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Come correre la maratona di Padova

Come correre la maratona di Padova

21 Aprile, 2022

Dopo la “virtual edition” del 2020 e l’edizione speciale del 2021, spostata a settembre a causa della pandemia, domenica 24 aprile la maratona di Padova torna alla sua collocazione classica e col programma più completo.
Per l’evento organizzato da Assindustria Sport, a contendersi la vittoria in Prato della Valle saranno gli specialisti africani, ma ci saranno anche diverse presenze azzurre di spicco. L’obiettivo è chiaro: proporre sia nella prova principale che scatterà dallo Stadio Euganeo alle 8.45, sia in quella da 21 chilometri al via da Abano Terme alle ore 9, gare veloci e di sicuro interesse. 

Maratona di Padova: il percorso

Il nuovo tracciato della Maratona – inaugurato con l’edizione del 2016 – prevede partenza e arrivo a Padova. Prende avvio dallo Stadio Euganeo – già teatro di numerose edizioni del Meeting internazionale Città di Padova di atletica leggera – e, passando attraverso Rubano, Selvazzano Dentro e Teolo si snoda verso la zona dei Colli Euganei giungendo nel cuore pedonale di Abano Terme, sfilando davanti al Kursaal ed allo storico Hotel dell’Orologio, per tornare verso la città del Santo.

Il rientro a Padova avviene attraverso zona Mandria e via Goito. La gara attraversa la parte più bella della città, toccando Piazza dei Signori, Piazza della Frutta, passando a fianco del Caffè Pedrocchi, del Palazzo del Bo e di fronte alla Basilica di Sant’Antonio, luogo simbolo della cristianità.

Fino a concludersi nello straordinario scenario offerto da Prato della Valle, senza dubbio una tra le finish line più belle al mondo.

Il tracciato secondo Ruggero Pertile

Con cinque partecipazioni e due vittorie (2006 e 2016), Ruggero Pertile è l’esperto più idoneo a descrivere le caratteristiche tecniche del percorso della maratona di Padova. Una gara in cui ha praticamente giocato in casa essendo nato nella vicina Camposampiero (8 agosto 1974). Indimenticabile la sua vittoria nel 2006, che gli ha consegnato il titolo di campione italiano e aperto la strada verso una carriera internazionale culminata con il quarto posto ai mondiali di Pechino 2015.

Ruggero Pertile

«È una maratona sostanzialmente piatta – precisa subito “Rero” -, dove le uniche variazioni di altimetria sono rappresentate da due sottopassi, situati rispettivamente al 7° e al 30° chilometro. I centri abitati che attraversa garantiscono compagnia. Da queste parti la maratona è un evento che piace e gli abitanti non mancano mai di recarsi sul tracciato a incitare i concorrenti.

Dal punto di vista mentale, il tratto più impegnativo lo si incontra una volta usciti da Abano Terme, tra il 30° e il 37° chilometro, quando poi si entra in Padova. Questa è l’unica frazione di gara senza centri abitati, in cui è facile trovarsi soli, senza alcuna distrazione dall’esterno. Gli ultimi 5 chilometri, al contrario, sono il trionfo della bellezza, con tutta la parte monumentale a tiro di sguardo dei concorrenti e tanto pubblico, fino a immettersi in Prato della Valle, una delle piazze più belle del mondo. Attenzione, però, che questa è anche la parte più tecnica di tutto il tracciato, per via delle molte curve e della pavimentazione antica del fondo stradale, composto, in sostanza, di sampietrini.»

Il rischio del primo caldo

Collocata di solito nella seconda metà di aprile, la maratona di Padova è stata spesso caratterizzata dall’arrivo del cosiddetto “primo caldo”, che in alcune edizioni ha provocato molti più ritiri dell’abitale percentuale di una maratona (10%). La temperatura può salire rapidamente nel corso della mattina e in alcuni casi ha toccato anche i 25-28 gradi. In assoluto non rappresentano temperature proibitive (in giugno-luglio, una giornata con 25 gradi potrebbe addirittura sembrarci fresca), ma vengono percepite con fatica perché manca ancora la necessaria termoregolazione. Il nostro corpo viene dalla stagione fredda e non si è ancora adattato né al caldo né all’irradiazione solare. Potrebbe essere utile, nelle ultime settimane di allenamento, svolgere alcuni allenamenti negli orari più caldi della giornata (pausa pranzo), così da facilitare l’adattamento termico.

Maratona di Padova: la gara femminile

In chiave italiana l’atleta più attesa è la quarantaduenne siciliana Anna Incerti, campionessa europea di maratona a Barcellona nel 2010 e tre volte azzurra alle Olimpiadi. L’atleta palermitana vanta un record personale di 2h25’32” realizzato a Berlino nel 2011.

Le principali protagoniste africane in gara sono la trentunenne ugandese Rebecca Cheptegei, che ha corso la Maratona di Nairobi in 2h32’36” in altura all’esordio sulla distanza, e la ventiseienne etiope Roman Mengistu, seconda nella maratona cinese di Nanchino nel 2019 con il record personale di 2h36’12”.

Maratona di Padova: la gara maschile

Il favorito nella gara maschile è l’etiope Fikadu Girma Teferi, che vinse la maratona marocchina di Marrakesh in 2h08’43” ed è sceso più volte sotto la barriera delle 2h09’. Girma si è aggiudicato le maratone di Pittsburgh negli Stati Uniti e di Changsha in Cina nel 2018 e di Stoccolma nel 2021. Sempre nello scorso anno ha corso la Maratona di Siena Ampugnano in 2h08’56”.

I principali avversari dell’etiope sono il ventinovenne keniano Alfonce Kibiwott, che vanta un primato personale di 2h09’49” realizzato nella maratona francese di Rennes nel 2016, il connazionale Gilbert Chumba, due volte vincitore alla Maratona di Treviso nel 2018 e nel 2019, l’ugandese Simon Rugut, primo classificato a Leida in Olanda con il personale di 2h14’08” e primo classificato a Treviso nel 2014 e Trieste nel 2017, il debuttante keniano Oscar Kibet, il moldavo Maxim Raileanu (2h13’40” di personale) e il romano Luca Parisi, due volte tra i primi dieci classificati a Padova (quinto nel 2018 e sesto nel 2019).

Non solo maratona, c’è anche la mezza

Molto qualificato il campo dei partecipanti alla mezza maratona di che nell’edizione dello scorso anno fece registrare l’eccellente crono di 59’19” di Victor Kipchirchir. L’atleta più atteso di quest’anno è il keniano Stanley Biwott, che vinse le maratone di Parigi nel 2012 e di New York nel 2015. Biwott ha realizzato i personali di 58’56” sulla mezza maratona a Ras Al Khaimah nel 2013 e di 2h03’51” alla maratona di Londra nel 2016.

Torna a Padova David Ngure, secondo classificato a Padova lo scorso anno in 59’47”.

Il migliore degli azzurri in gara è il grossetano Stefano La Rosa, campione europeo a squadre di maratona a Berlino nel 2018. Il maratoneta toscano ha realizzato i record personali di 1h02’28” ai mondiali di mezza maratona di Gdynia nel 2020 e di 2h11’08” alla maratona di Siviglia.

Da seguire anche Daniele D’Onofrio, due volte campione italiano di mezza maratona nel 2016 e nel 2020.

Potrebbe recitare la parte dell’outsider l’ugandese Ezekiel Chepkorom, primo classificato alla mezza maratona di Las Palmas nel 2016 con il primato personale di 1h01’46”.

La keniana Veronicah Njeri Maina vanta il miglior tempo tra le iscritte con il record personale di 1h09’17” realizzato due volte in carriera a Houston nel 2018 e a Lugano nel 2021 e la vittoria alla mezza maratona di Prato in 1h11’37”. Le principali avversarie sono la connazionale Zipora Wanjiru, che ha vinto la mezza maratona di Genova nel 2019 e ha corso un record personale di 1h12’21” in carriera alla Stramilano del 2019, l’ugandese Annet Chalangat (1h14’48” di personale realizzato a Kampala nel Dicembre 2021) e la debuttante etiope Aberash Kebede. 

Padova: cosa vedere

Sorta su insediamenti paleoveneti che risalgono a oltre tremila anni fa, oggi si presenta come centro elegante e vitale ricco di splendidi esempi di arte medioevale e rinascimentale. Secondo la leggenda, riportata anche da Virgilio nell’Eneide, la città fu fondata dal mitico eroe troiano Antenore, compagno di Enea, di cui si può ammirare la tomba nell’omonima piazza antistante la prefettura.

Nota come città di Sant’Antonio, Padova è una delle maggiori località d’arte italiane. Al Santo è dedicata la Basilica, meta di un pellegrinaggio senza sosta. Merita una visita anche per la presenza di molti capolavori dell’arte italiana.

Sede della seconda università più antica d’Italia (fondata nel 1222), in cui insegnò anche Galileo Galilei che di suo pugno definì il periodo vissuto qui come «Li diciotto anni migliori di tutta la mia età», Padova vanta la seconda piazza più grande d’Europa, il famoso Prato della Valle che sorge in un luogo da sempre fulcro della vita cittadina.

Padova custodisce inoltre uno dei capolavori mondiali dell’arte trecentesca: l’affresco della Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto. Non solo: ospita il primo orto botanico costruito al mondo, realizzato nel lontano 1545 sulle terre di un monastero benedettino e dal 1997 sito riconosciuto dall’Unesco.

Curiosità: Padova, città dei 3 senza

Lo sapevate? Padova è definita la città dei tre senza. Scopriamo il motivo:

  • Il “Prato senza erba” di Padova ossia Prato della Valle che in realtà è una piazza, oltretutto la seconda più grande d’Europa dopo la Piazza Rossa di Mosca
  • Il “Santo senza nome” ovvero Sant’Antonio tanto amato dai padovani che ancora oggi è il santo per antonomasia e non ha nemmeno bisogno di un nome. Così la maestosa Basilica di Sant’Antonio diventa semplicemente la Basilica del Santo.
  • Il “Caffé senza porte” si riferisce allo storico Caffè Pedrocchi che un tempo era aperto giorno e notte e serviva bevande calde lungo la sua galleria senza porte.

Padova: cosa mangiare

La cucina padovana è una delle più rinomate nel panorama enogastronomico veneto: tra i piatti sicuramente da non perdere i bigoli (spaghetti grossi e ruvidi), i risi e bisi (risotto con piselli), la pasta e fasoi (pasta all’uovo accompagnata da fagioli) e la gallina padovana.

La tradizione pasticciera è fortemente connessa a Sant’Antonio con il Pan del Santo, il Dolce del Santo gli Amarettoni e i Merletti. Immancabile l’aperitivo a base di Spritz, vero emblema della convivialità padovana e naturalmente una grappa per concludere. Per quanto riguarda i vini c’è l’imbarazzo della scelta, non a caso siamo in Veneto!

COSA MANGIARE LA SERA PRIMA DELLA MARATONA

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