Quando il rugby sfida l’atletica

Quando il rugby sfida l’atletica

04 Giugno, 2020
Sport e fisicità completamente diverse: eppure tra atletica e palla ovale ci possono essere dei punti di incontro, come dimostrato dalle Zebre…

A volte due discipline assai diverse trovano spazi comuni. Si parla di rugby e atletica o meglio di ovale e corsa.

Se in atletica esiste il test di Cooper, nel mondo rugbistico c’è il “bronco test” ideato da due preparatori australiani Vincent Kelly e Anthony Wood. Si tratta di correre dalla linea di meta avanti e indietro quella dei 20, 40 e 60 metri, per cinque volte senza fermarsi.

Ora che anche il mondo ovale ha potuto iniziare ad allenarsi dopo il lockdown, il test è fondamentale. Tra le Zebre, squadra di Parma che milita nel Campionato Europeo Guinness Pro 14 (Celtic League) con il Benetton Treviso i migliori sono risultati i due mediani di mischia Marcello Violi e Guglielmo Palazzani, capaci di concludere le navette, rispettivamente, in 4 minuti e 16 secondi e 4 minuti e 20 secondi.

Al loro preparatore Teo Turchi (ex quattrocentista) è balenata l’idea di trovare uno sfidante in grado di competere con i due n° 9 della Nazionale, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente le loro performance attraverso un simpatico e acceso testa a testa. Non è stato necessario andare molto lontano. Da quelle parti vive Yassine El Fathaoui, maratoneta con un personale di 2h10’10” che ha subito accettato la sfida.

Stimolato dalla competizione Marcello Violi si è imposto a sorpresa migliorando il precedente test e riuscendo a chiudere in 4’14”. Yassine 4’17”, Palazzani 4’34”.

Il responsabile dei preparatori delle Zebre Giovanni Biondi sostiene: “Nel mondo del rugby il bronco è un test che giudica i livelli minimi aerobici che un giocatore deve avere, chiaramente rispetto alla specificità del suo ruoloYassine è un grande atleta. Il suo vantaggio, in questa sfida, è che pesa 53 chili, quindi è molto più leggero degli altri due, che però, a differenza di lui, sono abituati agli spostamenti laterali e ai cambi di direzione, che sono alla base di questo “bronco test”. Nonostante il fisico di un maratoneta e quello di un rugbista siano agli antipodi, il cuore, la dedizione e la passione per l’allenamento sono aspetti che accomunano entrambe le discipline”.

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