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IAAF World Relays: Italia bronzo nella 4×400 femminile

Fidal/Giancarlo Colombo
Di: Diego Sampaolo

Bilancio straordinario per i colori italiani nella quarta edizione delle IAAF World Relays quest’anno ospitati a Yokohama (Giappone), che hanno regalato un’insperata medaglia di bronzo della 4×400 femminile e hanno promosso tutte le cinque staffette azzurre ai prossimi Mondiali di Doha: 4×100 e 4×400 sia maschile sia femminile, cui si aggiunge la 4×400 mista.
Nelle precedenti tre edizioni disputate a Nassau l’Italia aveva ottenuto come miglior piazzamento un sesto posto della staffetta 4×400 femminile nel 2014. L’ottimo risultato d’insieme degli azzurri è certificato dall’ottavo posto dell’Italia con 15 punti nella classifica finale dei piazzamenti da finale vinta dagli Stati Uniti con 54 punti davanti alla Giamaica e al Giappone (27 punti).

L’Italia è salita sul podio per la prima volta nella storia delle World Relays con lo splendido bronzo conquistato dalle staffettiste della 4×400 femminile Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Giancarla Trevisan e Raphaela Lukudo, che hanno fermato il cronometro in 3’27”74 a 25 centesimi di secondo dalla Polonia (oro in 3’27”49) e a 9 centesimi di secondo dagli Stati Uniti (3’27”65) ma davanti al Canada, alla Giamaica e alla Gran Bretagna.

Il secondo miglior piazzamento è arrivato dalla staffetta 4×400 mista, quarta al traguardo in 3’20”28. Alessandro Sibilio ha completato la grande prova di Giuseppe Leonardi, Virginia Troiani e Chiara Bazzoni con una grande rimonta finale che ha consentito agli azzurri di rimontare dalla quinta alla quarta posizione alle spalle degli Stati Uniti (3’16”43), del Canada (3’18”15) e del Kenya (3’19”43).

Da applausi anche il quinto posto della 4×100 femminile (Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Irene Siragusa) in 44”29, tempo che ha risentito della serata fredda, che ha appesantito i tempi finali di tutte le squadre. Le azzurre infatti avevano ottenuto la qualificazione per la finale e il pass per i Mondiali grazie al 43”40 nella batteria (a 36 centesimi dal record italiano). Gli Stati Uniti hanno conquistato l’oro in 43”27 (dopo aver corso la batteria in 42”51) davanti alla Giamaica (43”29) e alla Germania (43”68).

La staffetta 4×100 maschile composta da Eseosa Desalu, Marcell Jacobs, Davide Manenti e Filippo Tortu ha vinto la batteria stabilendo il secondo miglior tempo italiano di sempre con un eccellente 38”29 (a 12 centesimi dal record italiano). Meno fortuna nella finale dove un contatto tra Davide Manenti e lo staffettista statunitense Noah Lyles non ha permesso all’azzurro di completare il passaggio di testimone a Tortu. Il Brasile che schierava il giovane Paulo André Camilo De Oliveira (sprinter da 10”02) in questa stagione) ha conquistato la medaglia d’oro in 38”05 davanti agli Stati Uniti (38”07) e ai campioni del mondo e d’Europa della Gran bretagna (38”15).

La staffetta 4×400 maschile composta da Daniele Corsa, Michele Tricca, Edoardo Scotti e Davide Re ha dominato la finale B in un ottimo 3’02”87 guadagnandosi il pass per i Mondiali di Doha. L’ultimo frazionista Davide Re ha raccolto il testimone dal campione del mondo Under18 Edoardo Scotti in terza posizione prima di superare con una straordinaria rimonta Pavel Maslak sul rettilineo finale grazie ad una frazione cronometrata in 44”6. Trinidad and Tobago (Deon Lendore, Jereem Richards, Asa Guevara e Machel Cedenio) ha conquistato la vittoria 3’00”81 davanti alla Giamaica (3’01”57) e al Belgio (3’02”70) bissando il successo di due anni fa ai Mondiali di Londra.

Il Mondiale di staffette è stata l’occasione per sperimentare gare innovative come la nuova 2x2x400 riservata agli specialisti degli 800 metri. In questa staffetta ogni squadra era rappresentata da due mezzofondisti (un uomo e una donna) che correvano non consecutive da 400 metri alternandosi tra loro. La prima medaglia d’oro nella storia di questa inedita specialità è stata vinta dalla coppia statunitense formata da Donovan Brazier (primatista statunitense indoor con 1’44”41 in questa stagione) e Ce’Aira Brown in 3’36”92 davanti all’Australia (3’37”61) e ai padroni di casa del Giappone (3’38”36”). Gli altri titoli sono andati agli Stati Uniti nella mixed shuttle relay (staffetta ad ostacoli) in 54”96, alla Francia nella 4×200 femminile in 1’32”16 e agli Stati Uniti nella 4×200 maschile in 1’20”12.

 

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