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Giuliano e Nadia Battocletti, che coppia!

Giuliano e Nadia Battocletti, che coppia!

13 Dicembre, 2021
Foto Giancarlo Colombo

Dopo due titoli consecutivi da under20, a Dublino Nadia Battocletti si laurea campionessa d’Europa under23. L’ennesimo successo costruito insieme a papà Giuliano, suo allenatore.

Una coppia decisamente vincente. Eppure, a parlare per loro due non ci sono solo i risultati (e che risultati…), c’è di più. Vedendoli alle gare traspare tutta la poesia del loro legame. Un rapporto che non riguarda solamente l’atletica. Giuliano e Nadia Battocletti, allenatore e atleta, ancor di più padre e figlia. L’intesa e la complicità dei due la si vede dagli sguardi o dai cenni più che dalle parole. Poche, anzi pochissime, quelle che si scambiano prima di una gara. La forza e la genuinità del filo che li unisce la si percepisce dalle indicazioni, urlate a squarciagola e in maniera concitata, da Giuliano alla figlia nei momenti chiave della competizione. Poi, terminata la prova agonistica tutto si quieta, tornando a essere com’era prima. La coppia allenatore-atleta si dà appuntamento al giorno dopo, all’allenamento successivo. I due tornano a essere, semplicemente, papà e figlia. 

Sono molti i fattori che hanno portato Nadia Battocletti nelle ultime stagioni ad affermarsi come una tra le migliori mezzofondiste continentali: il suo talento cristallino (ricordiamo sempre che è doppiamente figlia d’arte: la madre, Jawhara Saddougui, è stata un’ottocentista marocchina di livello nazionale), un atteggiamento mentale vincente, tipico di chi non si accontenta mai, ma anche la crescita graduale, opera di Giuliano, finalizzata a raggiungere i massimi livelli da “adulta” e non nelle categorie giovanili, e ancora il rapporto tra i due, capace di far crescere Nadia in tutti i sensi: atleticamente e mentalmente.

Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
Giuliano Battocletti, un cavallo di razza

Nel panorama dell’atletica non dovrebbe avere bisogno di presentazioni. Qua ci limitiamo a ricordare succintamente il suo spessore atletico. Nato a Clès (Trento) l’1 agosto 1975, Giuliano Battocletti si afferma come “cavallo di razza” fin dalla categoria juniores. Nel 1993 esordisce ai campionati del mondo di categoria nei 5.000 m dove finisce al 10° posto e l’anno successivo a Lisbona è medaglia di bronzo in 13’51”16 dietro un certo Daniel Komen (campione mondiale dei 5.000 m ad Atene ’97 e tutt’ora primatista mondiale dei 3.000 m: 7’20”67, Rieti 1996) e l’etiope Habte Jifar. Ottimo crossista, sono diverse le sue presenze in nazionale. Nel 1998, ai Campionati europei di Ferrara, concorre col suo 7° posto a far vincere l’oro a squadre all’Italia. 

Atleta polivalente riesce a esprimere il suo talento anche su strada, almeno fino alla mezza maratona dove sigla uno straordinario 1:00’47” a Udine nel 2002. In maratona, invece, dove pure vanta un buon 2:11’59” corso a Milano nel 2005, non è mai riuscito a esprimere appieno il proprio talento. Diciassette maglie azzurre e 6 titoli nazionali divisi tra pista (10.000 m, 2005), strada (entrambi sulla mezza maratona: 2002 e 2007) e cross (2003, 2004 e 2007). 

Come nasce il Giuliano allenatore? 

«Diciamo che la mia attività come allenatore è stata piuttosto casuale se vogliamo, o meglio: mi sono trovato a farlo poiché mosso dalla necessità di seguire Nadia. All’inizio avevo un po’ di timori nei confronti dell’ambiente ma poi ha prevalso la fiducia reciproca. Sinceramente, credo che la forza del nostro rapporto si basi sul fatto che io mi preoccupo esclusivamente del suo bene a livello atletico. Lei è a conoscenza e percepisce le mie intenzioni quindi si fida ciecamente di quello che le propongo. Nadia dal canto suo è molto brava a comunicarmi le sue sensazioni, le cose che vanno bene e quelle che potrebbero andare meglio.»

Giuliano e Nadia Battocletti tra i due ruoli

Siamo una coppia che funziona dal punto di vista atletico. A tutti coloro che mi chiedono come possano coesistere i due tipi di rapporto, allenatore-atleta e padre-figlia, rispondo che le cose avvengono in maniera molto più naturale di quello che si possa credere. I ruoli sono piuttosto netti e definiti. Quando si è al campo, in gara o allenamento che sia, il nostro rapporto è quello che c’è tra tutti gli atleti e il loro allenatore, senza perdere di obiettività (sia da parte mia sia da parte di Nadia). Negli altri frangenti della vita ordinaria, invece, siamo come tutte le altre persone.»

Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
Giuliano e Nadia Battocletti: un inizio molto graduale

Uno dei grandi meriti di Giuliano è stato senz’altro quello di aver fatto crescere molto gradualmente il talento della figlia, evitando allori troppo precoci quanto poco gloriosi: «Nadia da cadetta si allenava pochissimo, due o tre volte a settimana. Spesso la vedevo correre al parco o arrampicarsi sugli alberi mentre giocava con le amiche. Quando mi accorgevo che faceva tutta quell’attività fisica anche se era previsto l’allenamento glielo facevo saltare. All’inizio l’atletica era solo un gioco. Poi da allieva ha cominciato ad allenarsi a giorni alterni e da junior due giorni di corsa e uno di riposo. Solo dal secondo anno junior ha iniziato a correre tutti i giorni. Sintetizzando possiamo dire che la sua attività giovanile è stata molto leggera. Adesso, invece, si allena a pieno regime ma sempre senza esagerare. Ad esempio, d’inverno corre intorno ai 120 km settimanali con punte di 140. D’estate, invece, con le gare scende attorno ai 90. È chiaro, i chilometri non sono tutto, conta anche la qualità».

Giuliano e Nadia Battocletti: la giornata tipo 

«Nadia corre molto presto la mattina. L’impegno universitario le porta via molto tempo, quindi deve ottimizzarlo al massimo. Io riesco sempre a organizzarmi col lavoro in modo tale da seguirla sempre, anche al mattino, pur se deve fare una semplice uscita di corsa. Anzi, quelle occasioni sono fondamentali perché ci consentono di lavorare molto sulla cura del gesto tecnico. Nelle prime ore della giornata Nadia non fa solo fondo lento, ma svolge anche allenamenti aerobici o salite. In più, soprattutto durante il periodo invernale, preferisco farla correre sull’erba. Abbiamo la fortuna di poter utilizzare gli spazi del Dolomiti Golf Club di Sarnonico, a un chilometro da Cavareno. Del resto per correre non servono molte strutture e noi, abitando in Trentino, abbiamo un po’ tutto quello di cui necessitiamo sotto casa. Gli allenamenti in pista, invece, li svolge sempre la sera, al termine della giornata universitaria o di studio a casa.»

Nadia Battocletti: il futuro visto da papà Giuliano

«È sempre difficile quantificare in termini cronometrici i miglioramenti, anche perché non sappiamo come si evolveranno le situazioni nei prossimi anni. Posso solo dire che già ora Nadia, in un meeting tirato, potrebbe correre attorno i 14’30”. Per quello che riguarda gli eventi credo che potrebbe realizzare diversi primati italiani dai 1.500 ai 10.000 m, il suo è davvero un talento cristallino.»

Non resta che dare tempo al tempo e continuare a far lavorare questa splendida coppia. Di certo il prossimo futuro è loro.

Questa intervista è un estratto del servizio completo pubblicato su Correre di dicembre 2021 alle pagine 84-87

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