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Come alimentarsi in gara

La distanza è l’elemento che influenza maggiormente la qualità e la quantità dell’integrazione durante la gara. Si integra diversamente in un 10.000 metri, in una mezza maratona, in una maratona, in un’ultramaratona, in un trail o in un ultratrail: sbagliare può significare non rendere al massimo delle proprie potenzialità o addirittura pregiudicare completamente la performance.
Su Correre di settembre partiamo da questo principio per approfondire e fornirvi tutti i suggerimenti per evitare di mandare a monte mesi di buoni allenamenti.
Con Luca Speciani, Lyda Botino e Antonella Carini si parla di regole generali (presentarsi al via a stomaco vuoto, ma con le scorte di energia già immagazzinate), del ruolo di grassi e zuccheri, e si passa a spiegare come effettuare l’integrazione in maratona, indicando i vantaggi, ad esempio, delle soluzioni zuccherine, per poi affrontare il complesso problema dell’alimentazione nelle prove lunghissime e quello, differente, ma non meno delicato, dei giri a tappe o delle prove destinate a durare più giorni, specie quelle in autosufficienza.
Sulle lunghissime, il servizio presenta importanti approfondimenti: viene analizzata la composizione di 9 cibi prevalentemente zuccherini scelti tra i più frequentemente presenti sui tavoli dei rifornimenti (ad es: uvetta secca, zucchero, miele), 5 cibi ricchi di proteine e grassi (ad es: noci, nocciole, grana), 5 cibi composti (ad es: biscotti secchi e fiocchi d’avena). Per ogni cibo, nella tabella riepilogativa viene indicato il valore di carboidrati, fibra totale, proteine, lipidi, chilocalorie, potassio, sodio e altri nutrienti.
Completano il nostro dossier: l’esperienza di alimentazione nell’ultratrail (Luca Revelli), l’inchiesta su “Cosa troviamo ai ristori” e i consigli per l’allestimento dei ristori nelle prove di trail running, a firma di Mauro Clarichetti (organizzatore dell’Ecomaratona del Chianti).