Francesca Grana

Progetto 5.30 Scuola. Dalle parole ai… passi!

«Qual è la differenza tra correre e camminare?” esordisce il prof Roberto Bicego davanti alla platea di studentesse sedute ai suoi piedi, nel bell’impianto del Palanderlini di Modena, proprio di fronte alla sede dell’Istituto Cattaneo Deledda, in cui le ragazze studiano.

«La velocità?» chiosano da terra. Non solo.

“I muscoli?». “In che senso, i muscoli li abbiamo tutti e li usiamo in ogni singolo movimento!” la risposta divertita del prof.

«Chi corre sta sulle punte?». No ragazze, quella è la danza!

La differenza sta nella fase di volo, quell’attimo in cui niente tocca terra, in cui entrambi gli arti sono in sospensione, cristallizzati nella plasticità della spinta. Un gesto primordiale e immediato, ma non scontato. Soprattutto per ragazze che provengono da una vita fatta di divano, spuntini e smartphone.

«Partiremo con la camminata, un tipo di esercizio fisico che non ha nessun tipo di ripercussioni sul vostro fisico» prosegue Bicego. «La corsa rischia di essere traumatica per un gruppo di principianti che si sta avvicinando per la prima volta allo sport, soprattutto in caso di sovrappeso: schiena, caviglie, anche e ginocchia inizialmente ne risentirebbero. Procediamo per gradi, iniziamo a camminare e, quando saremo pronti, potremmo provare a passare alla corsa» conclude Roberto.

E poi via, a passo spedito verso il parco Londrina, dove le ragazze, scortate dalla nutrizionista Sabrina Severi e dalla professoressa Ginevra Vecchi affrontano la prima vera seduta di allenamento. Per molte, la prima della loro vita.

«Abituatevi ad ascoltare voi stesse e i segnali del vostro corpo» consiglia la Vecchi. «Assecondate il vostro passo, curate la respirazione e prestate attenzione al battito del vostro cuore. E poi dritte con la testa, dovete andare fiere di quello che stiamo facendo!» prosegue Ginevra.

Le ragazze, ormai armate di pedometro in ogni istante della loro giornata, affrontano per tre volte la distanza di un chilometro, confrontando poi tra loro numero di passi e ritmo sostenuto. Mica solo ragazzi, verifiche, vestiti e programmi TV: un nuovo argomento spopola nel gruppo! Gruppo che appare a ogni incontro più coeso e più sorridente, con alleanze scandite dalla velocità di carriera e solidarietà esternata in incitamenti reciproci. C’è chi parte in quarta e poi rallenta, chi esce alla distanza, chi tenta addirittura un km tutto di corsa. Un’energia grezza e ancora altalenante, che proveremo a incanalare, inonda il parco come mai prima d’ora. Parola d’anziano, che con bici a mano o braccia dietro la schiena, vigila attento, in gruppo, su tutto ciò che accade. Una trentina di giovani donne, sportive e piene di voglia di vivere, adunate sotto i loro occhi. «Sogno o son desto?!». Sei desto, sei desto… e il bello è ricapiterà spesso!

Ragazze, come è andato il primo allenamento?

«Stupendamente, non avevamo mai camminato così tanto… nemmeno quando andiamo in centro a fare shopping!» tuonano concitate Chiara e Andreada, con ancora un filo di fiatone.

«Oggi è la prima volta che sono qui» ci racconta Federica. «Prima la gita e poi l’influenza, iniziavo a scalpitare! È stato esattamente come me lo aspettavo: puntavo proprio a muovermi di più, visto che durante il giorno non faccio quasi nulla. A lezione vado a piedi, ma solo perché abito qui di fianco… diciamo che chiudo la porta di casa e apro quella di scuola! Oggi è stato facile, pensate che per un tratto ho perfino corso… incredibile per una come me!».

«Oggi è andata alla grande! La compagnia di persone qualificate, come i professori di ginnastica e la nutrizionista, ha reso l’attività molto più proficua: ci davano indicazioni sull’andamento della camminata e curavano ogni dettaglio, come ad esempio la postura e il movimento delle braccia. Potranno sembrare banalità, ma credo siano basilari per compiere un buon allenamento. Aver conosciuto tante nuove compagne poi è stimolante, ci scambiamo idee e consigli. Siamo solo all’inizio, ma sento che questo progetto mi sta cambiando: sono passata dal divano al camminare costantemente. Mi sento più serena e più rilassata… e pensare che temevo fosse noioso e stressante, mi sto proprio ricredendo!» le parole decisamente beneauguranti di Anna.