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A Cardiff: trionfa il Kenya, Veronica Inglese migliore fra le azzurre

26 Marzo, 2016

Trionfo del Kenya alla 25ma edizione dei Campionati del Mondo di Mezza Maratona di Cardiff in una giornata caratterizzata dal vento e dalla pioggia. Vincono Geoffrey Kamworor con un eccellente 59’10” nonostante una caduta in partenza nella gara maschile e Peres Jepchirchir in 1:07’31” nella gara femminile. Bedan Karoki vince l’argento in 59’36” mentre Mo Farah precede in volata l’etiope Abayneh Ayele nella lotta per il terzo posto in 59’59”.

Buona prova della pugliese Veronica Inglese, sedicesima in 1:10’59”.

Gara maschile

Il gruppo di testa transita al 5 km in 14’10”. Kamworor e Karoki si alternano in testa nelle prime fasi della gara. Karoki continua ad imprimere un ritmo molto sostenuto passando al 10 km in 27’59”. Farah transita con cinque secondi di svantaggio ma ancora in tabella di marcia per battere il record europeo (59’32” stabilito a Lisbona nel 2015). Al 15 km rimangono soli in testa Kamworor e Karoki che si alternano al comando transitando in 41’41” (con una frazione di 5 km tra il 10 e il 15 km in 13’41”). Negli ultimi 5 km le condizioni peggiorano a causa del vento e del diluvio ma Kamworor non si lascia intimorire e piazza l’allungo decisivo al 20 km (passaggio in 56’05”).

Kamworor stacca Karoki di 8 secondi andando a vincere in 59’10”, solo due secondi più lento al tempo con il quale si impose a Copenhagen. Kamworor ha vinto anche il titolo mondiale di cross a Guiyang 2015 battendo Bedan Karoki, qui ancora una volta secondo classificato e l’argento ai Mondiali di Pechino sui 10000 metri dietro a Mo Farah. il secondo titolo mondiale di mezza maratona consecutivo due anni dopo il successo di Copenhagen. Con il 59’10” ottenuto nella capitale gallese Kamworor realizza la terza migliore prestazione mai realizzata in questa manifestazione dopo il 58’59” di Zersenay Tadese a Udine 2007 e il 59’08” dello stesso Kamworor a Copenhagen 2014.

Kamworor è il primo atleta in grado di vincere due edizioni consecutive dei Mondiali di Mezza Maratona dalla doppietta di Zersenay Tadese nel 2008 e nel 2009. Mo Farah, staccato di 22 secondi rispetto a Kamworor e Karoki al 15 km quando si trovava in sesta posizione, rimonta posizioni negli ultimi 5 km e lotta per il terzo posto con il terzo keniano Simon Cheprot, Abayneh Ayele e Tamirat Tola (vincitore dell’ultima Boclassic di Bolzano). Farah stabilisce la migliore prestazione europea all-time al passaggio al 15 km con 42’03”.

Farah vince il bronzo precedendo Abayneh Ayele con lo stesso tempo di 59’59”, mentre Tamirat Tola è quinto in 1h00’06”.

Stefano La Rosa chiude la sua prova in 25ma posizione in 1:04’05” (passaggi 14’49” al 5 km, 29’40” al 10 km, 44’38” al 15 km e 1h00’33” al 20 km).

Il Kenya ha vinto la classifica a squadre davanti all’Etiopia e all’Eritrea. La Gran Bretagna guidata da Farah è stata la prima nazione europea in quarta posizione.

Gara femminile

Quattordici atlete transitano nel gruppo di testa al 5 km in 16’31”. Ne fanno parte tra le altre Peres Jepchirchir, Cynthia Limo, Mary Wacera, Netsanet Gudeta, Genet Yalew, Gladys Chesir e Pascalia Chepkorir Kipkoech. Al passaggio ai 10 km (32’34” ad un ritmo da 1h08’) il gruppo di testa si dimezza e rimangono in sette (cinque keniane e due etiopi). Il gruppo di testa fa registrare la frazione di 5 km più veloce della gara tra il 10 e il 15 km cronometrata in 15’40”. Pascalia Kipkoech è l’unica a cedere terreno.

Negli ultimi 5 km il quintetto di testa incomincia a disgregarsi. A poco a poco cedono terreno Chesir, Yalew e Gudeta. Jepchirchir e Limo rimangono da sole in testa transitando al 20 km in 1h04’13” con un vantaggio di sei secondi nei confronti su Mary Wacera, seconda due anni fa a Copenhagen. A 500 metri dalla fine si giocano la vittoria finale Limo e Jepchirchir. Limo, terza di sempre con l’eccellente 1h06’04” realizzato a Ras Al Khaimah lo scorso Febbraio, è la prima a provare l’allungo ma Jepchirchir reagisce con un contrattacco e si aggiudica la gara allo sprint con tre secondi di vantaggio in 1h07’31”.

Jepchirchir viene abbracciata al traguardo dal manager italiano Gianni Demadonna. Gudeta è stata la prima etiope in quarta posizione in 1h08’01” con quattordici secondi di vantaggio sulla connazionale Yalew.

La barlettana Veronica Inglese é stata la migliore delle italiane in sedicesima posizione in 1h10’59” ( a due secondi dal record personale) dopo una gara coraggiosa ad un solo secondo dalla quotata statunitense Sara Hall (quindicesima al traguardo). Inglese è transitata in 16’35” ai 5 km, in 33’25” ai 10 km, in 50’10” ai 15 km e in 1h07’17” al 20 km.

L’Italia è settima (primo paese europeo) nella classifica per nazioni grazie al 38° posto di Rosaria Console (1:13’45”), al 39° di Anna Incerti (1:14’00”), al 48° posto di Layla Soufiane (1:15’05”). Ritirata Silvia La Barbera poco dopo la metà gara.

Il Kenya ha vinto la competizione a squadre per la seconda edizione consecutiva e per la sesta volta nelle ultime otto edizioni precedendo l’Etiopia e il Giappone.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Geoffrey Kamworor: “E’ una grande vittoria che significa molto per la mia carriera. E’ stato difficile recuperare terreno dopo la caduta in partenza. Non vedo l’ora di poter correre sui 10000 metri in pista alle Olimpiadi di Rio. Questo successo mi dà la carica in vista dell’estate”.

Mo Farah: “Sono deluso perché avrei voluto vincere davanti al pubblico di casa che mi ha dato un grande sostegno ma ho dovuto confrontarmi con avversari molto forti. Al 10 km sono passati in 27’59”. Stavano andando davvero forte. Questo risultato é una grande spinta in vista delle Olimpiadi di Rio”.

Peres Jepchirchir: “Le condizioni erano difficili a causa del vento e della pioggia. Il percorso era ottimo ma ho fatto fatica nel tratto in salita. La vittoria mi dà fiducia in vista della stagione in pista dove cercherò di qualificarmi per i 10000 metri alle Olimpiadi”.

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