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Mondiali – Commento alla 3a giornata: tre-siepisti-tre a casa senza onore. Domani (marcia donne) è un altro giorno…

12 Agosto, 2013

C’è un Bolt in gonnella? Forse sì. Si chiama Shelly Ann Fraser, piccola e compatta giamaicana, ma guarda un po’ che nello stadione, quasi sempre vuoto (che flop!) si è imposta nei 100 m in 10”71, che forse vale se non è addirittura meglio di quanto ha fatto la sera precedente Usain Bolt. La festa giamaicana continua, due volte campionessa olimpica, una velocista che ha vinto tutto o quasi, la Bolt in gonnella, con un aspetto fisico diverso da quello del connazionale, ma che paragonandola sempre all’uomo di Trewlony è capace di scavare tra sé e le avversarie metri di distacco, come è accaduto nella stadio della capitale dell’ex Unione Sovietica. Un’altra finalissima interessantissima è stata quella dei 110 a ostacoli, dove un armadio a quattro ante come David Oliver (Usa) torna a respirare un’aria mondiale con la miglior prestazione dell’anno con 13”00, che non è una cosetta da nulla. Fa effetto non vedere sul podio il primatista mondiale Aries Merrit, mentre ci sale, terzo, l’énfant prodige di casa, Shubelnkov, favorito da un errore di Richardson dopo l’ultimo ostacolo. Noi azzurri ci salviamo con la prestazione del nostro capitano Nicola Vizzoni nel martello. Il versiliese si supera con 77,61 m, miglior prestazione dell’anno (così si fa!) in una prova quanto mai elettrizzante, così come è stata la vittoria della britannica Oughrughu nei 400 m, ovvero nel cosiddetto giro della morte, di un soffio sulla favoritissima Amantle Monthso del Botswana. Il tempo finale è 49”41 per entrambe, ma perdere così è da polli, visto che la Monthso aveva guidato per 399 metri. E degli acrobati dell’asta? No non ci si dimentica neppure di loro. Ha sofferto le pene dell’inferno Renaud Lavillenie, prima per l’uscita senza misura del fratellino Valentin, poi per qualcosa che non funzionava. E il grande favorito è uscito scornato: solo un argento per il piccolo transalpino nella gara vinta dal tedesco Bjiorn Otto, terzo l’altro teutonico Holzeppe. La mattinata moscovita non si è aperta nei migliore dei modi. Tre siepisti tre, a casa senza onore. Se poi ci aggiungiamo Faloci nel disco e l’italo-statunitense Rockwell, che sarà pure simpatica, ma un conto è la simpatia un altro è come si affronta un mondiale. Sarà, non dispiacerebbe sentire cosa dice il presidente Alfio Giomi, quando afferma che questa è una squadra di persone che gettano il cuore oltre l’ostacolo. I vari Chatbi, Floriani e Nasti non hanno di certo offerto una prestazione da caratura mondiale. I loro tempi sono da campionati di società. Domani marciano le donne nella 20 km. Rigaudo, Giorgi e Palmisano, vuoi vedere che…