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Foto Giancarlo Colombo

Europei U23: Galbieri, storico oro azzurro

Il primo oro azzurro agli Europei Under 23 di Tallin è arrivato dal velocista veronese della Riccardi Milano Giovanni Galbieri che ha vinto la finale dei 100 metri in 10”33 diventando il primo italiano della storia a conquistare il successo su questa distanza nella rassegna continentale. Nella semifinale di giovedì si era imposto in 10”20 con vento a favore (+2.3 m/s).

Per Galbieri si tratta della seconda medaglia internazionale sei anni dopo il bronzo ai Mondiali under 18 di Bressanone 2009 sempre sui 100 metri. Galbieri, ventiduenne di Bussolengo allenato ora da Alessandro Nocera a Torno, ha battuto di un centesimo di secondo il bulgaro Denis Dimitrov (10”34) e il francese Guy Elphege Anouman (10”39), L’altro azzurro qualificato per la finale Federico Cattaneo, sprinter di Rovellasca in forza sempre ala Riccardi Milano, si è classificato settimo in 10”58.

“Desidero dedicare la vittoria a mia nonna recentemente scomparsa e ringraziare i miei genitori che non hanno mai smesso di credere in me. Ho lavorato tanto per arrivare a questo risultato. Questo è solo l’inizio. Ho avuto bisogno di tanta pazienza dopo l’infortunio al ginocchio dell’anno scorso. Ero arrivato a un punto di svolta perché a 22 anni bisogna avere il coraggio di prendere delle decisioni importanti”, ha detto Galbieri.

L’esaltante giornata azzurra è stata caratterizzata anche dai quarti posti di Vito Minei nella 20 km di marcia con il primato personale di 1:25’46” e di Dariya Derkach nel salto triplo con 13.88m.

La seconda giornata ha assegnato i titoli della 20 km femminile vinta dalla russa Mariya Ponomariyova con il personale di 1:27’17 davanti alla forte ceca Anezhka Drahotova ((1:27’25) e Lyudmila Olyanovska (1:28’41) e della 20 km maschile vinta dal russo Nikolay Markov in 1:23’41” sullo spagnolo Alvaro Martin (1h24’51).

Nel mezzofondo l’olandese Jip Vastenburg (già campionessa europea juniores dei 5000 metri) si è laureata campionessa europea under 23 dei 10.000m in 32’18”69 davanti a Rhona Auckland (32’22”79).

Abdikhadar argento nei 1500; bronzo di Perini nei 110 hs e Meloni nell’alto

Ancora una gioia per il mezzofondo azzurro agli Europei Under 23 di Tallin in Estonia grazie all’argento del reatino di origini somale Mohad Abdikhadar sui 1500 metri in 3’44”81 battuto dallo spagnolo Marc Alcala (3’44”91). Bravissimo anche il livornese di origini mozambicane Joao BussottiSoufiane El Kabbouri, sesto in 3’54”49. Finora nella storia di questa manifestazione l’Italia aveva vinto solo il bronzo con Lorenzo Perrone nel 2003. Abdikhadar vive a Sezze in provincia di Latina dove si trasferì nel 2006 per sfuggire alla terribile guerra civile in Somalia. In questa stagione ha stabilito il record personale a Ponzano Veneo con 3’38”53.

Nei 5000 metri maschili vittoria in solitaria del keniano naturalizzato turco Ali Kaya che ha bissato il successo sui 10.000 metri chiudendo in un ottimo 13’20”18. Kaya ha ripetuto la stessa doppietta di due anni fa agli Europei Juniores. Secondo posto in 13’54”33 per un altro ex keniano Isaac Kimeli che ora gareggia per il Belgio. Il livornese Samuele Dini si è piazzato quarto in 13’56”65. Yassine Rachik, bronzo sui 10.000 metri, ha concluso in ottava posizione in 14’05”00. Undicesimo Daniele D’Onofrio in 14’11”27.

Pochi minuti dopo l’Italia ha vinto la quarta medaglia di questa rassegna continentale con il lombardo Lorenzo Perini che nella finale dei 110 ostacoli ha conquistato il bronzo in 13”86 con vento contrario (-1.5 m/s) nella gara vinta dal britannico di origini nigeriane David Omoregie in 13”63 davanti allo spagnolo Javier Colomo (13”73). L’allievo di Fernanda Morandi, cresciuto nell’Osa Saronno ma in forza all’Aeronautica Militare, è salito sul podio continentale per la seconda volta due anni dopo l’argento agli Europei Juniores di Rieti 2013. Prima di Perini l’unico italiano in grado di salire sul podio agli Europei Under 23 fu Emanuele Abate nel 2007 a Debrecen.

La più impronosticabile delle medaglie è arrivata dal saltatore in alto sardo Eugenio Meloni che, dopo aver eguagliato il record personale con 2.18, si è migliorato di tre centimetri con 2.21m al primo tentativo. Il percorso netto fino a 2.21m ha permesso al figlio d’arte cagliaritano di salire sul terzo gradino del podio a pari merito con il britannico Chris Kandu. Solo il russo Ilya Ivanyuk e l’israeliano Dmitry Kroyter sono riusciti a valicare l’asticella 2.24. Ivanyuk conquista poi l’oro a 2.30 m. Meloni, ex giocatore di basket, è figlio di due saltatori in alto dell’ex primatista sardo Andrea e dell’ex azzurra Tiziana Vecchio.

Bel quarto posto per Davide Re in 46”37 nella finale vinta dal francese Thomas Jardier in un buon 45”50 davanti a Pavel Ivashko (45”73).

Rachik, prima medaglia da italiano