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A lezione di stile con Orlando Pizzolato

Dicono che correre sia il gesto sportivo più semplice da eseguire: un passo dopo l’altro, non comporta alcun impegno tecnico o di concentrazione. Naturale come camminare, eppure…

Eppure potrebbe non essere sufficiente, o meglio non adeguato, correre così come ci verrebbe spontaneo fare. Soprattutto se la corsa diventa una pratica agonistica, o se nella corsa si ricerca efficienza prestativa.
Ci sono atleti (pochi eletti!) che corrono bene anche senza pensarci, altri che invece, pur di ottimo livello, corrono proprio male.

Spesso sono proprio questi ultimi a essere presi come riferimento dai podisti, consolandosi col fatto che anche sfoggiando una pessima tecnica di corsa si può ambire alla Nazionale.

Capovolgiamo allora la questione: quanto più forte o quanto più a lungo potrebbe correre un podista, se migliorasse il proprio stile di corsa?. Ce lo spiega, su Correre di marzo, Orlando Pizzolato con le sue lezioni di stile.

La tecnica di corsa è un aspetto niente affatto trascurabile, visto che incide parecchio sulla prestazione, più dell’alimentazione, delle scarpe e dell’abbigliamento messi insieme. Ecco quindi che Pizzolato ci illustra come migliorare la tecnica per risparmiare energia concentrandosi anche sull’apertura dell’anca e sulla mobilità della caviglia dimostrandoci che per correre forte non ci vuole soltanto una “grande cilindrata”, ma anche un telaio in grado di assecondare la potenza che il motore può esprimere. E’ una buona notizia: ogni podista ha quindi un discreto margine di miglioramento.