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Jesolo Moonlight Half marathon

Cortesi: «Jesolo Moonlight Half marathon entro fine estate. Autunno con rischio collasso per il mondo maratona»

Foto: Giancarlo Colombo 
Di: Daniele Menarini
«L’obiettivo è dare respiro a Iesolo, che vive di turismo.» Calendario d’autunno? «Impossibile che vengano svolte tutte quelle maratone. Occorre concertazione tra gli organizzatori.» 

Venerdì 27 marzo la Fidal ha deciso di sospendere ogni attività agonistica fino al 31 maggio. Tra le manifestazioni interessate al blocco agonistico c’è anche la Jesolo Moonlight Half marathon (nella foto la partenza 2019), che era in calendario per sabato 16 maggio e che nel pomeriggio di sabato 28 marzo ha subito comunicato che la gara è sospesa.

Parola all’organizzatore

«L’obiettivo è di riuscire a farla svolgere prima della pausa estiva – ha spiegato Lorenzo Cortesi (a destra, nella foto di repertorio con Faniel Eyob Gebrehiwet), general manager di Venicemarathon, che oltre alla famosa 42,195 km (25 ottobre la prossima edizione) organizza anche questa mezza maratona -. Non vogliamo finire addosso ad altre manifestazioni della seconda parte di stagione, ma soprattutto sentiamo la necessità di contribuire con la nostra attività alla rianimazione di un territorio stremato dall’emergenza. Iesolo è in ginocchio – prosegue Cortesi – e come tutte le località che vivono di turismo subirà pesanti perdite da un’estate che immaginiamo ancora immobile, con molte persone impossibilitate a concedersi una vacanza. Se non sarà possibile effettuare la Iesolo Moonlight Half marathon ci impegneremo comunque ad allestire attività motorie e non competitive sul posto, per contribuire a rendere viva la località.»

A proposito della seconda parte di stagione, ci sarà da stare stretti nel calendario delle maratone…

«Si sta creando una situazione insostenibile, lo dico con la massima comprensione per tutti. Sarà difficile che si possano effettuare tutte le gare che si stanno concentrando tra settembre e dicembre, con le difficoltà che già si hanno in condizioni normali e che in questa emergenza del Paese si moltiplicano a dismisura. Dico la verità: credo che nemmeno le Major riusciranno a essere svolte tutte: Boston, Berlino, Londra e Chicago una attaccata all’altra e New York poco dopo… non ci si rende conto, ad esempio, che non ci saranno stranieri nelle gare d’autunno, né in Italia né nelle prove all’estero. Ognuno potrà contare solo sul bacino locale, perché le compagnie aeree faticheranno a rimettersi in attività. In questo scenario, poi, recuperare una gara in autunno significherà, il più delle volte, compromettere l’edizione 2021, che dovendo tornare al periodo abituale lascerà a chi organizza pochi mesi per fare tutto. Da questo punto di vista, devo dare atto alla maratona di Roma di avere fatto da subito la scelta migliore: “Ci vediamo nel 2021” hanno fatto sapere con congruo anticipo. Certo, saltare un’edizione praticamente già preparata ha un costo e questo sarà un ulteriore problema: quanti organizzatori se lo potranno permettere? Occorre, secondo me, un momento di concertazione.»

Eyob Fanel Ghebrehiwet con Lorenzo Cortesi
Eyob Fanel Ghebrehiwet con Lorenzo Cortesi
Foto di Giancarlo Colombo
Cosa intende per concertazione?

Significa collaborare, parlarsi prima, mettersi d’accordo per unire le energie: se una gara saltata in primavera volesse offrire ai suoi iscritti di quest’anno la possibilità di correre a Venezia, ci si può accordare, ma intanto così non dovrà svenarsi per organizzare due maratone in sei mesi, quella di recupero e poi quella del 2021. Così non se ne esce. Le difficoltà che attendono gli organizzatori in autunno rischiano di essere insormontabili.»

Vogliamo provare a elencare le principali difficoltà?

• «I comuni dovranno far ripartire tutte le attività, dai mercati alle feste tradizionali. Permessi su permessi. Dove troveranno il tempo per ascoltarci? Con che faccia si andrà a chiedere di chiudere le strade per un’intera domenica?»

• «Per molte mansioni fondamentali, soprattutto dopo l’ingresso in scena della circolare Gabrielli (sicurezza anti-terrorismo, ndr), noi organizzatori ci rivolgiamo alla Protezione civile: dopo mesi come questi, quegli operatori saranno stremati, sia fisicamente sia psicologicamente.»

• «Va poi previsto che è probabile che venga emanata una sorta di “Gabrielli 2”, perché è probabile che alcune norme anti-epidemia continueranno a essere applicate anche alla fine dell’emergenza e per un organizzatore anche questo si tradurrà in costi aggiuntivi.»

• «Nel running l’attività è bloccata e i negozi sono chiusi: le aziende che ci sostengono in che condizioni saranno?»

• «Nel running degli ultimi vent’anni sono cresciute professionalità: c’è gente che nel mondo della corsa ha trovato un mestiere. Che ne sarà di queste attività dopo mesi di fermo totale? Penso, ad esempio, alle difficoltà che stanno affrontando le società di cronometraggio.»

«Venicemarathon, lo dico piano, ha spalle larghe, è, per nostra fortuna, una realtà solida, ma penso ai tanti organizzatori che portano avanti la propria gara per passione, dopo il lavoro: i “silver” e i “bronze” del calendario Fidal. Senza concertazione, per loro sarà difficile sopravvivere a una crisi come questa. Ci sarà, purtroppo, una sorta di selezione naturale.»

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