacchiere con Gelindo Bordin

27 Aprile, 2020

Da Seoul a Boston al panorama attuale dell’atletica italiana e internazionale: intervista a Gelindo Bordin ai giorni del lockdown per coronavirus. E chi se lo scorda un personaggio come “Gelo”. Gelindo Bordin, il geometra di Longare (VI) che aveva nel suo dna la corsa lunga. Prima, come ogni grande campione, ha dovuto sorbirsi la sua […]

Allenamento News Equipment Salute Correre