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Doppio record italiano delle staffette 4×100 ai Mondiali di Doha

Di: Diego Sampaolo

L’atletica italiana ha festeggiato il doppio record italiano delle staffette 4×100 azzurre nell’ottava giornata dei Mondiali al Khalifa International Stadium di Doha.

Prima la staffetta 4×100 femminile composta da Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Irene Siragusa hanno tagliato il traguardo in sesta posizione fermando il cronometro in 42”90 qualificandosi per la finale in programma sabato e guadagnandosi direttamente il pass per le Olimpiadi di Tokyo. Pochi minuti dopo è arrivata la squalifica del Brasile che ha spalancato alle azzurre l’accesso alla finale. Il vecchio record di 43”04 detenuto da Anita Pistone, Vincenza Calì, Giulia Arcioni e Audrey Alloh dalla Coppa Europa di Annecy del Giugno 2008 è stato migliorato di 14 centesimi di secondo. Il miglior tempo delle batterie è stato realizzato dalla Giamaica (Natalliah Whyte, Shelly Ann Fraser Pryce, Jonielle Smith e Natasha Morrison), che ha fatto segnare 42”11 precedendo la Gran Bretagna (42”25) nella batteria delle azzurre.

 

Malgrado l’assenza di Eseosa Desalu, che ha dovuto rinunciare per un problema al retto femorale dopo le batterie dei 200 metri, la 4×100 maschile composta da Federico Cattaneo, Marcell Jacobs, Davide Manenti e Filippo Tortu si è classificata quarta in 38”11 polverizzando il precedente primato italiano stabilito nel 2010 da Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Maurizio Checcucci in occasione della medaglia d’argento agli Europei di Barcellona vinta in 38”17 alle spalle della Francia. Purtroppo il record non è bastato agli azzurri per entrare in finale. Al termine delle due semifinali gli azzurri hanno terminato al decimo posto

La semifinale degli azzurri è stata vinta dai campioni in carica della Gran Bretagna (Adam Gemili, Zharnel Hughes, Richard Kilty e Nethaneel Mitchell Blake) in 37”56 davanti al Brasile (37”90) e dagli Stati Uniti (38”03). L’Italia ha presentato il ricorso per un presunto cambio fuori settore tra il terzo e quarto cambio ma la protesta della Federazione italiana non è stata accolta. Addirittura sei staffette hanno corso sotto i 38 secondi nella seconda semifinale. Il Sudafrica (Thando Dlolo, Simon Magakwe, Clarence Munyai, Akani Simbine) ha fermato il cronometro in 37”65 battendo il Giappone (37”78), la Cina (37”79), la Francia (37”88) e l’Olanda (37”91).

Finale dei 3000 siepi: Kipruto batte Girma per un centesimo di secondo

Nella finale di mezzofondo della serata Il campione olimpico e mondiale Conseslus Kipruto ha bissato il trionfo di Londra 2017 battendo l’etiope Lemecha Girma per appena un centesimo di secondo in 8’01”35 in uno sprint mozzafiato. Il marocchino Soufiane El Bakkali si è aggiudicato la medaglia di bronzo in 8’03”76 due anni dopo l’argento conquistato ai Mondiali di Londra 2017.

Cheruyot e Lewandowski vincono le semifinali dei 1500 metri

Timothy Cheruiyot si è aggiudicato la prima semifinale in 3’36”53 precedendo allo sprint il campione olimpico di Londra 2012 Taoufik Makloufi, il britannico Neil Gouley e lo statunitense Craig Engels, accreditati dello stesso tempo d 3’36”69.

La seconda semifinale corsa su ritmi molto simili ha visto il successo del polacco Marcin Lewandowski in 3’36”50 davanti al keniano Ronald Kwemoi (3’36”53) e a Ronald Kwemoi (3’36”58). Tre britannici (Josh Kerr, Neil Gouley e Jake Wightman) si sono qualificati per la finale, così come il campione olimpico statunitense Matt Centrowitz. Filip Ingebrigtsen è stato il secondo degli esclusi dalla finale.

Trionfo di Barshim nel salto in alto, ottavo Tamberi

Mutaz Essa Barshim ha regalato la medaglia d’oro nel salto in alto stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 2.37m al primo tentativo davanti ai russi Mikhail Akimenko e Ilya Ivanyuk, secondo e terzo a pari misura con 2.35m. Gianmarco Tamberi si è classificato all’ottavo posto con 2.27m al secondo tentativo dopo aver superato 2.19m e 2.24m alla prima prova. Gimbo ha sbagliato un tentativo a 2.30m e ha deciso di passare alla quota successiva di 2.33m dove ha sbagliato gli ultimi due tentativi a sua disposizione.

Record del mondo di Muhammad sui 400 ostacoli

La fuoriclasse statunitense Dalilah Muhammad ha stabilito il record del mondo dei 400 ostacoli femminili per la seconda volta in questa stagione fermando il cronometro in 52”16, tempo che migliora di quattro centesimi di secondo il suo recente record stabilito in occasione dei Campionati statunitensi di Des Moines di fine Luglio. Straordinaria anche Sydney McLaughlin, che è diventata la seconda ostacolista di sempre con 52”23.

La giamaicana Rushell Clayton ha completato il podio vincendo la medaglia di bronzo in 53”74. La campionessa europea Lea Sprunger ha battuto lo storico primato svizzero di Anita Protti fermando il cronometro in 54”06, ma non è stato sufficiente per salire sul podio.

Gardiner sesto di sempre sui 400 metri

Il bahamense Steven Gardiner ha trionfato nella finale dei 400 metri in 43”48 diventando il sesto quattrocentista di sempre. Gardiner ha dedicato la vittoria al suo paese duramente colpito dall’uragano. Le Bahamas tornano sul gradino più alto del podio sui 400 metri diciotto anni dopo Avard Moncur ad Edmonton nel 2001. Grande sorpresa per il secondo posto del giovane colombiano Anthony Zambrano, che ha migliorato il record sudamericano con un eccellente 44”15 precedendo di due centesimi di secondo il campione statunitense 2019 Fred Kerley e il giamaicano Demish Gaye (44”46), Kirani James (grande ritorno con il quinto in 44”54 dopo un anno di problemi causati dal morbo di Graves). Da sottolineare il bel sesto posto dell’ottocentista keniano Emmanuel Korir (44”94).

Lancio del disco femminile: Doppietta cubana con Perez e Caballero

Cuba ha fatto doppietta con Yaimé Perez, vincitrice con l’ottima misura di 69.17m davanti alla connazionale Denia Caballero (68.44m). La campionessa in carica Sandra Perkovic ha vinto la medaglia di bronzo con 66.72m precedendo le cinesi Yang Chen (63.38m) e Bin Feng (62.48m).

Primo oro mondiale nella 20 km di marcia per il Giappone

Il ventitrenne Toshikazu Yamanishi è diventato il primo marciatore del Sol Levante a vincere l’oro mondiale della 20 km in 1h26’34” (il tempo più lento della storia dei Mondiali) bissando il successo del connazionale Yusuke Suzuki nella 50 km di marcia di pochi giorni fa. Il russo Vasilly Mizinov ha vinto l’argento in 1h26’49” superando lo svedese Perseus Karlstom (1h27’00”). Matteo Giupponi ha concluso la prova al venticinquesimo posto in 1h34’29”.

Sfortunata prova del pugliese Massimo Stano, che ha ricevuto tre richiami e due minuti di pit stop al 14 km quando era all’inseguimento del giapponese Toshikazu Yamanishi con 12 secondi di ritardo. Stano ha potuto ripartire ma era ormai fuori dalla lotta per le prime posizioni e ha chiuso al quattordicesimo posto in 1h31’36” nella gara di 20 km più lenta della storia dei Mondiali. La gara di marcia disputata sulla passeggiata della Corniche si è svolta in condizioni molto difficili a causa del grande caldo con 88% di umidità.

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