Auricolari e cuffie per musica: in gara si può?

Auricolari e cuffie per musica: in gara si può?

Foto: Michele Tusino
Di: La redazione

Sono tantissimi i runner che si allenano ascoltando musica e che continuano a farlo anche quando poi cominciano a partecipare alle loro prime corse su strada competitive, quelle, per intenderci, in cui si indossa un numero di gara e si finisce dentro a una classifica.

Fino a qualche anno fa questo comportamento era proibito dal regolamento tecnico internazionale della Iaaf (International Association of Athletics Federations, la federatletica mondiale), che “governa” anche le corse su strada, in quanto specialità dell’atletica, e anche in Italia la Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) era tenuta ad applicare la regola 144.3 che vietava “l’uso nel luogo di gara di registratori video o a cassetta, radio, cd, radio trasmittenti, telefoni mobili o espedienti simili” in quanto “strumenti” che possono permettere di ricevere assistenza (la telefonata dell’allenatore, ad esempio), proibita in ogni forma nel mondo dell’atletica. Abbiamo visto runner squalificati perché sorpresi dai giudici di gara a farsi un selfie sul traguardo!

Sì, tranne che nei campionati

Con la nuova versione del regolamento tecnico internazionale, entrata in vigore il primo novembre 2017, la situazione risulta più ammorbidita. Il divieto permane nelle gare in pista e in quelle su strada in cui si assegna un titolo (Campione italiano, campione regionale, campionato di società, etc). Nelle altre corse su strada, quelle cosiddette “di massa”, aperte alla partecipazione di tutti coloro che sono in possesso di un certificato medico di idoneità alla pratica agonistica, questa regola (come altre) viene applicata “solo a quegli atleti che sono considerati come partecipanti nella categoria elite o in altre sezioni definite della gara, come le categorie di età per le quali sono previste classifiche a premi o rimborsi”.

In pratica, il regolamento chiede ai giudici di applicare la regola solo a quei runner forti, che in gara lottano per vincere o conquistare un premio, lasciando tutti gli altri concorrenti liberi di gareggiare con auricolari e cuffiette.

Resta il problema della sicurezza

Ascoltare musica attutisce gli stimoli acustici provenienti dall’esterno. Questo effetto, sommato all’affaticamento prodotto dalla corsa, può causare reazioni tardive ai pericoli. Se la corsa è aperta al traffico rischiamo di non sentire l’automobile che sta arrivando, ma anche in una gara completamente chiusa al traffico può purtroppo capitare che un’ambulanza abbia bisogno di farsi largo tra i concorrenti. Il consiglio è di ascoltare musica “con un orecchio solo” oppure procurarsi una di quelle cuffie a “conduzione ossea”, che permettono di ascoltare musica con l’auricolare appoggiato alla tempia, lasciando libere le orecchie e permettendo così di continuare a ricevere i suoni dall’esterno.

E il doping psicologico?

Negli Stati Uniti il divieto di utilizzare in gara “apparati di riproduzione musicale” rimane valido per tutti, perché la federazione atletica statunitense (Usatf) considera l’ascolto della musica come doping psicologico.

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  • Sarò messo sicuramente in minoranza, ma sono contrario alla musica mentre si corre. E soprattutto in gara.
    La corsa dovrebbe essere un ascolto del proprio corpo, uno scappare per qualche km/minuto dai problemi della quotidianità o il darsi una mossa per batterli.
    Sembra che vogliamo avere la colonna sonora per ogni momento della nostra vita, quasi fossimo all’interno di un film. Già un corridore combatte solo contro il mondo, se poi ci estraniamo ancora di più ed edulcoriamo la fatica che ci fa sentire vivi con la musica “che ci dà il ritmo”, tanto vale correre solo quando le condizioni atmosferiche sono ideali oppure su un tapis roulant…
    Giustissimo il problema della sicurezza e anche quello del doping psicologico.
    Scusate lo sfogo, poi le scelte sono scelte.

    Paolo (atleta da pista e corridore culturale)