Mondiali mezza maratona: a Valencia tris di Kamworor e record del mondo “women-only” di Gudeta

Foto Iaaf
Di: Diego Sampaolo

Il keniano Geoffrey Kamworor e l’etiope Netsanet Kebede Gudeta hanno conquistato il titolo iridato al Campionato del Mondiale di mezza maratona di Valencia in una giornata condizionata dal vento.
Gudeta ha stabilito il record mondiale per le gare solo femminili con 1:06’11” e il record dei campionati precedendo di 43 secondi la keniana Joyciline Jepkosgei, detentrice delle migliori due prestazioni all-time in gare miste con pacemakers maschili ottenute a Praga con 1h04’51” e a Valencia 1h04’52 nel 2017. Il precedente primato in gare solo femminili era stato stabilito dall’olandese Lornah Kiplagat con 1:06’25” nell’edizione della rassegna iridata di Udine 2007. Gudeta ha migliorato di 1 minuto e 15 secondi il record personale stabilito a New Dehli lo scorso novembre.
L’altra keniana Pauline Kamulu ha vinto la medaglia di bronzo con 1:06’56” davanti alla forte rappresentante del Barhein Eunice Chumba (1:07’17”) e le etiopi Zeineba Yimer (1:08’07”) e Meseret Belete (1:08’09”).

La gara è andata secondo i piani. Non ho pensato al record ma soltanto alla vittoria”, ha dichiarato al traguardo Gudeta.
Nelle precedenti due edizioni di questa manifestazione la ventisettenne etiope aveva ottenuto il quarto posto a Cardiff 2016 e il sesto posto a Copenaghen 2014. Inoltre vinse il bronzo ai Mondiali di Cross di Guyang 2015. Oltre al successo individuale Kebede ha contribuito alla vittoria a squadre dell’Etiopia davanti al Kenya e al Barhein.
La veneziana Giovanna Epis si è classificata quarantesima migliorando il record personale da 1:13’02” a 1:12’27”, mentre la piemontese Sara Brogiato ha tagliato il traguardo abbassando a sua volta il record personale con 1:13’53”.

La tripletta di Kamworor

Kamworor ha vinto il terzo titolo mondiale consecutivo di mezza maratona della sua carriera in 1:00’02″ precedendo di venti secondi l’ex connazionale e ora portacolori del Barhein Abraham Cheroben, che partiva con il miglior tempo tra gli iscritti realizzato con 58’40” nella velocissima mezza maratona di Copenaghen dello scorso settembre. Kamworor è diventato il secondo atleta capace di imporsi tre volte in questa manifestazione dopo l’eritreo Zersenay Tadese, che trionfò nel 2006, 2007 e 2008. Oltre ai tre successi iridati nella mezza maratona Kamworor ha vinto due volte la medaglia d’oro ai Mondiali di corsa campestre, la maratona di New York nel novembre 2017 e ha stabilito il record personale sulla mezza con un eccellente 58’54”. Ai Mondiali in pista si è classificato secondo sui 10000 metri a Pechino 2015 e sesto sempre sulla stessa distanza a Londra 2017 in 26’57”77.

L’eritreo Aron Kifle si è aggiudicato la medaglia di bronzo con il record personale di 1:01’31” precedendo di due secondi il forte etiope Jemal Yimer, atleta accreditato di un personale di 59’00” stabilito a Ras Al Khaimah e di un eccellente quinto posto sui 10000 metri agli ultimi Mondiali di Londra in 26’56”11.

La gara maschile

Dopo una gara corsa ad un’andatura non particolarmente veloce anche a causa del forte vento nella quale il gruppo di testa è transitato al 15 km 44’13”, Kamworor ha sferrato l’attacco decisivo piazzando un parziale tra il 15 e il 20 km in un eccellente 13’01” (7’48” tra il 15 e il 18 km)
Lo svizzero Julien Wanders è stato autore di un’ottima gara classificandosi ottavo e primo degli europei in 1’01”03. Il ventiduenne ginevrino ha raccontato in una recente intervista con SPIKES dei suoi lunghi periodi di allenamento in Kenya con gli atleti degli altipiani. Il vincitore dell’ultima Maratona di Venezia Eyob Faniel Gebrehiwet si è classificato 37° migliorando di 12 secondi il record personale con 1’02’37”. L’atleta allenato da Ruggero Pertile aveva battuto il suo primato di recente correndo in 1:02’49” alla mezza maratona di Parigi dello scorso 4 marzo. Il ventitreenne livornese Lorenzo Dini ha concluso la gara in settantaquattresima posizione in 1:04’26”.

L’Etiopia si è aggiudicata la gara a squadre anche al maschile battendo il Kenya e il Barhein.
All’edizione spagnola hanno preso parte 288 atleti e gli oltre 14000 podisti che hanno dato vita alla mass race popolare. Le gare si sono svolte su un percorso affascinante diverso da quello dell’annuale Trinidad Alfonso Half Marathon con partenza e arrivo in una passerella sull’acqua nei pressi della Città delle Arti e delle Scienze, il modernissimo complesso progettato da Santiago Calatrava. I corridori hanno toccato tutti i luoghi simbolo della città spagnola come il Politecnico, il Palazzo della Musica, il Museo di Belle Arti, il Giardino botanico, l’Instituto Valenciano de Arte Moderno, Torres de Serranos, il giardino la Glorieta e Parco Gulliver.

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