Sergio Tempera

La lezione dei nonni dell’atletica

Chi fosse capitato per caso al campo di atletica Giuriati, domenica mattina 16 giugno, a Milano, avrebbe visto un uomo vecchio cadere, rialzarsi, sorridere, riprovare a lanciare l’attrezzo da 3 kg oltre la pedana del peso.
Mario Riboni, 100 anni compiuti venerdì 13 giugno, ha mantenuto la promessa fatta innanzitutto a se stesso, e poi agli amici, di partecipare a una gara di atletica una volta raggiunto il secolo di vita.
Dopo quella prima caduta senza conseguenze ci ha riprovato e ha scagliato la sfera a 5,50 m.

«So perfettamente che il mio problema è l’equilibrio, sia in campo sia nella vita quotidiana, e quindi ho capito subito che, cercando di dare all’attrezzo troppa forza, mi sarei poi sbilanciato in avanti. Per fortuna so cadere bene!»
Frédéric Peroni Ranchet, master a sua volta, è il medico dello sport che ogni anno visita Mario e gli concede l’idoneità sportiva: «L’ho visto cadere sul prato, ma ha davvero una padronanza del proprio corpo fuori dal comune relativamente all’età».
Una bella soddisfazione anche per Werter Corbelli, il nostro esperto di atletica senza età, che è animatore instancabile dell’Olimpia Amatori Rimini, una sorta di Real Madrid del mondo master, dove questi atleti trovano sostegno e motivazione.
Attraverso le pagine di Correre (n. 325, novembre 2011), con Werter ci avevamo già provato: compiva allora 100 anni il grande Vittorio Colò, nato a Riva del Garda, all’epoca città asburgica, il 9 novembre 1911. Lo invitammo a una gara al XXV aprile, altra storica pista meneghina, proprio nel getto del peso. Non era nuovo agli exploit da prima volta in categorie master inesplorate: a quasi 93 anni aveva saltato 3 m in lungo ai campionati di società e nel 2007 era sceso in pista aprendo alle statistiche italiane la categoria M 95. Ci rispose declinando l’invito per problemi di salute, scrivendoci con austera educazione e puntigliosa precisione, la stessa precisione e la stessa educazione che avrebbero poi caratterizzato il suo addio a questa vita, organizzato in silenzio, fin nei minimi dettagli, a 101 anni.
Era stato proprio Riboni, del resto, a iniziare Colò all’attività master, quando agli inizi degli anni ’80 Mario faceva parte del direttivo Imitt, ovvero la prima associazione che si occupò di promuovere l’atletica over 35 quando la Fidal ancora non ne voleva sentir parlare.

Pensare che quel 5,50 m di domenica scorsa sia stato ottenuto a quattro mani è una suggestione che il lettore ci perdonerà.
E di suggestione si vive nell’atletica master, oltre che d’entusiasmo. Sarà un caso, ma al Giuriati, domenica, sono fioccate fior di migliori prestazioni italiane: Carmelo Rado (M 80), 12,99 m nel getto peso (precedente ottenuta dallo stesso Rado, a Forlì, lo scorso 7 aprile, con 12,07 m), Angelo Rovelli, 94 anni (M 95), 5,92 m sempre nel getto del peso e 16,80 m nel lancio del martello, Antonio Montaruli (M 65), 31”54 nei 200 m a ostacoli. E da Montecassiano (MC) arrivava intanto la notizia del mondiale M 95 di Giuseppe Ottaviani nel salto triplo: 4,67 m.

Di entusiasmo sentiamo il bisogno, ora, in pista e fuori. Questa è la lezione dei nonni dell’atletica che dovremmo tutti imparare.