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Maratona di Tokyo - Salpeter

Tokyo marathon a Legese e Salpeter

Lonah Salpeter con il marito e allenatore Dan
Di: Diego Sampaolo
Birhanuu Legese vince a Tokyo per il secondo anno consecutivo, Lonah Salpeter sesta donna di sempre con 2h17’45″, record del percorso e primato personale. In diciassette al di sotto delle 2h08’

L’etiope Birhanuu Legese ha vinto la maratona di Tokyo per il secondo anno consecutivo fermando il cronometro in un ottimo 2h04’15”. L’israeliana Lonah Salpeter ha demolito il record del percorso di oltre due minuti con un eccellente 2h17’45” migliorandosi rispetto al precedente record personale di 2h19’46” stabilito a Praga lo scorso Maggio. La top runner di origini keniane ma israeliana per matrimonio è salita al sesto posto delle liste mondiali all-time. 

La Maratona di Tokyo fa parte delle World Athletics Platinum Label Racesed è una delle sei classiche del circuito World Marathon Majors. 

Legese ha mancato di 18 secondi il record del percorso detenuto dal keniano Wilson Kipsang. La maratona della capitale nipponica ha fatto registrare un livello straordinario con ben 17 atleti al di sotto della barriera delle 2h08’ (tra questi addirittura dieci giapponesi). Il giapponese Suguru Osako si è classificato al quarto posto migliorando il record nazionale di 21 secondi con 2h05’29” e si è qualificato per le Olimpiadi in programma la prossima estate a Sapporo. Osako aveva corso in 2h05’50” a Chicago nel 2018. Tre altri atleti giapponesi si sono classificati ai primi dieci posti: Ryu Takaku (ottavo in 2h06’45”), Daisuke Okado (nono in 2h06’54”) e Toshiki Sadakata (decimo in 2h07’05”). 

La gara maschile è partita a ritmi molto veloci con passaggi di 14’32” al 5 km, 29’12” al 10 km e 15 km in 43’58”. Sedici atleti erano ancora nel gruppo di testa al 20 km (passaggio in 58’40”). La gara è entrata nel vivo al 25 km quando sono rimasti soltanto i tre etiopi Sisay Lemma, Birhanu Legese e Mengstu Asefa oltre al pacemaker.

La lepre è uscita di scena al 30 km e i tre atleti al comando hanno proseguito insieme per altri 5 km. Mengstu è stato il primo a perdere il terreno al 35 km. 

Legese ha lanciato l’attacco decisivo staccando Lemma al 38 km e si è involato verso il successo in 2h04’15”, prestazione più veloce di 33 secondi rispetto al tempo della passata edizione. Legese vanta un personale di 2h02’48” realizzato a Berlino nel 2018. 

“Le condizioni climatiche erano migliori rispetto all’anno scorso. Per fortuna non pioveva. Ho realizzato un buon tempo. Avrei potuto correre più velocemente ma c’era vento lungo il percorso”, ha dichiarato Legese. 

Il belga Bashir Abdi ha rimontato superando Lemma nei chilometri conclusivi e ha tagliato il traguardo in 2h04’49”, tempo che migliora il suo record nazionale. Abdi è il secondo atleta europeo della storia in grado di scendere al di sotto delle 2h05’ dopo ii turco Kaan Kigen Ozbilen, che detiene l’attuale primato continentale con 2h04’16” stabilito lo scorso Dicembre a Valencia. 

Lemma ha completato il podio in 2h04’51” precedendo Suguru Osako (2h05’29”), Bedan Karoki (2h06’15”) e . Mengstu ha ceduto nel finale concludendo al settimo posto in 2h06’23”. 

Lonah Salpeter ha dominato la gara femminile in 2h17’45” migliorando il precedente primato della manifestazione detenuto dalla keniana Sarah Chepchirchir con 2h19’47”. La campionessa europea dei 10000 metri di Berlino 2018 ha staccato l’etiope Birhane Dibaba al 35 km e ha preso un vantaggio di 50 secondi nei successivi sette chilometri. Salpeter diventa la seconda maratoneta più veloce di sempre dopo la britannica Paula Radcliffe (2h15’25” stabilito nel 2003). Salpeter è la settima atleta della storia a scendere sotto la barriera delle 2h18’. 

Dibaba è scesa a sua volta al di sotto del precedente primato della manifestazione con 2h18’35” precedendo la connazionale Asefa Kebede (2h20’30”), la keniana Sally Chepyego (2h21’42”) e l’etiope Tigist Girma (2h21’56”). L’etiope Senbere Teferi ha corso nel gruppo di testa ma ha ceduto nella seconda metà gara chiudendo al settimo posto in 2h25’22”. 

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