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Zona mista – Prima della pioggia

21 Settembre, 2015

Non si può mai stare tranquilli. Ero quasi convinto che il mondiale della corsa in montagna dei ragazzi guidati da Paolo Germanetto portasse un sorriso tra le nostre fila, inteso come appassionati di atletica. Invece, inutile farla lunga, i due fatti della settimana atletica sono la candidatura annunciata di Massimo Di Giorgio alla presidenza della Fidal e la conferenza stampa prossima di Alex Schwazer.

Vado in ordine di entrata, inteso come date. Di Giorgio non è nuovo nella scalata allo scranno più alto della federazione. Ci provò nel 2004, ma Franco Arese non ebbe molte difficoltà ad avere la meglio del saltatore in alto ex primatista italiano. La sua discesa in campo ci è stata annunciata da suoi amici sui social, manco fosse un evento di caratura mondiale: “Domani leggerete sui giornali, qualcosa ecc. ecc” così si leggeva su facebook. Il giorno dopo solo qualche sito web atletico ne riportava la notizia, eccezion fatta per La Gazzetta dello Sport” che metteva la news, nelle pagine che riguardano la nostra disciplina, in altre parole nel “tuttonotizie”. Sul sito che ospitava la candidatura, vi erano riportate tutte le voci del programma, che penso lo stesso Di Giorgio illustrerà a breve.

Terrei, però, a precisare, benché sia giusto partire per tempo, mi pare assai affrettata questa iniziativa, che prende il via non meno di 15/16 mesi prima delle prossime elezioni per il quadriennio 2017/2020. Durante questo periodo può accadere di tutto. In atletica, come in politica in un paio di mesi può cambiare il mondo. Il programma sembra accattivante, ma i precedenti com’erano?

Ora tocca alla più grande operazione di marketing atletico alla quale stiamo assistendo. In primo luogo complimenti a chi conduce l’iniziativa, non per niente è la stessa persona che cura l’immagine di Antonio Conte (CT della nazionale di calcio).

Di chi si parla? Di Alex nostro. Il giorno 24 a Tagliacozzo (Aq) in un campo sconsacrato, cioè non omologato, l’ex azzurro del tacco e punta farà un test sui 10 km, con tanto di conferenza stampa, prima e dopo. Pare, ripeto pare, che non sarà permesso di visionare la sua performance. Incredibile, a bordo pista il suo avvocato, il suo tecnico, due ex marciatori ora tecnici, l’entourage al completo. E la smettano gli altri azzurri di incavolarsi, strappandosi i capelli sui social, loro non hanno vinto un titolo olimpico! Sì, ma non sono neppure incappati nelle maglie del doping! Che pazienza. Andiamo avanti, tanto si capisce come finirà. O no?