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Giovani runner forti in montagna come in pista: quale futuro?

Foto: Giancarlo Colombo
Corsa in montagna: opportunità o distrazione per i giovani mezzofondisti? E come regolarsi quando i “montagnini” battono i migliori “pistard” in un cross? Il punto con il responsabile federale per la corsa in montagna, Paolo Germanetto.

«È ora di mettere da parte certe resistenze: parlando di sport di fatica, serve a ben poco porsi delle limitazioni concettuali» parla schietto Paolo Germanetto, responsabile Fidal dei settori corsa in montagna, trail running e ultra distanze, che ha le idee chiare sull’utilità di un percorso tecnico condiviso, in cui inquadrare la corsa in montagna come un’esperienza formativa per ampliare il patrimonio motorio e psicologico di ogni giovane mezzofondista. 

La corsa in salita è crescita personale

«Inserita in un processo di crescita personale, la corsa in salita migliora il rapporto con la fatica: impone un’apertura mentale e una palestra d’umiltà indispensabili per la costruzione di un giovane atleta» prosegue Germanetto.

Il tecnico precisa poi: «Più sale il livello e più diventa difficile coniugare pista e montagna, ma in ambito giovanile andrebbe almeno valutata come possibilità. L’essenziale è sviluppare attività di endurance, dove poi la applico è relativo. Anzi, con la corsa in montagna vado ad ampliare la base motoria con esercitazioni di forza e propriocezione, certamente meno stressanti della continua reiterazione di sollecitazioni lattacide su pista».

Gli allenamenti della corsa in montagna che fanno bene a tutti i runner

«Inserire sollecitazioni tecniche tipiche della corsa in montagna – rincara Germanetto – può poi giovare anche alla routine d’allenamento dei podisti: il fartlek collinare risulta molto allenante da due punti di vista: metabolico e biomeccanico. Grazie ai cambi di ritmo e di fondo, non sai a priori se quando scattano il recupero o la prova veloce ti troverai in salita o in discesa ed è molto allenante anche per la propriocezione.» Pronti a provare?

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Per aspera…”, di Francesca Grana, pubblicato su Correre n. 429, luglio 2020 (in edicola da inizio mese), alle pagine 84-87.

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