L’Italia vince l’Europeo a squadre

L’Italia vince l’Europeo a squadre

26 Giugno, 2023

Primo successo italiano nella storia dei Campionati europei a squadre. Sette i successi individuali per la squadra azzurra: Samuele Ceccarelli (100 m piani), Nadia Battocletti (5.000 m), Alessandro Sibilio (400 hs), Gianmarco Tamberi (alto), Tobia Bocchi (triplo), Zane Weir (peso) e Sara Fantini (martello). 

Per la prima volta nella storia l’Italia vince il Campionato europeo a squadre, davanti alla Polonia e Germania.  

Questa la classifica:  

1. Italia 426,5 punti, 
2. Polonia 402,5, 
3. Germania 387,5 
4. Spagna, 352 
5. Gran Bretagna, 341. 

Delle 16 partecipanti alla “Division 1” (la “serie A”) occupano gli ultimi tre posti (quelli che significano retrocessione in Division 2): il Belgio (14°), la Turchia (15ª) e la Norvegia (16ª).

Una prova collettiva di grande spirito di squadra, quella mostrata dalla formazione mandata in campo dal direttore tecnico Antonio La Torre, dove gli azzurri hanno conquistato 7 medaglie d’oro, 6 d’argento e 3 di bronzo.

Foto: Francesca Grana/FIDAL

Le 7 vittorie

Sette successi individuali per la squadra azzurra: Nadia Battocletti (5.000 m), Sara Fantini (martello), Samuele Ceccarelli (100 m piani), Alessandro Sibilio (400 hs), Tobia Bocchi (triplo), Gianmarco Tamberi (alto) e Zane Weir (peso).

100 m uomini – Samuele Ceccarelli non fa sentire l’assenza di Marcell Jacobs e vince in 10”13 (vento +0,6) davanti di un centesimo all’olandese Bouji (10”14), e di tre centesimi al britannico Azu (10”16).

5.000 m donne – Nadia Battocletti arriva in Polonia un giorno dopo il resto della spedizione per un esame universitario da sostenere (voto: 28!), entra in pista il primo giorno e vince dominando i 5.000 m con una progressione finale di 300 metri irresistibili. La trentina taglia per prima il traguardo in 15’25”09, con un “mille” finale in 2’50” e un ultimo giro in meno di 60 secondi. Una sicurezza per la squadra azzurra.

400 a ostacoli uomini – Chorzow ci ha confermato l’eccellente e ritrovata condizione di Alessandro Sibilio, che ha dominato i 400 metri a ostacoli in 48”14, migliore anche del già sorprendente 48”23 fermato il 10 giugno. Il ritorno di Sibilio alla condizione della finale olimpica 2021, dopo un travagliato 2022, è una delle notizie più importanti di questa prima parte di stagione estiva 2023. «Sono soddisfatto “50 e 50”. Oggi bisognava portare 16 punti all’Italia e l’ho fatto. Ma non posso fare questi errori tecnici, non sono un amatore ma un professionista. Sono arrabbiato con me stesso.» 

Alto uominiGianmarco Tamberi si era unito all’ultimo alla spedizione azzurra prendendo il posto di Sottile. Da vero capitano ha affrontato il debutto 2023 (aveva scelto di non disputare le indoor) direttamente nella gara più importante prima dei Mondiali, vincendo con 2,29 m e tentando invano i 2,34 m a gara già in tasca. È stata la prima uscita del campione olimpico con il nuovo allenatore: Giulio Ciotti.

Triplo uomini – Altro atleta che il 2023 ci sta facendo ritrovare è Tobia Bocchi, vincitore del triplo con 16,84 m (+0.5 m/s), ottenuto al terzo salto dopo un’eccellente progressione: 16,48 m poi 16,78 e 16,84 al terzo salto.

Foto: Francesca Grana/FIDAL

Peso uomini – In pedana entra uno Zane Weir al top, primo con 21,59 m, misura di livello mondiale. Il lancio buono è il secondo, ma anche i due finali sono oltre i 21 metri (21,02 e 21,22 m). Weir precede il britannico Lincoln (21,10 m) e il polacco Haratyk (20,89 m).

Martello donne – Il primo successo azzurro del Campionato europeo a squadre lo firma Sara Fantini con un lancio finale di 73,26 m. L’emiliana piazza subito una misura da leader (73,02 m), e gestisce poi, nelle prove successive (72,31; n; n; 70,63), il tentativo di ritorno delle avversarie. Nel sesto e conclusivo turno aggiunge 24 centimetri piazzando il 73,26 m che vale il primo posto. 

Foto: Francesca Grana/FIDAL

I 6 secondi posti

400 a ostacoli donne – Grande prova di Ayomide Folorunso, seconda con un eccellente 54”79 dietro alla tedesca Carolina Krafzik (54”47) e davanti all’olandese Peeters (54”97).

Lungo donne – Larissa Iapichino atterra subito e per due volte alla misura che le dà il secondo posto: 6,66 con vento nullo. La supera la francese Hilary Kpatcha, capace del 6,75 m che le darà la vittoria mentre al terzo posto si piazza la spagnola Diame (6,56 m). Qui matura uno dei flop della Polonia (diretto avversario dell’Italia per la vittoria finale): il quattordicesimo posto della Bokun (6,03 m), che a poche gare dalla fine rende sempre più vicina la vittoria dell’Italia.

Lungo uomini – Solo il campione olimpico, il greco Miltiadis Tentoglou, con la miglior prestazione europea dell’anno (8,34, vento -1,6 m/s) riesce a precedere Mattia Furlani, che atterra a 7,97 m (-0.4 m/s). «Fa un effetto incredibile essere in mezzo ai grandi – racconta il talento diciottenne di alto e lungo -: questo secondo posto è un sogno. Fino a un anno fa li guardavo da casa, ora sono qui a saltare con loro, è veramente un gran tassello di esperienza». 

Triplo donne – I salti in estensione parlano italiano anche nel triplo: alla vittoria di Tobia Bocchi si aggiunge il secondo posto di Ottavia Cestonaro con un 14,09 m (vento -0.3 m/s) superato solo dalla turca Tugba Danismaz, capace di un 14,16 m (-0.2), record nazionale. Grande prova di efficienza per la veneta, la cui serie è davvero positiva (14,03; 14,09; 13,96; n; 13,90; 13,87).

Disco donne – Un altro capolavoro arriva dalla pedana del disco: Daisy Osakue abbatte ancora il muro dei 64 metri (64,35), sfiora il suo recente record italiano (64,57 l’undici giugno a Pietrasanta), ma soprattutto conquista con i denti un importantissimo secondo posto. Una delle migliori gare in carriera: tre volte sopra i 60 metri (serie: 60,22; n; n; 61,37; n; 64,35) e una presenza agonistica davvero da ricordare.

4×100 uomini – Un infortunio occorso in fase di riscaldamento a Fausto Desalu scombina i piani della staffetta 4×100 azzurra a pochi minuti dal colpo di pistola. Al posto del componente il quartetto d’oro a Tokyo, viene così schierato l’esordiente Marco Ricci, direttamente in terza frazione (con Lorenzo Patta, Samuele Ceccarelli e Filippo Tortu). Gli azzurri, seppure in emergenza (e con Ceccarelli già chiamato all’esordio in quartetto in seconda frazione) sono terzi sul traguardo in 38”47 alle spalle della Germania (38”34) e della Gran Bretagna (38”44) e diventano secondi dopo la squalifica dei britannici.

I 3 terzi posti

200 m uomini – Terzo posto per Filippo Tortu, che chiude in 20”61 (vento -1.3), alle spalle del francese Zeze (20”29) e del polacco Komanski (20”50).

5.000 m uomini – Come già nella Coppa Europa dei 10.000 m di Pacé (3 giugno), Yeman Crippa ha provato a impostare un ritmo selettivo, ma non ha trovato collaborazione. Nella bagarre che si scatena a 500 metri dall’arrivo lo spagnolo Thierry Ndikumwenayo (13’25”48) vince davanti allo svedese Andreas Almgren (13’25”70) Crippa, rimasto staccato nel cambio di ritmo, è terzo in 13’34”29, posizione che assume ancora più valore in relazione all’ottavo posto del polacco Gos, avversario diretto per la classifica.

110 a ostacoli – Gran bella gara di Hassane Fofana, terzo al traguardo in 13”47 (+0.4 m/s) nella gara vinta dal sempre più forte svizzero Jason Joseph (13”12) davanti allo spagnolo Llopis che lotta con Fofana (13”44) fino al tuffo finale sul traguardo.

Il commento di Stefano Mei, presidente Fidal 

«Questa giornata è qualcosa di ‘sconvolgente’! Da atleta sono stato abituato a salvarmi all’ultima gara in Coppa Europa, invece negli ultimi due anni siamo stati secondi nel 2021 e stavolta abbiamo stravinto. Devo ringraziare i ragazzi dal primo all’ultimo, tutti hanno dato il massimo e hanno cercato quel punticino in più che potevano raccogliere. L’emblema è Anna Bongiorni che si ferma a raccogliere il testimone dopo che era caduto. Il mio pensiero va a Bruno Zauli, che questo evento l’ha inventato: oggi abbiamo reso omaggio a un grande uomo e un grande presidente. I nostri ragazzi meritano l’attenzione di tutto il mondo, non soltanto dell’Europa. Questo è il risultato del lavoro quotidiano delle società sul territorio: sono loro a scoprire e far crescere questi talenti, che poi diventano campioni. In questi due anni e mezzo i risultati sono stati straordinari, i ragazzi non smettono mai di sorprendermi. Ora ci aspettano i Mondiali di Budapest, poi gli Europei di Roma, quindi le Olimpiadi di Parigi: sono convinto che saremo bravissimi anche in queste occasioni.»

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