Lezione di Ingebrigtsen nei 5.000 metri

Lezione di Ingebrigtsen nei 5.000 metri

27 Agosto, 2023
Foto FIDAL/Francesca Grana

Staffette 4×400: Settime le azzurre senza Ayomide Folorunso, settimi, ma ultimi i nostri portacolori, privati di Alessandro Sibilio. Due capolavori paralleli da altrettanti fuoriclasse, Femke Bol (4×400) e Jacob Ingebrigtsen (5.000 m), fanno da sigla di chiusura ai diciannovesimi Campionati mondiali di atletica.

Nella serata conclusiva dei diciannovesimi Campionati mondiali le staffette sul miglio vedono i quartetti italiani privati dei due guerrieri che li hanno resi forti nelle qualificazioni: Alessandro Sibilio e Ayomide Folorunso.

Mai in gara la formazione azzurra maschile con Edoardo Scotti, Riccardo Meli, Lorenzo Benati e Davide Re: settimi, ma ultimi (squalificata la staffetta del Botswana)nella finale che vede la Francia conquistare la propria prima medaglia dei Campionati alle spalle degli Stati Uniti.

Meglio le azzurre: scese in pista con Alice Mangione (in prima), Anna Polinari (in seconda, al posto di Folorunso), Alesssandra Bonora (in terza) e Giancarla Trevisan (in quarta) finiscono settime davanti all’Irlanda in 3’24”98, che il sistema informatico dell’organizzazione fino a tarda serata continuava a segnalare come record italiano, dimenticandosi del 3’23”86 delle qualificazioni di sabato 26 agosto. Il tempo delle azzurre in questa finale è comunque migliore del precedente primato italiano, il 3’25”16 stabilito alle Olimpiadi di Rio 2016.

Davanti, l’Olanda (3’20”72) batte allo sprint la Giamaica (3’20”88) e la Gran Bretagna (3’21”04) grazie a una delle massime espressioni dell’atletica di oggi, Femke Bol, capace di recuperare alla giamaicana Stacey Ann Williams (accreditata di un’ultima frazione in 49”97) 20 metri negli ultimi 150!

Due gare parallele da parte di due eccellenze: il recupero di Femke Bol ricorda da vicino quello di cui si era reso protagonista poco prima Jacob Ingebrigtsen, nella finale dei 5.000 m che qui di seguito ricordiamo. 

Foto FIDAL/Francesca Grana

5.000 m uomini: capolavoro Ingebrigtsen 

Sembrava mettersi male la finale dei 5.000 m per Jacob Ingebrigtsen: prima la fuga del keniano Kipkurui, poi il gioco di squadra degli etiopi Gebrhiwet e Aregawi sembravano disegnare uno svolgimento esattamente all’opposto dell’assolo al comando a cui ci ha abituato il fuoriclasse norvegese, che però tale si è dimostrato proprio nel gestire un andamento tattico diverso, dove è stato costretto a risalire dalle retrovie (ultimo 1.000 m = 2’21”!) riuscendo solo negli ultimi trenta metri ad affiancare e superare lo spagnolo Mohamed Katir, bravissimo nel lanciarsi al comando nell’ultimo, micidiale giro. Finisce così: 1. Jacob Ingebrigtsen (NOR), 13’11”30; 2. Mohamed Katir (ESP), 13’11”44; 3. Jacob Krop (KEN), 13’12”28.

Foto FIDAL/Francesca Grana

Maratona uomini: Meucci decimo, Chiappinelli undicesimo

La mattina dell’ultima giornata si era aperta con la maratona maschile, corsa con un meteo leggermente più clemente rispetto a quello che aveva soffocato le colleghe nella gara di sabato. Nella seconda metà gara, quando tutti si aspettano un’azione da Tamirat Tola, parte l’attacco della sorpresa della giornata, l’ugandese Viktor Kiplangat (p.b. 2:05’09”). 

Da lì in poi la gara cambia volto: Gebrselassie parte in contropiede e prende un discreto vantaggio su Kiplangat, spariscono i keniani, clamorosamente Tamirat Tola arretra e, per la prima volta, appare a disagio. Con un mille in 2’48”, Kiplagat riprende il comando, resiste e trionfa in piazza degli Eroi in 2:08’53”. Leul Gebrselassie si ingobbisce e viene superato a cento metri dal traguardo dall’israeliano Maru Teferi, di etnia Falasha, in 2:09’12”. Leul è terzo e si accascia all’arrivo. Commovente l’arrivo di Tebello Ramakongoana del Lesotho, quarto in 2:09’57”, che ha tentato il tutto per tutto pur di portare la prima medaglia mondiale al suo Paese dell’Africa australe. 

Gli azzurri soffrono, ma trovano energie e grinta per cogliere piazzamenti ottimi: Daniele Meucci (37 anni) è decimo in 2:11’06”, personale stagionale, qualche rammarico per Yohanes Chiappinelli, immediatamente dietro a Meucci in 2:11’12”, ma con un forte calo nel finale dopo aver dato prova di coraggio tattico. Peccato per il ritiro di Eyob Faniel.

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