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“Phantasm 24”: Kilian attacca il record del mondo di 24 ore di corsa

Di: A cura della redazione

Nel mirino del più famoso trail runner del mondo c’è il limite del greco Yannis Kouros, che nel 1997 percorse in un giorno 303,506 km. Partenza prevista per venerdì, ore 11, sulla pista di Måndalen, in Norvegia.

L’ora della sfida sembra ormai decisa. Kilian Jornet darà il via all’operazione “Phantasm 24” venerdì 27 novembre alle ore 11. L’obiettivo del più famoso trail runner al mondo è quello di battere il record mondiale delle 24 ore di corsa in pista. Il tentativo avrà luogo in Norvegia, dove Kilian vive, sulla pista di atletica di Måndalen. Durante la gara cambierà direzione di corsa ogni quattro ore, come previsto dal regolamento.

Fuori dalla comfort zone

Nella nota stampa realizzata per la promozione dell’evento, Kilian ha descritto la necessità di mettersi alla prova in situazioni diverse da quelle in cui ha costruito la propria leadership, affrontando condizioni di corsa in cui non può far valere il proprio “fattore campo”: «La motivazione è quella di uscire dalla mia zona di comfort, provare sfide diverse e vedere cosa sono in grado di fare, sia che si tratti di arrampicare in alta quota o, come in questo caso, di correre su terreno pianeggiante». «È divertente scoprire le esperienze diverse che posso realizzare e allenarmi in piano è un buon test e un’opportunità per imparare in termini di nutrizione e ritmo, e poi provare ad applicare questi risultati a diverse attività, come ai progetti di alpinismo”.

Il confronto con il mito di Yannis Kouros

«I chilometri sono così tanti che non riesco nemmeno a visualizzarli» ha aggiunto Jornet. Un’affermazione che assume un valore particolare se è pronunciata da un atleta che ha scalato l’Everest due volte in una settimana e che ha riscritto la storia del trail running fin dalle sue tre vittorie nell’Ultra Trail du Mont Blanc (2008, 2009 e 2011). Un commento nel quale è possibile leggere anche un profondo rispetto per il detentore del record mondiale delle 24 ore di corsa, il greco Yannis Kouros, che nel 1997 percorse in un giorno 303,506 km, un risultato definito dallo stesso Jornet “assolutamente selvaggio”.

Mito contro mito, verrebbe da sintetizzare, perché Kouros è un simbolo nel mondo dell’ultramaratona su strada, protagonista indimenticabile della gara regina di questo settore, la Spartathlon, con i suoi oltre 200 massacranti chilometri da Atene a Sparta.

Come si è allenato

«Ho visto i tempi di passaggio di Yiannis – ha dichiarato ancora Kilian -. Conosco la velocità che devo mantenere ogni ora, il ritmo al chilometro e al giro. La cosa importante sarà non avere problemi muscolari ed essere in grado di mangiare senza subire momenti critici. Noi atleti di montagna abbiamo un grande “motore” e questo mi aiuterà sotto i profili dell’impegno cardiaco e della resistenza. Ho lavorato principalmente sulla velocità, perché le mie gambe non sono abituate a muoversi così speditamente. Ho dedicato alla velocità tre giorni di allenamento ogni settimana, in pista o su strada. Ma la forma con cui corri in pianura è molto diversa da quella richiesta in montagna, dove metti i piedi in posti diversi a seconda del variare del terreno.»

I ritardi dovuti agli infortuni

Questa elevata propriocezione, tipica dei grandi interpreti del trail running, non ha però potuto evitare a Kilian Jornet di incorrere nei micro-infortuni tipici dei podisti, problemi facilitati dalla ripetitività del passo di corsa su un terreno piatto, regolare e duro come la strada. Parte del ritardo con cui va in scena il tentativo è dovuto, infatti, ad alcuni infortuni muscolari accusati dallo spagnolo durante la preparazione della sua prima corsa su strada di 10 km, la gara di Hytteplanmila, sempre in Norvegia, che ha concluso in 29’59” a metà ottobre. «L’allenamento è stato un po’ frustrante negli ultimi mesi. Mi ero allenato bene, ma poi mi sono infortunato e avrei dovuto riposare. Dopo la gara di 10 km ho dovuto interrompere l’allenamento e recuperare.»

“S/LAB Phantasm”, le nuove Salomon da strada

Come capitato l’anno scorso a Vienna, in occasione della maratona chiusa da Eliud Kipchoge in meno di due ore, anche il tentativo di Kilian sulle 24 ore è collegato al lancio di un nuovo modello di calzatura da running.

S/LAB Phantasm Rd/Rd

Il campione spagnolo calzerà le nuove scarpe da corsa “road” Salomon S/LAB Phantasm (nella foto), modello ultraleggero (199 g), caratterizzato da un differenziale di 6 mm e da un profilo curvo che favorisce la traslazione dalla fase di appoggio a quella di spinta, fasi durante le quali il piede può contare su un’intersuola realizzata con la schiuma più leggera e reattiva della collezione Salomon, la Energy Surge.

«Alcune delle esperienze maturate nella corsa in montagna, come la leggerezza, la forma particolare e la tomaia traspirante, sono state utilizzate nella Phantasm. Allo stesso modo, alcune dinamiche della corsa su strada, come l’ammortizzazione, aiuteranno a migliorare le scarpe da montagna».