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Foto Giancarlo Colombo

Manuela Levorato, la Principessa di Dolo

C’è modo e modo di chiudere una luminosa carriera. Manuela Levorato ne ha scelta una davvero singolare: a luglio diverrà mamma per la seconda volta, ma di due gemelle. La prima figlia, Giulia 6 anni, è già al corrente di tutto e pare sia felice, come lo è il suo compagno e i suoi genitori che, come si dice in gergo, sprizzano gioia da tutti i pori.

Con la Principessa di Dolo abbiamo ripercorso attimi della sua lunga carriera, iniziata tardissimo, visto che prima dei 17 anni di atletica non ne masticava. E pensare che Manuela batteva tutti i compagni di scuola (maschi compresi) in qualsiasi disciplina sportiva, ma nessuno le consigliò di fare sport agonistico.
Non parliamo poi delle gare di corsa, non li vedeva neppure.

L’approdo alla Libertas Atl. del Brenta, sodalizio dove ora riveste la carica di vicepresidente, fu una sorta di conseguenza logica, così come l’esordio nei 60 indoor chiuso in 7”61, oppure il 12”21 realizzato la prima volta che corse i 100 metri.

Manuela è sempre stata un’atleta con un carattere non facile, tipico dei grandi campioni. Chi scrive non si stancherà mai di sostenere di avere conosciuto nel loro massimo splendore i vari Alberto Cova o Francesco Panetta che non erano di certo degli zuccherini, terminata la loro vita sportiva, sono persone simpaticissime. Giusto fare questo inciso, poiché anche Manuela ha sempre avuto il suo bel caratterino, che ha plasmato nel corso degli anni, divenendo ora una dolcissima mammina.

La velocista azzurra ha avuto come allenatori personaggi del calibro di Mario Del Giudice, Roberto Frinolli e per pochi mesi Francesco Uguagliati. Agli Europei di Monaco 2002 tornò a casa con due splendide e luccicanti medaglie di bronzo nei 100 e 200 e fu capace di tenere testa a un cospicuo numero di giornalisti italiani che durante la settimana massacrarono con le loro domande sia la dirigenza che il CT Roberto Frinolli.
Manuela con tranquillità rispondeva agli interrogativi, senza mai inalberarsi, con calma e serenità. Completamente diversa da quando, molto più giovane e inesperta, era incappata in qualche scivolone.

Da velocista di razza detiene i primati italiani dei 100 con 11”14 realizzato al meeting di Losanna nel 2001 e nei 200 con uno strepitoso 22”60 (quarti di finale dei mondiali di Siviglia 1999).

Non chiedetele chi vede come sua erede. “Qualche anno fa vedevo bene Vincenza Calì” poi si è fermata….Chi scrive vorrebbe indicare un nome ma sembra compito assai arduo.

Professionista in tutti i sensi, accasata con l’Aeronautica che non si stanca mai di ringraziare, spende parole buone per dirigenti del nostro sport come Anselmo Di Michele o Franco Angelotti, due persone che l’hanno sempre seguita, consigliata, aiutata e amata nel corso di tanti anni di agonismo.

Due sono stati gli atleti che l’hanno favorevolmente colpita per la loro professionalità. Tra le donne Fiona May e in campo maschile Fabrizio Mori. “Loro stavano terminando la loro carriera, io ero sbocciata da poco. Li ho visti nei raduni, ho seguito le loro gare, dove davano il massimo, l’atletica era tutto, la loro vita, così come lo è stato per me.

Record italiani e maglie azzurre (33) a parte, Manuela ha nei suoi ricordi, uno spazio tutto per il primato italiano, il primo, stabilito a Vigevano nel 1998 nei 200 in 22”86. C’era da cancellare un annoso primato, quella di Marisa Masullo, la signora con 79 presenze in nazionale, record tuttora imbattuto. Quel giorno c’era molto vento contrario, le malelingue dissero che Eolo aveva accolto le preghiere di Marisa….

C’è pure una Manuela che nulla a che vedere con l’agonismo, poiché la signora di Dolo ha un fisico di un certo interesse che non passa inosservato. I testi sacri dell’atletica recitano alta 1,80m. con i capelli biondi come il grano, la si può vedere molto spesso in tv. Prima di approdare alla trasmissione “Quelli che il calcio” di quest’anno è stata protagonista del Carnevale veneziano travestendosi da Colombina, l’anno successivo l’incombenza è toccata a Federica Pellegrini.
Tornando al calcio, Manuela segue dagli studi Rai di Corso Sempione a Milano le evoluzioni del Chievo, lei che si è sempre dichiarata in primis tifosa del Milan.

Manuela è una divoratrice di libri, ama scrittori come Margaret Mazzantini, in questo periodo non disdegna i thriller. Per chi non lo sapesse l’ex velocista azzurra è pure un’ottima cuoca. “Certo – ci ha ribadito amo moltissimo cucinare. La mia specialità è il risotto al radicchio con salsiccia”.

Lascia senza rimpianti avendo dato tutto: “è stato un lungo viaggio durato 18 anni, una lezione di vita, senza prezzo e perché no ricca di soddisfazioni”. Ci mancherà il suo sorriso e la sua vitalità sulle piste italiane.

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