“Oeko-Tex 100”, il marchio di tutela contro le sostanze nocive

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Di: A cura della Redazione

Come per il mondo alimentare, anche in tema di abbigliamento sta diventando sempre più importante poter evitare il contatto con le sostanze nocive, soprattutto adesso che le aziende tendono a utilizzare materiali sempre nuovi. Oeko-Tex è un protocollo internazionale che svolge per i vestiti il ruolo svolto dalla sigla “DOC” per i prodotti alimentari. È un sistema di controllo e certificazione indipendente per tutto il mondo tessile, dalle materie prime ai semilavorati e ai prodotti finiti, monitorati in tutte le fasi di lavorazione. Il suo scopo è di uniformare le differenze internazionali sulla valutazione delle sostanze nocive. Con questo sistema è possibile identificare ed eliminare le fonti potenziali delle sostanze nocive in ogni fase della catena di lavorazione.

 Controllo su tutta la filiera

Ogni volta che un prodotto tessile viene lavorato o si effettua un trattamento chimico del prodotto, occorre effettuare un’analisi. Il sistema Oeko-Tex include: filati, tessuti e tessuti a maglia, articoli confezionati (abbigliamento di tutte le tipologie, tessili per uso domestico, biancheria da letto, articoli in spugna, giocattoli tessili, etc. I test sulle sostanze nocive comprendono:

  • sostanze vietate per legge
  • sostanze il cui uso è regolamentato dalla legge
  • sostanze chimiche notoriamente nocive per la salute (ma non ancora regolamentate per legge)
  • parametri per la salvaguardia della salute

In generale, i requisiti sono anche più stringenti delle diverse leggi nazionali esistenti. I controlli Oeko-Tex sulle sostanze nocive tengono sempre conto dell’effettiva destinazione d’uso dell’articolo tessile. Per esempio, più un prodotto è destinato a rimanere a contatto con la pelle, tanto più restrittivi sono i requisiti che esso deve soddisfare.

Parola d’ordine: Detox

In Europa, la Direttiva Quadro sulle Acque, entrata in vigore nel 2001, ha posto le basi per prevenire l’emissione degli NPE (nonilfenoli etossilati) entro il 2020. A ciò si è aggiunta, nel 2003, la Direttiva sulla limitazione di alcune sostanze (fra cui NPE e NP), e nel 2006 il regolamento denominato Reach (registrazione, valutazione e autorizzazione dei composti chimici), che ha stabilito stringenti norme sull’uso di molte sostanze chimiche.  Inoltre, forti limitazioni sull’uso di varie sostanze sono anche state introdotte dalla Convenzione Ospar, del 2004, volta alla protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico nord-orientale, che si è data l’ambizioso obiettivo di eliminare tutte le emissioni dirette e indirette di sostanze tossiche entro il 2020.

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