Francesca Grana

5.30 Scuola, bilancio giorno dopo giorno

Tempo di ringraziamenti. A una settimana dalla tappa modenese del tour Run 5.30, evento conclusivo del progetto 5.30 Scuola, nella palestra dell’istituto Cattaneo Deledda risuonano parole di riconoscenza e di affetto. Avevamo iniziato a conoscerle lo scorso febbraio, le circa venti ragazze selezionate per il progetto, in un pomeriggio carico di gioia e di aspettative, in cui era tangibile l’eccitazione tipica di ogni partenza.

Ma tra ogni partenza e ogni traguardo, cantava Niccolò Fabi, nel mezzo c’è tutto il resto. E tutto il resto è giorno dopo giorno. E giorno dopo giorno è 
silenziosamente costruire. E costruire è sapere 
rinunciare alla perfezione, soprattutto quando hai a che fare con un gruppo di adolescenti alle prese con verifiche, traslochi e impegni familiari.

Sabrina Severi e Sergio Bezzanti, ideatori del progetto Run 5.30, a costruire sono bravi: il successo del loro tour ne è la dimostrazione. Oltre 5.000 i partenti nelle ultime due tappe di Milano e Torino. E non costruiscono nemmeno tanto silenziosamente, a giudicare dal tam tam e dalla partecipazione sui social network, ogni qual volta pubblicano una foto o un post dagli account Run 5.30.

C’è stato il momento delle presentazioni e l’imbarazzo del primo controllo del peso. Ci sono stati i consigli sulla dieta e allenamenti più o meno partecipati. Ci sono stati entusiasmo, risate dilaganti, qualche delusione e anche qualche strigliata. Del resto, costruire è proprio sapere
rinunciare alla perfezione. Ma c’è stato, anzi c’è, soprattutto un gruppo coeso: eterogeneo e coeso.

Ormai ci siamo, le ragazze completeranno gli ultimi allenamenti in autonomia, tra l’inizio di uno stage e le ultime interrogazioni per “alzare la media”. Ci rivedremo la mattina del 5 giugno, prima dell’alba, al parco Novi Sad di Modena. “Le cose migliori succedono all’alba, vi voglio vedere cariche e in prima fila!” le incita Sabrina. “Cariche e carine… sarà pieno di giovani e voi siete in splendida forma!” direi che non servono altri incoraggiamenti! Prima dell’epilogo di questa iniziativa pilota rivolta al mondo della scuola, atta a promuovere il movimento e una sana alimentazione, sentiamo le ultime impressioni delle dirette interessate.

Federica
«Prima di aderire al progetto 5.30 Scuola mangiavo a tutto spiano e non muovevo un dito, nonostante fossero già in tanti a dirmi che correre fosse un modo per alleviare le tensioni, prendersi cura del proprio corpo o ritagliarsi un po’ di tempo per riflettere. Non ci credevo… stavo molto meglio sul divano! Adesso invece mi sono appassionata, fare una cosa solo per me stessa mi fa sentire importante! Negli ultimi tre mesi il mio peso non è variato, ma Sabrina ci ha spiegato che la massa magra pesa molto di più di quella grassa, e infatti mi sento molto più in forma!
Ho intenzione di affrontare la 5.30 di Modena camminando… ma mica per battere la fiacca, guardate che il mio passo è bello spedito! È che voglio godermi la mattinata assaporandone ogni momento, senza andare fuori giri. Ho partecipato anche l’anno scorso e sapete qual è lo stimolo più efficace? Pensare alle ciliegie e al ristoro dopo il traguardo!
Finita la scuola continuerò a camminare anche in estate, ho fatto proseliti: ci sono già alcune amiche e il mio fidanzato in lista d’attesa per farmi compagnia!»

Anna
«Camminare non è mai stato un problema, anzi l’ho sempre fatto piuttosto volentieri. In questo devo ammettere di essere un po’ maniacale, ho il “vizio” di cronometrare i tempi dei miei spostamenti. Vi faccio un esempio: qualche mese fa ci mettevo dieci minuti per spostarmi da casa alla fermata della corriera, adesso il mio record è sceso sei. Mica male, un bel miglioramento e… tutto tempo in più che mi rimane per truccarmi! Ultimamente ho preso l’abitudine di scendere dal bus una fermata prima, raggiungendo poi casa a piedi… quasi un allenamento supplementare! E i risultati si vedono: non ho più il fiatone e mi sento più tonica.
Poi sapete cosa ho notato? Che anche quando sono in giro con le mie amiche, tipo in centro a fare shopping, ci spostiamo molto di più. Senza accorgercene le distanze che riusciamo a coprire sono triplicate… e di conseguenza anche il numero di negozi in cui entriamo!»

Giorgia
«Negli ultimi tre mesi ho imparato cosa significa correre. Ho capito qual è il mio ritmo e qual è la giusta postura da adottare: sono meno ciondolante e sto bella dritta con la schiena. Ho convinto una mia amica a seguirmi negli allenamenti, anche se lei non ha partecipato al progetto. Ci stimoliamo a vicenda: un giorno ne ho più voglia io, un giorno ne ha più voglia lei… e così non stiamo più quasi neanche un giorno senza uscire a correre o camminare! Se salto un allenamento ormai mi sento in colpa: è diventato un appuntamento fisso, ne ho bisogno perché mi aiuta a scaricare la tensione.
Alla 5.30 di Modena mi aspetto di partire correndo e… finire strisciando! Lo dico col sorriso: conosco i miei limiti e so bene che non riuscirò a correrla dall’inizio alla fine… però non ho nessuna intenzione di trattenere l’entusiasmo che sono sicura mi invaderà in partenza! Spero solo di non finire in mezzo a un gruppo di runner super allenati… altrimenti sì che rischio, se mi faccio trascinare in un avvio super sprint!»