Catherine Bertone: “Al traguardo ho pianto come una bambina”

Catherine Bertone insieme a Kenesisa Bekele e Renè Cuneaz
Di: Monica Freguglia

Subito dopo il traguardo ha rivisto le immagini del suo arrivo al maxischermo e si è commossa. “Mi sono messa a piangere come una bambina di 5 anni“. Catherine Bertone, 45 anni, pediatra valdostana, alla maratona di Berlino ha corso la gara della vita: traguardo tagliato in 2:28’34” che è il nuovo record del mondo master 45 ma anche la miglior prestazione italiana 2017 a livello assoluto.

Sì ma mancano ancora tutte le maratone autunnali, quindi la miglior prestazione dell’anno dura ancora poco…” precisa lei che è abituata a poche chiacchiere, tanto lavoro e risultati cristallini (per la cronaca ha subito due controlli antidoping in tre giorni, sangue-urine venerdì appena arrivata a Berlino e poi subito dopo la gara).

Messa da parte la rabbia per la mancata convocazione mondiale (ero in montagna con le bambine e non ho nemmeno guardato la gara in tv) ha iniziato a preparare Berlino in giugno: “Gli allenamenti parlavano chiaro, sapevo di valere un buon tempo, speravo di stare intorno alle 2:29′  ma non immaginavo di poter scendere sotto. Anche perché agosto è stato un mese difficile con il lavoro… in ospedale ho fatto oltre 200 ore e quindi ero un po’ giù di corda per la stanchezza accumulata“.

La dottoressa Bertone ha però tirato fuori energie e grinta da vendere in una gara resa ancora più complicata dalla pioggia

La pioggia ha condizionato più che altro per la stabilità in corsa. L’asfalto era molto scivoloso e bisognava fare molta attenzione a non cadere. Io ho sfruttato le lepri della tedesca Anna Hahner; mi dicevo tieni ancora 10 minuti, tieni ancora 10 minuti e così fino fino all’ultimo. Ho provato anche a guadagnare una posizione a pochi metri dal traguardo ma lei ha allungato, ne aveva di più ed è anche giusto che sia andata così. Io sono felice della mia gara e soprattutto della mia testa”.

Il passaggio alla mezza in 1:14’01” è anche record italiano W45.
“Questo non me lo aspettavo. Io e la mezza non siamo mai andate d’accordo”.

E dopo Berlino?
Devo riposare per forza. Anche nell’immediato, perché domani ho il turno di notte in ospedale! Poi io gareggerei tanto e subito perché quando stai bene hai voglia di correre, gareggiare. Però darò ascolto a mio marito Gabriele Beltrami e al mio allenatore Roberto Rastello che mi costringono a staccare per riprendermi. Io sono abituata a fare tanto di testa mia, ma questa volta ascolterò il loro consiglio: siamo una grande squadra“.

 

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