Dimagrire anche correndo ad alta intensità

Foto: Sartoria Fotografica
Di: A cura della redazione

Per consumare più grassi molti personal trainer consigliano allenamenti blandi a ritmi pulsatori molto ridotti, un suggerimento che deriva dal dato ˗ del tutto corretto ˗ secondo cui il consumo di grassi, rispetto a quello di zuccheri, aumenta via via che la velocità diminuisce. Ma non è l’unica via per dimagrire in modo efficace.

Forti e a lungo

Ferma restando la necessità di un adeguamento dell’intensità alle capacità individuali, alcuni studi dimostrano invece l’efficacia di lavori ad alta intensità, volti a indurre segnali di dimagrimento attraverso la mediazione delle cosiddette uncoupling protein, le proteine disaccoppianti. Tali modifiche vengono indotte da un lavoro intenso e prolungato, non da un allenamento intenso ma breve (come quello che si pratica in palestra), né con un esercizio blando e prolungato.

Quando corriamo a velocità sostenute (tipiche ad esempio di una gara di 5 o 10 km) il consumo energetico è completamente a carico degli zuccheri e le pulsazioni sono alte (160-180 bpm). Nell’organismo però avvengono dei cambiamenti che, in termini di segnale ipotalamico, possono fare la differenza nei confronti della tendenza a dimagrire. Il compito delle proteine disaccoppianti è aumentare lo spreco energetico sotto forma di calore, svuotando così le cellule di ogni deposito adiposo superfluo. Tutto questo spiega come mai atleti che effettuano sedute di intensità in pista restino spesso magri e tonici, mentre non sempre avviene lo stesso in chi corre solo a lungo e lentamente. 

L’ormone adiponectina

Con tali accorgimenti il processo di dimagrimento subisce un’accelerazione potente, in cui il ruolo del coprotagonista è svolto dall’ormone adiponectina. Non va dimenticato, però, che l’adiponectina attiva la lipolisi solo se allo stesso tempo c’è secrezione di leptina, ovvero se l’alimentazione quotidiana raggiunge il fabbisogno calorico richiesto dall’organismo. In assenza di questo parametro il consumo del grasso in eccesso sarà rimandato a quando la dieta tornerà a essere almeno normocalorica, perché in regime ipocalorico l’ipotalamo “non trova conveniente” consentire l’eliminazione delle scorte di grasso né tantomeno la costruzione di nuovo muscolo. 

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio Dimagrire ad alta intensità”, di Luca Speciani, pubblicato su Correre n. 413, marzo 2019 (in edicola a inizio mese), alle pagine 58-59.

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