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Maratona – Torino: boom di arrivati, oltre 3.000. Grande gara di Emma Quaglia e Valeria Straneo

21 Novembre, 2012

Sharon Cherop e Patrick Terer hanno conquistato il successo alla ventiseiesima edizione della Turin Marathon Gran Premio La Stampa, che quest’anno ha potuto fregiarsi del riconoscimento di gara IAAF Gold Label.

Torino ha tratto vantaggio dalla cancellazione della Maratona di New York a causa del devastante uragano Sandy nella gara femminile dove

Sharon Cherop e Patrick Terer hanno conquistato il successo alla ventiseiesima edizione della Turin Marathon Gran Premio La Stampa, che quest’anno ha potuto fregiarsi del riconoscimento di gara IAAF Gold Label.

Torino ha tratto vantaggio dalla cancellazione della Maratona di New York a causa del devastante uragano Sandy nella gara femminile dove erano presenti diverse atlete di grande livello che avrebbero dovuto prendere parte all’evento della Grande Mela.

Shalon Cherop ha scelto Torino per non disperdere tutto il lavoro svolto per preparare New York e si è presentata ancora in grandissime condizioni di forma. La keniana, vincitrice all’ultima maratona di Boston lo scorso aprile e medaglia di bronzo ai Campionati del mondo di Daegu, ha iniziato la progressione intorno al 20° chilometro, dopo che nella prima parte della gara aveva condotto in testa insieme all’azzurra Valeria Straneo. La maratoneta keniana, allenata dal tecnico Gabriele Nicola, ha dominato la seconda metà gara costruendo il suo successo con un negative split (ha corso cioè la seconda metà più veloce della prima).

La Cherop ha tagliato il traguardo in 2:23’57” e ha strappato il primato della maratona di Torino alla connazionale Agnes Kiprop che nel 2009 corse in 2:26’22”.

“La mia preparazione era incentrata sulla maratona di New York. Dopo la cancellazione della gara, ho trovato l’alternativa con la maratona di Torino. La cosa che mi ha soddisfatto è aver corso la seconda parte della gara più veloce della prima”, ha detto la Cherop.

Al 35° chilometro, l’olandese di origini keniane Hilda Kibet, sorella della vice campionessa mondiale Sylvia Kibet e cugina di Lornah Kiplagat, ha superato l’azzurra Valeria Straneo andando a conquistare il secondo posto in 2:25’46”. La Straneo ha concluso in bellezza una stagione da incorniciare con il terzo posto in 2:27’04” nella sua terza maratona dell’anno dopo il record italiano stabilito a Rotterdam con 2:23’44” e l’ottavo posto alle Olimpiadi di Londra.

“Alla fine della gara mi sono sentita stanca, ma sono contenta, perché era da tempo che non correvo una maratona in Italia. Lungo il percorso ho sentito il tifo della gente che mi incitava. Ora devo ricaricare le batterie in vista della prossima stagione. Nel 2013 non correrò una maratona in primavera, ma disputerò dei 10.000 e delle mezze maratone. Devo decidere dove correre la maratona, se optare per i Mondiali di Mosca o una prova autunnale”, ha detto la Straneo.

Ottima gara anche per la genovese Emma Quaglia, che entra in una nuova dimensione correndo in 2:28’15, che migliora il suo record di tre minuti. In precedenza aveva 2:31’15, stabilito alla maratona di Milano dello scorso aprile. “Ho temuto di non finire dopo un passaggio troppo forte alla mezza. Non mi aspettavo di andare così forte anche se pensavo di poter migliorare il mio personale”, ha dichiarato la Quaglia.

Nella gara maschile l’ex siepista Patrick Terer ha vinto a sorpresa in 2:10’34” al suo debutto in maratona dopo una promettente carriera in pista nella quale ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali juniores sui 3.000 siepi e ha stabilito il suo personale correndo in 8’13”.

Terer, anche lui allenato da Gabriele Nicola, ha approfittato della tattica scriteriata di Jackson Kirwa, che ha pagato lo sforzo intorno al 30° chilometro, quando ha prodotto un parziale di 2’54”. Al 39° chilometro Terer ha superato l’affaticato Kirwa, che ha accusato una crisi intorno al 35° chilometro e ha dovuto fermarsi per un minuto e mezzo per un problema allo stomaco prima di riprendere e concludere in terza posizione dietro al più esperto Daniel Rono, che ha distribuito meglio lo sforzo e ha visto ripagata questa tattica con il secondo posto in 2:11’40”.

In chiave italiana è da sottolineare il settimo posto di Stefano Scaini con il suo nuovo personale di 2h16’26″.